Non è una città ma un’intera valle di 40 Comuni: la sfida per diventare Capitale della Cultura 2029
Composta da ben 40 Comuni e una storia millenaria alle spalle, la Valle Camonica ha presentato la candidatura per diventare la Capitale Italiana della Cultura 2029: vediamo qui di seguito tutti i dettagli.
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Situata nella parte parte orientale della Lombardia tra le provincie di Bergamo e Brescia, la Valle Camonica rappresenta una delle valli più estese delle Alpi Orientali.
Composta da una storia millenaria e ben 40 Comuni, la valle ha presentato la sua candidatura per poter diventare la Capitale Italiana della Cultura attraverso un ambizioso progetto dal titolo “10.000 anni di futuro”: questo titolo è stato scelto dal fatto che proprio nel 2029 intercorrerà il 50esimo anniversario dell’Arte Rupestre appartenente alla lista del Patrimonio dell’UNESCO.
Valle Camonica: il programma con la quale la valle si è candidata

Nota per custodire al suo interno uno dei 3 borghi più belli della Lombardia, la Valle Camonica punta a diventare Capitale Italiana della Cultura 2029. L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha presentato a Milano un progetto piuttosto ambizioso: fare diventare la Valle Camonica un punto di riferimento sia geografico che culturale.
L’obiettivo primario è quello di confermare la valle come Patrimonio dell’UNESCO ponendo attenzione ai luoghi meno noti, ai musei, ai parchi archeologici, agli spazi culturali, alle biblioteche e ai borghi.
Oltre a questo arricchimento già citato, il progetto mira a valorizzare anche la Riserva della Biosfera MAB UNESCO composta da castelli, chiese e arte sacra, un insieme di testimonianze romane che attraggono italiani e stranieri.
Il progetto con la quale la Valle Camonica si è candidata si chiama “10.000 anni di futuro“. Questo titolo è stato appositamente scelto, per ripercorrere la storia di questo antico territorio partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai giorni nostri.
Il programma definitivo, ha come obiettivo finale quello di trasformare un’idea in attività concrete fatte di eventi e progetti che coinvolgano appieno l’intero territorio. Tra le parti maggiormente rilevanti troviamo non solo la montagna, ma anche i siti Patrimonio UNESCO, l’ospitalità, il turismo e una gestione che sia in grado di coordinare questa complessa infrastruttura.

Il focus della candidatura, non si basa tanto sulla quantità complessiva di eventi organizzati, ma punta a coinvolgere quanto più possibile le persone che vivono in questi territori, ovvero scuole, cittadini, associazioni, imprese e giovani con un particolare occhio di riguardo al tema dell’inclusione e dell’accessibilità.
Il progetto “10.000 anni di futuro“, che ha fatto candidare la Valle Camonica come Capitale Italiana della Cultura, punta non solo sulle opere di artigianato, ma anche all’utilizzo delle nuove tecnologie per rendere la parte culturale che da sempre caratterizza questo territorio, molto più accessibile coinvolgendo anche i più giovani.
Questo importantissimo passo, rappresenta per la valle un modo alternativo per raccontare il suo ricco patrimonio fatto di numerosi siti archeologici in un modo diverso e innovativo.
Dopo la presentazione di questo ambizioso progetto a Palazzo Pirelli, la candidatura sarà anche presentata presso il Museo della Preistoria di Capo di Ponte sabato 19 settembre 2026: ovviamente la Valle Camonica non è l’unica candidata in quanto tra le città che puntano alle stesso obiettivo c’è anche Bassano del Grappa.