Safari in Tanzania


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Safari in Tanzania guida, informazioni e consigli utili

Arriviamo all’areoporto internazionale del Kilimanjaro e ci trasferiamo all’Ethiopian Hotel (un alberghetto molto carino e pulito ornato da graziose pitture naif) nella città di Arusha.

L’albergo, molto pulito, vanta tra l’altro una buonissima cucina sia continentale che etiopica (ottimo lo Zighinì).

La mattina successiva ci alziamo di buon ora e dopo un ottima colazione incontriamo la nostra guida (James) con cui condividiamo il programma di viaggio.

Caricati i bagagli sulla jeep (verso le 10) finalmente si parte.

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Safari in Tanzania cosa vedere e luoghi da visitare

Dopo circa un ora arriviamo al villaggio di Mto wa Mbo e qui prendiamo posto nel nostro camp. Mentre Deo prepara il pranzo, noi montiamo le tende e ci rilassiami davanti ad un fresca birra africana.

Dopo pranzo visitiamo il villaggio, che vanta tra l’altro un mercato molto pittoresco e ricco di oggetti artigianali in legno ma senza perdere d’occhio l’orologio.

Alle 15,30 infatti si parte per il primo fantastico game drive nel Manyara National Park, la cui entrata dista solo 5 minuti dal villaggio.

Il nome del parco e del lago derivano dalla parola Masai “Manyara”, che è il nome di una pianta: l’Euforbia Tirucalli usata dai Masai per costruire recinti e steccati.

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La prima parte del parco è costituita da una lussureggiante foresta umida, molto simile ad una foresta tropicale.

Qui però l’abbondante acqua viene dalle falde sotterranee della Rift Valley piuttosto che dalle piogge.

La vegetazione comprende alberi alti e specie particolari (baobab, alberi delle salsicce, alberi del pane).

Qui incontriamo babbuini, diverse specie di uccelli, ma anche elefanti, antilopi, giraffe, bufali, dik dik, cercopitechi.

Ogni cosa è una scoperta e il nostro primo istinto è quello di scattare foto a ripetizione per paura di non trovarci nuovamente in condizioni tanto favorevoli.

La zona adiacente alla riva è più aperta.

Qui avvistiamo ippopotami, bufali, zebre, giraffe e anche tre leoni.

Giriamo nel parco fino alle 18,30 quando il parco chiude ed essere puntuali è importante per evitare discussioni e multe da parte dei rangers.

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La mattina seguente ci alziamo verso le 7,30, facciamo colazione e partiamo per il secondo game drive nel Manyara.

Il game drive è una replica del primo e vediamo più o meno le stesse cose del giorno precedente.

Viviamo però un’esperienza shock a causa di un elefante che si avvicina fino 50 centimetri dalla nostra jeep.

E se mette la proboscide dentro e strapazza qualcuno sbattendolo di qua e di la.

La guida ci consiglia di stare in silenzio e, un pò spaventati, seguiamo alla lettera le sue indicazioni.

Dopo 30 secondi (i più lunghi della mia vita) l’elefante soddisfatto si allontana e torna nel gruppo dal quale si era staccato.

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James dice che si è comportato in questo modo perché nel gruppo c’erano dei piccoli.

Verso le 11,30 torniamo al campo, smontiamo la tenda e ci muoviamo verso la seconda meta , il villaggio di Karatu, dove arriviamo dopo circa un ora.

Anche qui montiamo subito le tende nel Resort di cui siamo ospiti e, dopo una bella doccia bollente e un altra bella birra africana consumata al bar, possiamo fare un giretto a zonzo per le vie di questo caratteristico villaggino tanzaniano.

Le case sono tutte basse, il villaggio è pieno di vita e di bambini.

Il paesaggio circostante è molto bello, mosso e pieno di coltivazioni.

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La mattina seguente ci svegliamo presto e partiamo verso l’area di Conservazione integrale dello Ngorongoro.

Arriviamo al lodge dove lasciamo i bagagli alla reception prima di muoverci alla volta del cratere principale.

L’entrata vera e propria del cratere dista circa mezz’ora dal lodge.

La visuale che si gode dal bordo del cratere è spaziale.

Sembra un plastico ma è la realtà.

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Sotto di noi vediamo in distanza elefanti e mandrie di bufali.

Siamo a oltre 2000 metri e gli animali sono 600 metri sotto di noi.

Arrivati sul fondo cominciamo a girare e goderci la fauna numerosa che ci circonda.

E’ come essere in uno zoo al contrario, noi prigionieri nelle macchine e il paradiso terrestre tutto intorno a noi: gnu, bufali, gazzelle, zebre, elefanti, leoni, antilopi, sciacalli, ippopotami, iene, fenicotteri, rinoceronti, serpenti aquile.

Restiamo nel cratere tutto il giorno e torniamo al Lodge solo nel tardo pomeriggio.

La mattina successiva non ci alziamo molto presto.

La guida ci spiega che è meglio arrivare al gate verso le 13:00 per ottimizzare la nosra permanenza nel Serengeti.

Ci fermiamo quindi per visitare prima uno dei villaggi masai che troviamo lungo la strada e poi le gole di Olduvai, uno dei siti più significativi per la paleontologia umana.

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I masai sono amichevoli però per farci accedere al loro villaggio dobbiamo pagare 50$ a macchina.

Dopo che abbiamo pagato danzano per noi e sono disponibili a farsi fotografare in tutte le salse (forse è un po’ finto questo villaggio).

A Olduvai invece c’è un piccolo museo dove viene illustrata l’evoluzione umana.

Ammiriamo inoltre la gola sotto di noi mentre un signore ci spiega la storia delle gole e delle significative scoperte che sono state fatte in questo luogo in oltre 30 anni di ricerche paleontologiche. Fa molto caldo.

Proseguiamo per il gate del parco dove arriviamo come previsto verso le 13,00.

Consumiamo il nostro pranzo al sacco e nel primo pomeriggio procediamo alla volta del Seronera (il cuore del parco).

Lungo la pista che porta nella zona centrale del parco troviamo la piana dei Kopjes e spesso usciamo dalla pista principale per visitarli.

I kopjes sono utilizzati dai ghepardi o dai leoni per avvistare le prede.

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Quindi ce ne facciamo diversi e in effetti vediamo diverse volte sia leoni che ghepardi appostati per avvistare prede o prendere il sole.

Fra un Kopjes e l’altro distese interminabili d’erba dove spesso troviamo vasti gruppi di gazzelle di thompson, di grant, zebre, damalischi e ovviamente di gnu.

Arriviamo nel primo pomeriggio al meraviglioso Seronera Lodge, nel vero e proprio cuore del Serengeti dove prendiamo subito alloggio nella nostra camera.

Al mattino partiamo sul presto e arriviamo al Lobo Lodge per l’ora di pranzo.

Lungo la strada altri leoni, una famiglia di 3 ghepardi: mamma e 2 cuccioli e ovviamente tanti erbivori.

Anche se al Lobo vediamo meno animali, la zona è ancora più bella di quella di Seronera.

Inoltre il Lodge è meravigioso e accogliente, mimetizzato in un grande Kopie.

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La piscina sulla terrazza è un punto ideale per godere della meravigliosa natura che ci circonda e ammirare gli animali che si recano a bere alla pozza situata poco sotto la terrazza.

Dopo due giorni ci rimettiamo in viaggio dirigendoci verso la zona del Lago Natron.

Arriviamo in quattro ore e usciamo dal gate del nord e ci spingiamo verso la spettacolare zona selvaggia del distretto dello Ngorongoro.

Il lago Natron è famoso perché all’alba si colora di rosa, perché è popolato da migliaia di fenicotteri rosa e perché è situato ai piedi dell’Oldoniyo Lengai (il vulcando sacro dove vive il Dio dei Masai)

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Dopo aver preso posto al campeggio ci muoviamo verso le 15,00 per risalire il piccolo fiume e raggiungere, dopo una breve passeggiata, una cascata che si tuffa in una piscina naturale dove facciamo un bel bagno caldo. La zona intorno è vulcanica ma è logico.

Siamo nella Rift Valley.

Dopo qualche foto e una piacevole passeggiata, smontiamo le tende e ci mettiamo in macchina nuovamente alla volta di Mto wa Mbo.

Questa volta passiamo per le piste polverose della Rift Valley e vediamo bellissimi paesaggi vulcanici che abbondano nel grande rift.

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Dopo circa 5 ore di viaggio arriviamo a Mto wa Mbo dove ci fermiamo per gli acquisti.

Il mercato di Mto wa Mbo è ben fornito di oggetti in legno.

Io compro quattro ombre e un vassoio in ebano.

La mattina successiva, dopo la colazione, ci muoviamo alla volta del Tarangire dove arriviamo dopo circa un’ora di strada.

Inizialmente entriamo in una zona di vaste pianure dove spiccano meravigliosi i grandi baobab che caratterizzano la zona più settentrionale del parco.

Gradualmente si impone la savana di acacie, la zona più centrale è bellissima e in mezzo alla valle scorre un fiume dove si abbeverano elefanti e giraffe.

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Finito il nostro giro in un ora siamo ad Arusha.

Tanzania cosa mangiare e dove mangiare

Consiglio la Truppa (una specie di rattatuja con verdure e pollo) accompagnata da Ugali (polenta bianca).

Veramente gustose.

Il giorno successivo, riposati, aspettiamo la nostra guida che ci accompagna nell’ultimo capitolo del nostro viaggio: la visita del parco di Arusha.

Ci giriamo e innanzi a noi si para meraviglioso il Kilimanjaro con le sue nevi.

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Torniamo alla macchina scendendo per un altro itinerario e passiamo per un’altra cascata.

Il game drive finisce verso le 17:00. Ci dirigiamo verso l’uscita e da li ci trasferiamo all’aeroporto.

Siamo stati 10 giorni in Safari e, onestamente, ne avrei fatti altri 20.

Buon divertimento a tutti in questo paradiso terrestre.

Galleria foto Tanzania


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Commenti (1): Vedi tutto

  • giamj82 - - Rispondi

    Molto bello il tuo safari! Mi hai illuminata per il viaggio che voglio regalarmi in occasione della mia laurea..io adoro la natura, gli animali e ho sempre sognato di fare un safari in africa. Prenderò spunto dalla tua esperienza, che bella! Non vedo l’ora di organizzare tutto!!! 🙂

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