Visitare Barcellona: cosa vedere in 5 giorni

Ecco cosa vedere e cosa a fare a Barcellona in 5 giorni e ad inizio autunno. Interessantissimo diario di viaggio che vi porterà alla scoperta delle meraviglie di questa straordinaria città.

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Barcellona luoghi di interesse ed attrazioni

Domenica 6 Ottobre 2019 Rita ed io  partiamo da Torino con un volo Ryanair (40 euro a/r in due omnia), bus fino a Barcellona (42 euro a/r in due), arriviamo al terminal (Arc de Triomf), quindi all’albergo, facendo il biglietto T10.

Fa molto caldo circa 28-30°.

L’Hotel Front Maritim è una costruzione moderna, trovato via internet su indicazione reperita in un racconto di viaggio, camera grande, fronte mare, bagno completo e spazioso (con bidet), televisore  con canali in lingua spagnola, no wifi, però ci si può collegare con il cavo, due postazioni nella hall, ma affollate e lente, ristorante, centro benessere, 80 euro a notte, metro a 500 metri circa (Stazione Selva del mar), alcune linee di bus passano più vicine.


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Nel pomeriggio iniziamo la visita, con la parte gotica di Barcellona, che per la Spagna ha la stessa importanza che hanno Granada, Siviglia e Cordova per l’arte moresca.

Andiamo alla Chiesa di Santa Maria del Mar, in stile gotico catalano, è ritenuta la più bella di tutta la Spagna, costruita nei XIV secolo, ha una facciata con sculture e capitelli che rappresentano le corporazioni che promossero la costruzione, due torri ottagonali, di cui solo una è originale.

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L’interno è piuttosto spoglio, con massicce colonne, molto distanziate fa loro che sostengono le tre navate, notiamo anche il rosone gotico e le vetrate, ci è piaciuta anche la piccola piazza antistante.

Lasciamo la chiesa e  andiamo verso il Museo Picasso, passiamo attraverso le stradine del Born, ed il carrer de Montcada che nel medioevo era la strada più importante della città, i tipici Palau medievali, sono oggi sedi di importanti istituzioni culturali come la Fondazione Maeght (al n. 25) e il Museo Picasso.

Da notare che la strada è molto stretta ed è difficoltoso vedere i palazzi, rinunciamo al museo per la lunghezza della coda. Ci avviamo quindi verso la Chiesa di Santa Maria del Pi, è aperta ma coperta quasi interamente da ponteggi sia dentro che fuori, non si vede praticamente niente.


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Passando per la Via Laietana ci imbattiamo nel Palau della Musica Catalana, uno dei capolavori dell’architettura modernista, progettato da Domenech ì Montaner, ammiriamo la facciata decorata con mattoni rossi e colonne con mosaici molto colorati, con i busti di grandi compositori, è tardi per la visita all’interno e non vi sono posti liberi per il concerto sinfonico della sera.

Gironzoliamo quindi  per le caratteristiche e strette strade del Barrio gotico, poi andiamo a cenare al Ristorante Il Mercante di Venezia con cucina italiana, di livello medio, stile classico, prezzi medi sui 20 euro a testa, vino e caffè compresi, siamo stati soddisfatti.

Passando sul lungomare e il porto, vediamo i molti bar e ristoranti all’aperto, poi finalmente in albergo.

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Lunedì 7 Ottobre acquistiamo 2 biglietti di libera circolazione per 3 giorni, crica 15,00 euro a testa)  e ci dirigiamo a piazza Catalunya, dove facciamo una tappa, per andare all’ente turismo,  ci procuriamo materiale turistico (non molto fornito) e una dettagliata carta di tutti i trasporti (costo 1 euro) molto comoda.

Il bus 24 ci porta al Park Guell, l’ingresso è gratis.

Entriamo dalla porta principale, ci appare uno spettacolo meraviglioso per stile e colori, vediamo subito le due grandi scalinate nel mezzo il famoso drago  e fontane (asciutte), più in alto lo stemma della catalogna, è tutta  una festa di colori, difficile da descrivere,  figure di animali fantastici  ricoperti di “trencadis” che sono frammenti di ceramica e maiolica colorata che creano superfici brillanti e multicolori, del tipo azulejos, 86 colonne tipo dorico formano il salone ipostilo e sostengono una grande terrazza semicircolare con una balaustra ondulata con bordi e sedili con mosaici colorati.

Non bisogna lasciarsi ingannare da queste architetture che sembrano tratte da un cartone animato, poichè hanno significati storici e simbolici, da non perdere le colonne scolpite a tronco d’albero che sostengono il viadotto.

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Ritorniamo verso il mare, arrivando a Drassanes in piazza del Portal de la Pau dove domina il monumento a Cristoforo Colombo che campeggia su di una colonna alta circa 60 metri, c’è un ascensore per vedere il panorama, davanti a noi Port Vell, elegante porto turistico, camminiamo su una passerella, che è anche un ponte levatoio (la Rambla del mar), raggiungiamo il  Maremagnum, un elegante centro commerciale, pieno di negozi delle griffe più note, costruito sul mare, tra i vari ristoranti scegliamo di andare al Fressco, un self service a prezzo fisso di 9 euro, compreso vino e caffè, si può prendere tutto quello che si vuole, moltissime le insalate e verdure, ci sono anche 3 tipi di pasta, carne e pesce, non è alta cucina, ma la scelta, tenuto conto della giornata molto calda ci soddisfa.

Nel pomeriggio andiamo alla Sagrada Familia, il monumento più noto di Barcellona, in costruzione da tempo immemorabile, progettata (non tutta) da Gaudi.

La visitiamo attentamente all’esterno, l’aspetto è grandioso, la chiesa si compone di tre facciate, soltanto la facciata della Natività è stata curata direttamente da Gaudi, le torri sono alte più di 100 metri, il tempio è in stile neogotico finemente decorato anche se non è sempre facile vedere i dettagli a occhio nudo.

L’ingresso è a pagamento, decido di non entrare, mentre Rita entra.

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Ci spostiamo all’Ospedale de la Santa Creu i Sant Pau, ritenuto uno dei capolavori del modernismo e di Domenech i Montaner.

L’ospedale si compone di una serie di edifici che si affacciano su di un grande giardino, le facciate  in mattoni rossi, hanno le tipiche decorazioni, a mosaico di pietra e maiolica colorata, in particolare abbiamo trovato interessanti i mosaici raffiguranti la storia degli ospedali.

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Alla sera andiamo al Passeig de Gracia, per vedere gli edifici del modernismo illuminati.

Il passeig è un viale alberato rettilineo, non molto lungo, elegante, sul tipo dei boulevard francesi e corsi italiani,  abbastanza frequentato la sera, credo possa definirsi la vetrina degli stili architettonici di Barcellona e del modernismo.

Ci soffermiamo in particolare nel tratto noto come “la Manzana de la Discordia”, sostanzialmente una zona con  tre famosi edifici, il più suggestivo, a mio parere, è la Casa Battlò di Gaudì, la facciata pare tratta da un film dell’orrore con i suoi balconi raffiguranti mostri (da non perdere), nei giorni successivi visiterò anche l’interno (ingresso piuttosto caro), notevole il cortile con facciate  ricoperte di trencadis di colore azzurro e il terrazzo dell’ultimo piano con caratteristici camini e decorazioni multicolori in trencadis tipo Park Guell, all’interno non si possono fare foto.

Faccio notare che il tema è quello del Park Guell (San Jordi e il drago).

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La Casa Ametller, sembra uno dei tipici edifici di Amsterdam, in particolare è bellissimo il balcone del primo piano, con decorazioni in ferro, nella parte alta belle le finestre che sono disegnate per rappresentare la lettera A.

La Casa Millà (la Pedrera), opera molto discussa, apprezziamo le forme ondulate e le decorazioni in ferro a forma di vegetali dei balconi, l’edificio è molto grande, angolare, di circa 6 piani e molto largo.

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Martedì 8 ottobre, passeggiata sul lungomare, dove apprezziamo le moderne sculture, poi andiamo alla Fundaciò Joan Mirò, sulla collina di Montjuic, la raggiungiamo facilmente dopo un breve tratto di funicolare che si prende alla stessa fermata del metro.

L’esposizione è all’interno di un bianco edificio, appositamente costruito in  un parco, le opere sono esposte parte all’interno (no foto) e parte all’esterno in ampi spazi bianchi, separati l’uno dall’altro  (qui si possono fare foto), ingresso a pagamento.

L’esposizione, contiene  una raccolta completa dell’arte di Mirò e di altri celebri artisti dell’epoca che facevano parte della collezione del grande artista, nello spazio espositivo all’aperto si trovano  opere con fantastici colori che la giornata di sole contribuisce a rendere ancora più vivi è una festa per gli occhi, per gli amanti di Mirò è da non perdere.

Al ritorno facciamo tappa in Placa de Espanya, con una monumentale fontana,  notiamo l’arena dove si svolgevano le corride, e poco lontano il Palau d’Espanya, nelle vicinanze si trova la famosa fontana magica.

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Nel pomeriggio percorriamo in lungo e in largo tutto il Passeig, completando la visita dei palazzi del modernismo visti la sera.

In particolare notiamo Casa Lleo Morera del Montaner, di stile più classico, proseguo sino la Casa Fuser, sede di un albergo.

Raggiungiamo quindi la bellissima ed imponente Cattedrale di Barcellona (la Seu), interno a tre navate molto grandi, le cappelle laterali sono in stile barocco, in una è esposto il celebre Cristo di Lepanto, a forma di S scolpito in legno, scendo poi nella cripta con il sarcofago in marmo scolpito di Santa Eulalia, poi vado al chiostro gotico, sempre affollato, è alberato  porticato ampio, con la famosa fontana delle oche che ha una scultura raffigurante San Giorgio, la pavimentazione con lapidi sepolcrali.

Dopo cena andiamo a vedere le chiese più famose che ci avevano illuminate, giro notturno inutile perché sono rigorosamente al buio.

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Mercoledì 9 ottobre, anche oggi il sole illumina il nostro vagabondaggio, abbigliamento super estivo.

Passeggiamo sulla celebre Rambla, notiamo sulla pavimentazione il famoso  mosaico di Mirò,  visitiamo il caratteristico e colorato mercato coperto della Boqueria, poi andiamo alla Placa Reial, gradevole in stile ottocentesco e con palme circondata da portici invasi da tavolini di bar e ristoranti che occupano anche parte della piazza, al centro la fontana delle Tre grazie, lampioni a forma di albero progettati in gioventù da Gaudì.

Ci dirigiamo poi alla Rambla del Raval per vedere El Gat, un enorme gatto in bronzo di Botero (alto più di 2 metri), poi al Palau Guell di Gaudì, che visitiamo solo dall’esterno, notiamo gli ingressi a parabola e le decorazioni in ferro battuto.

Raggiungiamo poi la Chiesa romanica di Sant Pau del Camp, uno dei più antichi monumenti della città, la cui costruzione risale intorno all’anno 1000, entriamo dall’antico portale, all’interno la chiesa in pietra è praticamente spoglia, interessante il chiostro di stile moresco, c’è anche una piccola esposizione dei reperti provenienti dagli scavi, l’ingresso è a pagamento (mi pare 3 euro) ma ne vale la pena.

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Nel primo pomeriggio prendiamo il battello per fare il giro del porto in modo da avere una visione più completa delle opere eseguite, si notano particolarmente le torri gemelle.

Ritorno al Barrio Gotico per fare una passeggiata senza meta, in tutta tranquillità e fare qualche acquisto di souvenir, mentre Rita va a vedere il Museu Maritim.

Il museo è allestito negli antichi cantieri navali della flotta (Drassanes Reials), uno degli edifici gotici più maestosi conservati in Europa.

All’interno si rimane colpiti dall’enorme spazio che queste navate creano, sembra quasi di essere in una cattedrale.

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Visitando il museo si percorre tutta la storia della navigazione (mappe, ricostruzioni di imbarcazioni, ecc.), è esposto anche il primo sottomarino del mondo, uscendo una simpatica caffetteria ristorante con veranda sul Jardì del Rei. Poi Rita va in spiaggia a fare un bagno in mare.

Giovedì 10 Ottobre ultimo giro sulla Rambla, poi alla Boqueria, quindi andiamo a visitare la Placa del Rei, bellissima piazza medievale, è un complesso monumentale fatto di imponenti ed impressionanti palazzi costruiti dal XIV al XVI secolo.

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Nel pomeriggio partenza per Torino anche se non abbiamo vissuto l’atmosfera festosa di Barceloneta.

Barcellona immagini e foto