Tassa di soggiorno in Norvegia: il nuovo rimedio contro l’overtourism per il 2025

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Una grande novità è stata introdotta in Europa del Nord con la tassa di soggiorno in Norvegia per cercare di contrastare i grandi fenomeni di overtourism in numerose città prese di mira durante tutto l’anno.

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Ph credits Marcelo Quinan, Wikimedia Commons

La Norvegia è tra le mete di viaggio più amate tutto l’anno, considerando il refrigerio che può donare d’estate con le temperature più basse rispetto alla media e ancor più d’inverno quando lo spettacolo dei paesaggi innevati e dell’aurora boreale la rendono ancor più speciale.

Tra città da visitare, borghi d’arte e fenomeni naturalistici unici c’è davvero tanto da fare, causando un overtourism irrefrenabile in particolar modo a dicembre, agosto e nel periodo di Pasqua. Per cercare di ovviare a questo problema, è stata introdotta da pochissimo la tassa di soggiorno: vediamo come funziona e quali sono i principali cambiamenti.

Tassa di soggiorno in Norvegia, come funziona e le nuove regole da rispettare

La tassa di soggiorno è un espediente che molti stati e città stanno utilizzando per cercare di combattere al meglio l’overtourism, limitando i flussi di viaggiatori in particolari momenti dell’anno come le vacanze estive, Natale, Pasqua e Capodanno, assicurando a tutti un’esperienza di viaggio più rilassante e di qualità.

Resta importante per tutelare anche i luoghi e i momenti delle destinazioni prese di mira, in particolar modo dove la natura gioca un ruolo importante. Questo è il caso della Norvegia, con un patrimonio naturalistico e paesaggistico davvero speciale e che è ha dovuto subito correre ai ripari per scongiurare il peggio. Ecco che è stata introdotta con una legge già approvata dal Parlamento, aspramente criticata da associazioni di categoria e cittadini.

Come funziona la nuova tassa di soggiorno in Norvegia

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Credit ELG21 Pixabay

La nuova tassa di soggiorno permette di visitare le bellezze della Norvegia con la speranza di combattere l’overtourism. La regolamentazione parla del 3% a notte per i soggiorni in hotel e per gli affitti brevi in appartamento. Non è necessaria per chi farà tappa in crociera, con l’intento di finanziare le infrastrutture e potenziare i servizi turistici a disposizione.

Un costo non altissimo ma che diventa ingente nel caso di un viaggio più lungo, in particolar modo con la propria famiglia. Ecco perché questa decisione non è stata presa di buon grado da tutti, sollevando un polverone non indifferente.

La protesta delle associazioni di categoria

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Ph credits Junaidibrahim, Shutterstock

Tutte le maggiori città d’Italia e d’Europa hanno una tassa di soggiorno basti pensare al caso Venezia aggiungendo il ticket d’ingresso proprio per contingentare gli ingressi e contrastare l’overtourism mentre nelle mete più note la spesa da affrontare è molto alta.

Ad Amsterdam ad esempio si aggira dal 7 al 12% sul costo della struttura prenotata, per Berlino è equivalente al 5% sul totale dell’hotel, a Barcellona è di 7,50 euro a notte mentre a Parigi cambia a seconda dell’hotel da un minimo di 0,20 centesimi a 5 euro a notte come massimale. Hanno alzato la voce in Norvegia in particolar modo le associazioni di categoria, preoccupati di un calo del turismo nei prossimi mesi, preferendo altre mete più free ed economiche.

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