Lago di Natron: la leggenda che si nasconde sotto le acque del “lago maledetto”
A nord della Tanzania si trova un lago estremamente affascinante. Il lago di Natron, soprannominato il lago maledetto, è noto per la sua capacità di pietrificare tutti gli animali che si immergono.

Il ” lago maledetto” si trova in Tanzania e si estende lungo una superficie di 60 chilometri nel cuore della Rift Valley. Il lago affascina e mette allo stesso tempo paura a causa delle sue acque di colore rosso e delle striature bianche che si ergono sulla sua superficie.
Queste particolari caratteristiche derivano dalla presenza di minerali e microrganismi che prosperano all’interno delle sue acque. Il lago è dotato di un ambiente ad altissimo contenuto di sale che renderebbe difficile la sopravvivenza della maggior parte delle forme di vita.
Lago Maledetto: la sua caratteristica “mortale”

Il lago di Natron prende il nome di “lago maledetto” ed è situato nella parte nord della Tanzania ai piedi del vulcano Ol Doinyo Lengai. Esso rappresenta un luogo estremamente affascinante e mortale conosciuto per la sua capacità di imbalsamare gli animali.
Questa zona della Tanzania presenta annualmente una quantità di pioggia inferiore ai 4 millimetri, fenomeno che contribuisce ad una veloce evaporazione delle acqua presenti facendo aumentare notevolmente il tasso di salinità.
Durante il periodo della stagione secca il lago evapora lasciando dietro di sé un’enorme crosta di sale. Non è solo uno spettacolo visivo ma rappresenta anche una grandissima lezione di come moltissimi organismi viventi siano in grado di adattarsi perfettamente anche alle condizioni estreme.
Proprio a causa dell’altissima concentrazione di sale, la maggior parte degli animali che si inoltrano nelle sue acque viene imbalsamata e soltanto una piccolissima parte di loro riesce a sopravvivere.
Il fenomeno della pietrificazione appartenente al lago di Natron ha lasciato senza parole moltissime persone. In realtà il lago maledetto non pietrifica gli animali ma li imbalsama: il sale presente nelle sue acque è il natron, ovvero carbonato idrato di sodio.

Il natron ha la capacità di trasformare l’acqua nella quale è contenuto in una sostanza che si avvicina moltissimo all’ammoniaca con un ph che può raggiungere la soglia di 10.5. Questa altissima acidità impedisce il processo di decomposizione facendo sì che tutti gli animali deceduti sembrino delle statue in pietra.
Nonostante l’ambiente particolarmente ostile, è un luogo molto ambito dai fenicotteri rosa. Questi animali, nutrendosi principalmente di alga spirulina presente nel lago, insieme all’altissima concentrazione di sale, tiene lontani tutti i predatori fornendo loro un luogo sicuro dove trovare riparo: questi animali – essendo dotati di uno strato corneo – sono esenti dall’effetto imbalsamante del lago.
Tuttavia dobbiamo sfatare una leggenda: il lago non mummifica gli essere viventi, molto semplicemente gli animali caduti nelle sue acque avevano già perso la vita prima ancora di essere pietrificati.
La salinità delle sue acque insieme all’alcalinità danno vita a questo curioso evento. A determinare la conservazione dei resti animali è la stagione asciutta: infatti è la crosta salina che imbalsama le loro ultime pose al punto da farli sembrare delle statue in pietra. Per chi volesse visitarlo da vicino, un tour organizzato con un safari fotografico può essere l’occasione giusta.
Natron, il lago maledetto: foto e immagini