Fiji racconto di un viaggio


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Fiji consigli utili e informazioni

Il mio viaggio alle Fiji è stato a dir poco spettacolare.

Voglio riportare qui alcuni particolari di questo fantastico viaggio e fornirvi alcuni consigli utili.

Ecco i consigli.

Periodo migliore per visitare le isole Fiji

Il periodo migliore per visitare le Isole Fiji va da fine Maggio a fine Ottobre, cioè durante l’inverno del Sud Pacifico.

Nei restanti periodi le piogge e burrasche frequenti unite al forte caldo generano una grande afa.

Le isole sono di origine vulcanica, alcune con picchi montuosi e talvolta circondate da reefs, altri semplicemente atolli corallini sabbiosi dagli splendidi e chiari fondali (
con acqua a 26-30 gradi!).


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Lingua, moneta e fuso orario

Le lingue ufficiali sono l’Inglese ed il Fijano.

I Fijani Indiani ovviamente parlano tra loro la lingua Hindi.
La moneta corrente è il dollaro Fijano.

Le mance, come è tradizione nell’ospitalità del Sud Pacifico, sono sconosciute, ma non per gli Indiani.

Il fuso orario è di + 11/+10 ore secondo l’ora Italiana solare/legale.

Come raggiungere le isole Fiji itinerario di volo

Il viaggio per le Fiji può durare anche fino a due giorni a seconda dei voli utilizzati.

Partendo dall’Italia esistono diversi itinerari per giungere alle Fiji.

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Io ho fatto questo: volato verso Ovest facendo scalo obbligatorio al Lax di Los Angeles ( circa 15 ore ). Poi ho aspettato la coincidenza ( talvolta molte ore in sala d’aspetto!) per Nadi ( Aeroporto internazionale delle Fiji).

Una delle maggiori compagnie su quest’ultima tratta è l’ Air New Zealand. Il tragitto Los Angeles ( USA ) – Nadi ( Fiji ) può durare dalle 11 alle 15 ore a seconda che il volo sia diretto oppure con scalo intermedio a Tahiti ( Polinesia Francese ) più Rarontonga ( Isole Cook ).

Una volta sbarcati a Nadi si può proseguire per le destinazioni locali tramite voli interni effettuati con aerei ( Sunflower Airline, Air Fiji ), idrovolanti ( Turtle Airways ), elicotteri ( Island Hoppers ) oppure in caso di destinazioni vicine come ad esempio l’arcipelago delle Mamanucas tramite ferry boat, motoscafi veloci, catamarani, etc.

Le Isole Fiji sono ben collegate con le Tonga, Cook, Nuova Zelanda, Hawaii, Polinesia Francese e Samoa.

Isole Fiji cosa vedere e cosa visitare

Anche alle Fiji, come alle Cook Islands, la presenza delle chiese è evidente e il peso sulla vita sociale enorme.

Questo è ancora più visibile se si visita il Fiji Museum, oltre ad alcuni esemplari delle varie canoe melanesiane (Drua) una sala è infatti dedicata alle vecchie abitudini legate al cannibalismo (sono esposti anche dei bellissimi forchettoni per mangiare la carne dei nemici uccisi e si racconta la storia di un capo della fine del secolo scorso, famoso per aver mangiato oltre 800 persone) e al modo in cui esso è scomparso grazie all’azione dei missionari.

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Un’azione tanto forte che alcuni dei “racconti” dei missionari sono entrati a far parte della tradizione locale.

E’ il caso, per esempio, di una leggenda secondo la quale i figiani sarebbero arrivati alle loro isole non attraverso i diversi percorsi di migrazione che hanno portato al popolamento della Polinesia (dall’America latina o dall’Asia, secondo le tesi), ma direttamente dall’Africa.

Essi, infatti, guidati da un capo, avrebbero lasciato l’Egitto e poi scendendo lungo il Tanganika sarebbero arrivati alla costa, per poi imbarcarsi e arrivare alle isole.

Questa storia, diffusa dai missionari, fu dapprima pubblicata su un giornale locale e poi è divenuta per un lungo periodo la “tesi” ufficiale sull’origine della popolazione delle isole.

 Immersione alle Fiji

Tornando verso il Nord di Viti Levu, in automobile mi sono fermato a Pacific Harbour un’area intorno a una serie di canali  che viene considerata come la spiaggia di Suva ed è piena di ville e di resort, soprattutto di australiani.

Lungo il canale c’è anche un piccolo diving center, con una barca di 40 piedi e tre o quattro persone: un vecchio skipper, un dive master dalle spalle tatuate e con la faccia un po’ più chiara di quella melanesiana forse con tracce maori e una marinaia venuta da Vanua Levu.

Dopo essere usciti dal canale  dove fanno bella mostra alcune barche a vela arenate da tempo, tra cui un grande trimarano armato a ketch e penso costruito in alluminio dopo circa 30 minuti di navigazione, siamo arrivati presso una piccola isola (se qualcuno ricorda l’isola Escondida nella Ballata del Mare Salato, l’isola aveva esattamente la stessa forma) all’ingresso della Bequa Lagoon.

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Lì ci siamo immersi: a circa 30 metri di profondità un relitto di una nave giapponese, affondato da una decina di anni, già coperto di coralli ma ancora in perfetto stato, poi da lì sulla barriera corallina, risalendo verso la superficie.

Un’immersione in mezzo a coralli di ogni tipo (a cervello, a fungo, a pettine o a cespuglio, .) e in mezzo a pesci di barriera di tipi altrettanto numerosi (diverse specie di pesce farfalla e di pesce angelo, qualche pesce trombetta, dei pesci palla e dei pesciolini di ogni tipo, delle cernie e qualche grosso carangide), invece quasi non ho visto molluschi, se non qualche nudibranco.

Galleria foto isole Fiji

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