La città incantata di Miyazaki esiste, ma è piena di turisti
La città incantata di Miyazaki è un luogo realmente esistente, a cui il regista si è ispirato per realizzare le ambientazioni del suo film d’animazione Premio Oscar. Purtroppo però, è presa d’assalto dai turisti, proprio a causa della fama del film, e i residenti non ne possono più: arriva il numero chiuso anche a Ginzan Onsen.
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Gli amanti dei film d’animazione giapponese, ma anche gli amanti del cinema, non possono non conoscere La città incantata, il capolavoro del regista Hayao Miyazaki, vincitore del Premio Oscar. Nel film la giovane protagonista entra in contatto con una città abitata dagli spiriti, che trasformano i genitori in maiali, e lei vive una grande avventura per liberarli dalla maledizione.
Si potrebbe pensare che la città incantata del film sia frutto unicamente della fantasia del regista, ma in realtà Hayao Miyazaki si è ispirato, per il suo capolavoro, alla città di Ginzan Onsen.
I fan di tutto il mondo non hanno tardato ad accorgersi delle somiglianze tra la città del grande schermo e quella della regione montuosa di Yamagata, e hanno iniziato a viaggiare qui. Inizialmente il turismo era visto con favore, ma come spesso accade, con il tempo i turisti sono aumentati a dismisura, e oggi si contano ogni anno 330.000 visitatori. Troppi per i residenti, e per la città stessa, che ha deciso di prendere provvedimenti e porre un freno all’overtourism.
La città incantata di Miyazaki

A caratterizzare Ginzan Onsen, così come la città incantata del film, sono le locande a bordo strada, le lanterne dalla luce calda e le strade tranquille e che sembrano quasi addormentate.
La città a cui Miyazaki si è ispirato per il suo capolavoro si trova nella regione Yamagata, che vanta la presenza di diverse sorgenti termali che da sempre hanno rappresentato un’attrazione per i turisti. Da quando però la città è diventata famosa sul grande schermo, le cose sono cambiate parecchio, e oggi le strade sono invase ogni anno da circa 330.000 visitatori, di cui i residenti non sono affatto contenti.
Insomma, anche nella tranquilla Ginzan Onsen è arrivato il turismo di massa, con tutti i suoi problemi:
- sovraffollamento nelle strade e nei siti di maggiore interesse;
- acredine tra i residenti e i turisti;
- ingorghi stradali dovuti a turisti che vogliono scattare una foto;
- aumento del costo della vita;
- conversione di molte attività a favore dei turisti;
- una progressiva perdita di autenticità.
Regole anti overtourism

Sulla scia di molte altre città che ultimamente stanno prendendo misure restrittive nei confronti del turismo di massa, anche Ginzan Onsen ha deciso di porre un freno con un limite massimo di visitatori. Infatti, dal 7 gennaio fino a fine marzo, in città i turisti potranno circolare liberamente dalle 09.00 alle 16.00, ma quelli che non hanno un alloggio a Ginzan Onsen dovranno lasciare la città entro le 17.00.
Chi volesse visitare la città dopo le 17.00 senza alloggiarvi, può comunque farlo, ma solamente previo acquisto di uno dei 100 biglietti a disposizione ogni giorno. Dopo le 20.00, l’ingresso è sempre vietato a chi non alloggia nella località termale.
In Giappone ci sono stati arrivi record nel 2024, che a novembre si attestavano a 33,38 milioni di persone. Come è accaduto altrove, anche nel Paese del Sol Levante, quindi, è stato necessario porre dei limiti, come il divieto per i turisti di entrare nel distretto Geisha di Kyoto, l’introduzione di una tariffa obbligatoria per scalare il Monte Fuji, e via dicendo.