Il Diavolo dell’Arena di Verona: la leggenda segreta
Sono in pochissimi a conoscere la leggenda del Diavolo dell’Arena di Verona, che narra di come l’anfiteatro romano più famoso d’Italia dopo il Colosseo fu costruito. Si tratta di una leggenda che ammanta l’Arena di un’atmosfera tra il religioso e il pagano, e che conferisce al luogo iconico della città un fascino ancora più ammaliante.
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Quando si parla dell’Arena di Verona, non c’è bisogno di ulteriori presentazioni. L’anfiteatro romano secondo per notorietà solo al Colosseo infatti, non solo rappresenta un simbolo per la città veneta, ma è anche un luogo che nel corso del tempo ha accresciuto enormemente la sua fama. In passato utilizzata come teatro per scontri tra gladiatori e spettacoli con animali feroci, oggi l’Arena di Verona è la cornice di eventi teatrali e musicali di altissimo livello, nota in tutto il mondo.
Legata alla sua origine però, c’è una leggenda che conoscono in pochi, e che imputa la sua costruzione al Diavolo in persona. Questa leggenda è misteriosa, religiosa, pagana e inquietante. Grazie ad essa l’Arena di Verona appare ancora più affascinante e iconica: ecco cosa racconta, e cosa ha a che fare il Diavolo con la sua costruzione.
Il Diavolo dell’Arena di Verona

La leggenda del Diavolo dell’Arena di Verona narra che un prigioniero veronese condannato a morte, promise ai regnanti di costruire in una notte un edificio che avrebbe ospitato tutti i cittadini, in cambio dell’aver salva la vita. Incapace di realizzare effettivamente un’impresa del genere, il prigioniero si rivolse al Diavolo e gli chiese aiuto. Il prezzo da pagare era la sua anima. Effettuato lo scambio, il Diavolo chiamò a raccolta tutti i diavoli dell’Inferno per costruire l’Arena.
Arrivato a metà lavoro però, il prigioniero ebbe un ripensamento, e si pentì del suo patto col Diavolo. Pregò la Madonna e le chiese l’assoluzione dai propri peccati. Questa, impietosita dal pentimento dell’uomo, fece sorgere il sole due ore prima del solito, e i diavoli alla vista della luce si rifugiarono negli Inferi, lasciando il lavoro incompiuto.
Grazie all’intervento della Madonna, l’anima dell’uomo si salvò dalle grinfie del Maligno, ed egli riuscì a sfuggire alla pena capitale per l’enorme impresa che aveva realizzato in poche ore, ma l’Arena di Verona non fu mai completata e appare, ancora oggi, incompiuta.
Un’icona della città

Oggi l’Arena di Verona è uno dei simboli della città, una di quelle cose da vedere assolutamente quando si viene a visitarla. Teatro di alcuni tra i festival più belli della stagione estiva, l’Arena è il terzo anfiteatro romano più grande d’Italia dopo:
- il Colosseo di Roma
- l’Anfiteatro di Capua, nei pressi di Napoli.
La vera storia della sua costruzione è alquanto nebulosa e misteriosa, poiché non si hanno notizie certe a riguardo. Si pensa possa risalire al I secolo, e che prima del terribile terremoto del 1183 fosse circondata per intero dall’ala che oggi appare parziale.
Nel corso dei secoli servì a vari scopi, dalle lotte tra gladiatori a cava di pietre, da luogo per le esecuzioni a spazio per giochi. Solo nel 1822 fu finalmente destinata all’utilizzo per cui è nota ancora oggi. In quest’anno infatti, per la prima volta fu usata come teatro, e la prima rappresentazione in assoluto che prese vita all’Arena di Verona fu La Santa Alleanza, con le musiche di Gioacchino Rossini.
Nel 1913, poi, ci fu la prima opera lirica: l’Aida di Giuseppe Verdi. Oggi l’Arena di Verona è non solo il monumento più conosciuto della città, ma anche il teatro lirico più grande del mondo.