Due siti UNESCO nello stesso luogo: il tesoro della Puglia che sorprende tutti
Nel cuore del Gargano esiste una cittadina che custodisce due patrimoni UNESCO: un antico santuario meta di pellegrinaggi da oltre 1.500 anni e una delle foreste più preziose d’Europa. Scopriamola insieme!
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Quando si pensa alla Puglia vengono subito in mente le spiagge del Salento, i trulli o le città barocche. Sul promontorio del Gargano, però, esiste una destinazione che racconta una storia diversa, dove spiritualità, natura e tradizioni secolari convivono ancora oggi. Stiamo parlando di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, uno dei borghi più affascinanti dell’Italia meridionale e tra i pochi comuni italiani a poter vantare ben due riconoscimenti UNESCO.
Il centro storico sorge a oltre 800 metri di altitudine e domina il Golfo di Manfredonia. Le sue origini risalgono all’Alto Medioevo, ma la fama internazionale è legata soprattutto al culto dell’Arcangelo Michele, che da secoli richiama pellegrini provenienti da tutta Europa. Oggi Monte Sant’Angelo rappresenta una delle destinazioni più affascinanti del Gargano.
Monte Sant’Angelo: la “Città dei due siti UNESCO”

Il primo riconoscimento UNESCO riguarda il Santuario di San Michele Arcangelo, inserito nel 2011 nel sito seriale Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.). Il complesso custodisce la celebre Grotta di San Michele, luogo di culto frequentato fin dal V secolo e considerato uno dei più importanti santuari micaelici dell’Occidente. Secondo la tradizione, proprio qui l’Arcangelo Michele apparve per la prima volta al vescovo Lorenzo Maiorano.
Nel corso dei secoli il santuario è stato visitato da papi, sovrani e santi, diventando una tappa fondamentale della Via Sacra Langobardorum, collegata alla Via Francigena. Nel 2014 la National Geographic Society ha inoltre inserito la Grotta di San Michele tra le dieci grotte sacre più belle del mondo, unica italiana presente nella classifica.
Il secondo patrimonio UNESCO è rappresentato dalle faggete vetuste della Foresta Umbra, entrate nel 2017 nel sito transnazionale Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa. Situata all’interno del Parco Nazionale del Gargano, la Foresta Umbra si estende per circa 15.000 ettari e conserva uno degli ecosistemi forestali meglio preservati del Mediterraneo. Tra faggi secolari, querce, aceri e carpini vivono caprioli, daini, cinghiali, rapaci e numerose altre specie animali. La rete di sentieri permette di esplorare questo straordinario ambiente naturale a piedi e in mountain bike.
Le altre attrazioni da non perdere

Il fascino di Monte Sant’Angelo non si esaurisce con i suoi due patrimoni UNESCO. Passeggiando tra le stradine del borgo si incontrano monumenti, quartieri storici e antiche testimonianze che raccontano oltre mille anni di storia e rendono la visita ancora più interessante. Tra le tappe da non perdere ci sono:
- Rione Junno: il quartiere medievale più caratteristico del paese, con case bianche in pietra, vicoli stretti, scalinate e scorci panoramici sul Gargano.
- Castello normanno-svevo-angioino-aragonese: imponente fortezza ampliata nel corso dei secoli da Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, oggi visitabile con torri, bastioni e terrazze panoramiche.
- Abbazia di Santa Maria di Pulsano: complesso monastico del VI secolo affacciato su una spettacolare falesia, circondato dagli antichi eremi scavati nella roccia e immerso nella natura.
- Battistero di San Giovanni in Tumba: raro edificio romanico del XII secolo, celebre per i raffinati rilievi scolpiti sul portale e per la sua particolare pianta ottagonale.
- Rione delle Grotte: antico quartiere dove molte abitazioni sono state ricavate direttamente nella roccia, testimonianza della vita quotidiana delle comunità più umili del passato.
- Museo Tancredi delle Arti e Tradizioni Popolari: racconta la cultura del Gargano attraverso costumi, utensili, oggetti della vita contadina e preziosi manufatti artigianali.