Australia Northern Territory (II)


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Ailleron Northern Territory consigli utili e informazioni di viaggio

Ailleron è una stazione di benzina con dietro il motel, non ha internet, in compenso c’è una bella cabina telefonica inglese rosso fiammante sul piazzale esterno, vicino alla quale stazionano le rappresentazioni di due “sirene del deserto”, ovvero simpatici lucertoloni.

Il motel è costituito da un insieme di casette prefabbricate.

Dietro gli edifici, una collina sulla quale campeggia, altissima, la statua do un guerriero aborigeno e la scritta Ailleron che si staglia nel cielo.

Tutt’intorno, silenzio, interrotto solo dallo stridio degli uccelli.

Il motel è gestito da due gemelli (ci faranno lo scherzo di sembrare la stessa persona) e dal padre, un simpatico vecchietto che ama mostrare la sua dentiera i bambini, tirandola fuori con la lingua.


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Il motel è spartano ma ci offre una buona cena, finalmente cucina australiana, e un’ottima colazione.

La sera giochiamo al biliardo mentre sullo sfondo un grosso televisore al plasma trasmette la versione locale di “Ballando sotto le stelle”, ed è allora che ti chiedi chi te l’ha fatto fare di attraversare il mondo.

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La mia prima esperienza con le laundries delle Rodhouse è sconfortante, acqua dappertutto e programmi che non procedono, ma insomma è solo un inizio.

La mattina ci svegliamo all’alba, aria frizzantina, rispetto a Melbourne la temperatura è abbastanza simile, anche qui è freddino con un clima però decisamente secco, e non umido.

C’è molta escursione termica tra giorno e notte, ma, a detta dei gemelli, quest’anno non è mai stato veramente freddo.

D’estate, in questi posti, si raggiungono i 45°.

Tennant Creek Northern Territory informazioni

Dopo il rifornimento, iniziamo il viaggio verso Tennant Creek, 368 KM, e iniziamo anche a incontrare i mitici, mastodontici TIR.

Durante il viaggio, il paesaggio è abbastanza monotono, radura e cespugli tipici del bush, anche il cielo non mi dà quell’ampio respiro che avevo trovato nel cielo sudafricano, sicuramente è questione di visibilità e clima.

Ovviamente questa è una terra che ti entra nel sangue a poco a poco, il paesaggio si assimila nel suo apparente immobilismo, in realtà è un divenire di cui ci accorgeremo strada facendo.

Il percorso è interrotto ogni cento chilometri circa da rassicuranti stazioni di servizio/roadhouse.

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La prima che incontriamo è quella di Ti Tree (come il famoso olio), pubblicizzato come il pub più centrale dell’Australia, abbastanza scarso e sporco.

Il padrone è indicibilmente brutto, faccia stretta e lunga, fronte bassa, poco accogliente.. sul retro del posto ci sono i dipinti aborigeni appesi ai muri, una collezione abbastanza vasta perché vengono prodotti proprio qui, insieme con le mattonelle e gli immancabili boomerang.

Il clima è ancora decisamente fresco, le persone sono vestite nella maniera più varia, giacconi imbottiti sopra a pantaloncini, o pantaloni lunghi e cappelloni, quasi tutti con le immancabili ciabattine australiane i piedi.

Barrow Creek Northern Territory

La tappa successiva è Barrow Creek, uno degli “antichi” (seconda metà ‘800) avamposti del telegrafo.

Questa Roadhouse è molto bella, ci sono bucanville, tavoli all’aperto, un albero di natale all’interno, un salone pieno di ricordi degli avventori, pareti tappezzate di monete da tutto il mondo, il proprietario ci fa vedere tutti gli oggetti italiani, vecchie lire, carte d’identità strappate.. io gli lascio un biglietto della Metro di Roma.

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L’aria a Barrow Creek è bellissima, la temperatura si è alzata, sembra di stare in montagna in una delle belle giornate estive.

Wycliffe Well Northern Territory

All’ora di pranzo arriviamo a Wycliffe Well il sito popolato da extra-terrestri.

Arrivando qui, l’impressione è quella che la mania per gli UFO sia autentica, sicuramente utilizzata anche come attrazione turistica, ma la raccolta di articoli, il luogo stesso, nella sua solitudine, ispira l’idea di una passione per questi temi.

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Qui abbiamo mangiato Barramundi, unico pesce presente nei mari e fiumi australiani, apparentemente, visto che troverò solo questo tipo di pesce nei vari menù, e un ottimo pollo alla griglia.

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Devil Marbles Northern Territory

Nel pomeriggio, rotta verso Devil Merbles, dove arriviamo verso le 15.

Non è questa, senz’altro, l’ora migliore per vederli, eppure il fascino di questo luogo è forte.

I massi, dal più grande, in alto, via via ai più piccoli, alla base, sono il frutto dell’erosione del terreno, non dell’accumulo.

Il granito è sparito a seguito dell’erosione del terreno e della pressione della superficie sullo strato di sabbia sottostante, creando nei valloni delle crepe dove è confluita e defluita l’acqua, plasmando il granito sottostante sino alle forme circolari attuali.

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Il sito è suggestivo, sarebbe bello fermarsi sino al tramonto ma siamo assaliti dalle mosche, il caldo è forte.

Sulla radura sono ferme varie “case viaggianti”, le persone si dedicano a sistemare corde e funi, a piantare tende, sopra molte jeep ci sono anche diverse taniche di benzina.

Altri, invece, semplicemente aspettano.

Non è difficile immaginare gli antichi racconti portati dal vento dei popoli vissuti migliaia di anni fa su questo territorio.

Le rocce, così morbide e imponenti, non sembrano essere lì per caso, la stessa sensazione che in fondo mi danno i termitai, che in questa zona già iniziano ad essere più numerosi ed alti, e sembrano seguire un codice nascosto e indecifrato.

Questo è uno dei luoghi sacri degli aborigeni, qui sono ambientati alcuni dei sogni più importanti, tramandati da padre a figlio, qui vengono a raccogliere l’acqua piovana che si forma nelle fenditure e che loro considerano sacra.

Qui non si vede alcun aborigeno, solo bianchi accampati con i loro mezzi.

In ogni caso questo nostro tour in Australia è molto affascinante.

Il Nostro viaggio continua!


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