Ad Amalfi, la fortezza infestata e le sue leggende noir

Tempo di lettura: 5 minuti

Ad Amalfi, la Torre dello Zito vi porta tra panorami mozzafiato della costiera campana con le storie macabre e dal gusto horror di Giovanna “La Pazza” d’Aragona. Una tappa tra incanto e noir che dovete assolutamente visitare.

Guarda il video


Amalfi
Photo by darrenquigley32 – Pixabay

Amalfi, coast to coast

Ziro, Amalfi
Photo by SalvatoreMonetti – Pixabay

Un lato altro e attrattivo che i nostri viaggiatori alla ricerca di tappe e lidi per questa estate la troveranno ad Amalfi. Il fascino caratteristico e colorito diventa davvero esclusivo nella costiera amalfitana. Il centro storico che richiama alle medievaleggianti e marittime del trascorso repubblicano. Un sito che dal 1997 ha trovato aperte le porte dell’Unesco, insieme al suo straordinario entroterra.

Le sue attrazioni, capitanate dalle architetture del Duomo di Sant’Andrea e dal Rione Vagliendola, sono seguite dal lato panoramico che tra mare e verde arroccato e selvatico della Valle dei Mulini.

Una meta che oltre all’essenza strettamente a vocazione turistica, presenta anche altre chicche da non mettere in disparte e che vi portano tra location che assorbono i racconti cruenti e macabri di questo territorio straordinario.

La Torre di Ziro, incubo e leggenda

Amalfi, Ziro
Photo by falco – Pixabay

A svettare nell’azzurro celeste di Amalfi i nostri ospiti troveranno nelle sue alture arroccate e rupestri una tappa esclusiva. Stiamo parlando della Torre di Ziro. Un posto che assorbe nelle sue pietre a ridosso del cimitero amalfitano il folklore e il mistero. Quello che vedranno i nostri ospiti sono i resti di un castrum medievale, nota come “San Felice”. 

Irta su una sporgenza, attorno la torre resistono i resti delle mura e le piccole bastionature; monitorare e difendere era la sua destinazione, fino al declino e abbandono odierno. Eppure la curiosità e le storie su questo posto sono continuate.

A dare adito a questo gusto macabro e nero è certamente la storia patria e la vicenda di Giovanna d’Aragona. In questa Torre, si è consumata la fine tragica di questa nobildonna. Si narra che rimasta vedova del duca d’Amalfi Alfonso Piccolomini, fosse assistita dal patrizio partenopeo Antonio Beccadelli.

La scoperta della passionale tresca amorosa tra Giovanna e il patrizio ha portato al tragico epilogo noto alla comunità. Il cardinal Luigi d’Aragona scatenò la sua vendetta, decidendo di rinchiudere e poi giustiziare la sorella insieme ai figli.

La storia ha trovato eco con altri aneddoti, come le urla notturne e i fantasmi che ancora con la tenebra della notte scendono tra quei ruderi di pietra, lamentando la fine nel sangue del loro amore e delle loro vite. Altri invece riferiscono dell’impossibilità di toccare e rinnovare il rudere perché avvolto da una terribile maledizione.Una sorpresa niente male per vivere le emozioni di un racconto degno della penna di Edgar Allan Poe.

Info utili

Amalfi è raggiungibile in auto e in treno dalle città di Salerno, Napoli e da Positano. Per coloro che scelgono l’auto, è consigliato virare verso la Salerno-Napoli-Pompei direzione Penisola Sorrentina.  Dalle stazioni di Napoli e Salerno troverete collegamenti bus SITA. Amalfi è raggiungibile anche con le linee della Circumvesuviana EAV dalla città di Sorrento.

Si ricorda che Amalfi è raggiungibile via mare con collegamenti dal porto di Salerno e di Napoli.

Amalfi la fortezza infestata e le sue leggende noir: foto e immagini