Meno stabilimenti e più spiagge libere: la svolta della Grecia sul turismo

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

La Grecia cambia strategia sul turismo: meno stabilimenti balneari, più tutela ambientale per le spiagge più celebri del Paese. Lo scopo è contrastare l’overtourism e proteggere ecosistemi sempre più fragili.

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Grecia, Mare
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Negli ultimi anni la Grecia ha registrato numeri record di visitatori e il turismo è diventato uno dei pilastri dell’economia nazionale. Ad esempio, nel 2025 il Paese ha accolto circa 35 milioni di turisti ma l’aumento continuo dei flussi ha significato anche problemi evidenti: spiagge sovraffollate, coste trasformate da strutture temporanee e forte pressione sull’ambiente durante i mesi estivi.

Per questo i ministeri dell’economia e dell’ambiente hanno annunciato un piano rivoluzionario che coinvolge 251 spiagge considerate particolarmente preziose dal punto di vista naturalistico. L’obiettivo è ridurre l’impatto del turismo di massa e riportare molte aree costiere a condizioni più vicine al loro stato originario, limitando le attività commerciali legate alla balneazione. Ecco cosa sta succedendo.

Le spiagge greche coinvolte dalle restrizioni contro l’overtourism

Grecia, Mare
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Il provvedimento interessa diverse località balneari più famose e frequentate della Grecia. Tra le spiagge coinvolte figurano litorali celebri di Creta come Balos, Elafonissi, Falassarna e Gavdos, ma anche numerosi tratti costieri delle Cicladi, del Dodecaneso e dello Ionio. A Naxos saranno interessate sette spiagge, mentre altre restrizioni riguarderanno Folegandros, Sikinos, Syros, Karpatos, Kalymnos, Astipalea, Lefkada e Zante.

Le nuove norme prevedono l’eliminazione progressiva di ombrelloni e lettini in concessione, ma non solo. Saranno vietati nuovi stabilimenti, bar sulla spiaggia, musica diffusa tramite impianti audio e l’accesso diretto al mare con veicoli a motore in diverse aree protette. Le autorità vogliono evitare un ulteriore impatto umano coste e preservare habitat delicati dove vivono specie vegetali e animali particolarmente sensibili.

La Grecia punta a un turismo più sostenibile

Grecia, Mare
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La scelta del governo greco rientra in una strategia più ampia contro l’overtourism, un problema che negli ultimi anni ha colpito molte destinazioni mediterranee. Alcune isole, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, si trovano a gestire una quantità di visitatori molto superiore rispetto alla capacità del territorio con conseguenze dirette su ambiente, servizi e residenti.

Per cercare di distribuire meglio i flussi turistici, Atene ha introdotto anche nuove misure economiche. Dal 2025 i crocieristi che sbarcano a Santorini e Mykonos devono pagare una tassa fino a 20 euro nei periodi di maggiore affluenza. L’idea è incentivare un turismo meno concentrato e più sostenibile nel corso dell’anno, puntando sulla qualità dell’esperienza invece che sui grandi numeri.

Visitare la Grecia preservandone l’ambiente

Grecia, Monti
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La Grecia sta cercando di promuovere un turismo più sostenibile e meno concentrato nelle destinazioni ormai simbolo dell’overtourism. Sempre più viaggiatori stanno riscoprendo località dell’entroterra e isole meno battute dove l’impatto ambientale risulta decisamente inferiore. Le autorità greche invitano i visitatori ad adottare comportamenti più responsabili per preservare ecosistemi delicati, ridurre l’inquinamento e garantire un equilibrio tra turismo e qualità della vita locale.

  • Scegliere mete meno affollate come Zagori, Metsovo o i villaggi montani dell’Epiro aiuta a distribuire meglio i flussi turistici lontano dalle isole più affollate.
  • Visitare località costiere meno note come Amorgos, Alonissos, Tinos o Kythira permette di vivere la Grecia in modo più autentico e con minore impatto ambientale.
  • Evitare i mesi di altissima stagione riduce la pressione su spiagge, trasporti e risorse idriche delle isole.
  • Preferire piccole strutture familiari e attività locali sostiene l’economia del territorio.
  • Nelle spiagge è importante non lasciare rifiuti e rispettare le aree naturali delimitate.

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