Il ritorno di Ulisse potrebbe non essere avvenuto dove abbiamo sempre pensato
Itaca potrebbe non essere l’isola di Ulisse: una nuova ricerca mette tutto in discussione e propone una ricostruzione destinata a far discutere archeologi e studiosi del mondo classico.
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Per secoli la patria di Ulisse è stata identificata con Itaca, appartenente all’arcipelago delle Isole Ionie. È qui che, secondo la tradizione, l’eroe dell’Odissea fece ritorno dopo dieci anni di viaggio seguiti alla guerra di Troia. Tuttavia, alcuni dettagli geografici descritti da Omero hanno sempre lasciato aperti diversi interrogativi: la posizione dell’isola, il suo profilo e il rapporto con le altre terre vicine non sembrano infatti coincidere con la geografia dell’attuale Itaca.
Negli ultimi tempi il dibattito si è riacceso grazie al lavoro di studiosi provenienti da discipline diverse. Una nuova pubblicazione sulla rivista Antigone riprende e aggiorna una teoria sviluppata nell’arco di oltre vent’anni, secondo la quale la vera patria di Ulisse potrebbe trovarsi in un’altra parte dell’arcipelago ionico. L’ipotesi non mette tutti d’accordo, ma è tornata d’attualità anche per l’imminente uscita nelle sale di The Odyssey, il kolossal diretto da Christopher Nolan dedicato al poema di Omero.
Perché la vera Itaca potrebbe non essere quella che conosciamo

La ricerca nasce dall’intuizione dell’appassionato di studi omerici Robert Bittlestone, poi sviluppata insieme al filologo James Diggle e al geologo John Underhill. Per molti anni gli studiosi hanno cercato di dimostrare che l’attuale penisola di Paliki, nella parte occidentale di Cefalonia, fosse in origine un’isola separata da un canale marino. Le successive indagini geologiche non hanno però confermato l’esistenza di questo canale nell’Età del Bronzo, costringendo il gruppo a rivedere la propria interpretazione.
La svolta è arrivata con una nuova analisi del testo greco dell’Odissea. Diggle sostiene che Omero non definisca mai Itaca con il termine greco che indica un’isola (nesos), ma utilizzi invece parole come “terra” (gaia) o “territorio” (demos). Secondo gli autori, questo dettaglio linguistico permetterebbe di identificare la patria di Ulisse con Paliki senza dover dimostrare che fosse realmente un’isola. La teoria è stata accolta con interesse da diversi studiosi, ma resta oggetto di confronto nella comunità scientifica e, almeno per il momento, non sostituisce l’identificazione tradizionale con Itaca, che continua a essere quella generalmente accettata.
Cosa vedere tra Paliki e Cefalonia

Al di là del dibattito archeologico e filologico, Paliki e Cefalonia rappresentano una delle zone più affascinanti delle Isole Ionie. Qui spiagge spettacolari, piccoli villaggi e paesaggi modellati dalla natura attirano ogni anno migliaia di visitatori. Per chi desidera seguire le tracce della teoria sulla presunta vera patria di Ulisse, ecco alcuni luoghi da non perdere:
- Paliki: la penisola protagonista della nuova teoria offre panorami selvaggi, uliveti e numerosi punti da cui osservare la costa occidentale di Cefalonia.
- Lixouri: la principale cittadina di Paliki è famosa per il lungomare, le taverne tradizionali e il festival delle danze tradizionali ad agosto.
- Spiaggia di Xi: una delle più celebri di Cefalonia per la sabbia rossastra e le scogliere di argilla bianca.
- Spiaggia di Petani: considerata tra le più belle dell’isola per le acque turchesi e un suggestivo scenario naturale.
- Grotta di Melissani: spettacolare grotta naturale con un lago dalle acque cristalline. Dall’ampia apertura nella volta, la luce naturale illumina l’interno creando suggestivi giochi di colore che l’hanno resa una delle attrazioni più celebri di Cefalonia.
- Argostoli: è il capoluogo di Cefalonia. Da vedere il lungomare, il Ponte di De Bosset, Piazza Vallianou, il Museo Archeologico e il porto, dove è facile avvistare le tartarughe marine.