Carnevale della Barbagia: miti, leggende e tradizioni

Autore:
Erika Fameli
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Il Carnevale della Barbagia è una delle celebrazioni più antiche e caratteristiche della Sardegna. Si tratta di un vero e proprio evento, a cui prende parte l’intera regione sarda da cui prende il nome, e che fa rivivere miti, leggende e tradizioni antichissime grazie agli abitanti della Barbagia. Ecco la sua storia e i suoi aspetti più affascinanti.

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Ph credits Enrique da Pixabay

Il periodo di carnevale in Italia è uno dei più colorati e festosi in assoluto. Tra maschere, travestimenti, balli e musica, lo Stivale intero scende in piazza per festeggiare e divertirsi. Tra le tradizioni carnevalesche più autentiche e antiche del Bel Paese, c’è sicuramente quella del Carnevale della Barbagia, in Sardegna. Partecipare al carnevale barbaricino è una vera e propria esperienza, un viaggio nell’anima più autentica della Sardegna.

Questo carnevale è famoso in tutto il mondo, e ogni anno in questo periodo porta nelle strade le tipiche maschere dalla duplice anima, inquietante e vivace, che spaventano i bambini e divertono gli adulti. Tra sfilate, musica folkloristica e riti antichi, il Carnevale della Barbagia è un evento assolutamente da non perdere se si vuole conoscere più a fondo la Sardegna, la sua storia e la sua gente.

Carnevale della Barbagia

Carnevale storico Castignanese 2024
Credit pagina Facebook Carnevale Storico Castignanese

Per partecipare al Carnevale della Barbagia, bisogna ovviamente recarsi in Sardegna, e dirigersi verso questa regione montuosa situata al centro dell’isola. Il territorio della Barbagia si estende sui versanti del Massiccio del Gennargentu e comprende le aree dell’Ogliastra, del Supramonte e del Nuorese. Il Carnevale della Barbagia si celebra ogni anno a partire da metà gennaio fino al martedì grasso. Quello che caratterizza il carnevale barbaricino è il suo fascino quasi preistorico, primitivo.

Il periodo di carnevale inizia, per la precisione, il 16 gennaio, ossia la vigilia della festa di S. Antonio Abate. In questa giornata davanti alle chiese della Barbagia si accendono grandi falò, si intonano canti religiosi e ci si scambiano giochi e dolciumi. Nato probabilmente da un antico rito pagano rivolto al sole, questa tradizione vive ancora oggi, e quando le braci si freddano, gli abitanti dei borghi portano a casa un tizzone benedetto come porta fortuna.

Le maschere tipiche

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Autore: OlgaBombologna / Shutterstock

L’elemento più riconoscibile del Carnevale della Barbagia sono le sue maschere. Chiamate mamuthones, sono rappresentazioni grottesche degli ovini, realizzate con maschere in legno, pelli di pecora e campanacci. Nelle parate dei borghi della Barbagia, dove si può assistere al carnevale più autentico, i mamuthones sono solitamente inseguiti dagli issokadores, che fanno roteare delle corde sulla testa per catturare i mamuthones.

Ogni borgo ha maschere tipiche, che rappresentano animali e mestieri. Oltre ai mamuthones e agli issokadores, già menzionati e tipici del borgo di Mamoiada, i più comuni sono:

  • i merdules (pastori);
  • i boes (maschere di legno con le corna, che rappresentano i buoi);
  • sa filonzana (la filatrice, rappresentazione della morte, che si aggira per le strade con delle forbici in mano minacciando di recidere il filo della vita).

Quello della Barbagia è senza ombra di dubbio uno dei carnevali più particolari d’Italia, e con i suoi tanti riti, le maschere sempre diverse e i tanti giorni di festa con sfilate, carri e parate, rappresenta un’occasione unica per conoscere una Sardegna diversa dal solito. Una Sardegna che non parla di mare, ma che si rintana sulle montagne e vive ancora di pascoli e pecore, di natura selvaggia e aspra, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Insomma, assistere al Carnevale della Barbagia equivale a fare un vero e proprio viaggio nella Sardegna più autentica, antica e caratteristica.

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