Nel deserto nasce il nuovo paradiso per osservare le stelle: l’Arabia Saudita stupisce tutti

Autore:
Erika Fameli
  • Travel Blogger
Tempo di lettura: 5 minuti

Fare astroturismo nel deserto è una delle esperienze più incredibili da vivere, per chi è appassionato di spazio, galassie e pianeti. Il fenomeno è dilagante, e l’Arabia Saudita ha annunciato l’apertura di un nuovo centro, situato nelle vicinanze del sito archeologico di Hegra, patrimonio UNESCO.

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deserto
Photo by InspireNest – Shutterstock

L’astroturismo è uno dei fenomeni turistici più in espansione in assoluto, che unisce gli appassionati della volta celeste con la scoperta sostenibile dei luoghi, e che apre nuove rotte laddove il turismo standard non arriva. Si tratta di un modo di vivere il territorio che ha un impatto bassissimo a livello ambientale, e che sta interessando sempre più persone.

L’ultima notizia sul tema arriva dall’Arabia Saudita, che ha annunciato l’apertura di un centro di astroturismo nel mezzo del deserto, all’interno di un Dark Sky Park. Il centro sorgerà vicino ad AlUla, conosciuta già per il sito archeologico di Hegra, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Astroturismo nel deserto

AlUla
Photo by Power Studio – Shutterstock

Nel prossimo futuro si potrà fare astroturismo nel deserto in Arabia Saudita, e più precisamente nei pressi della città di AlUla, nota in tutto il mondo per la presenza del famoso sito archeologico patrimonio UNESCO di Hegra. Il nome del centro è AlUla Manara, e si troverà a una 70ina di chilometri a nord della città, dividendosi in parte tra un centro visitatori e in parte in polo di ricerca. A renderlo uno degli osservatori più grandi del mondo saranno:

  • un telescopio principale dal diametro di 4 metri;
  • due telescopi da 2 metri ciascuno;
  • alloggi in loco;
  • diverse aree espositive;
  • un ristorante e una terrazza panoramica;
  • un lodge dedicato all’osservazione del cielo stellato.

Oltre al valore scientifico e turistico, AlUla Manara si fa già notare, prima ancora della sua apertura, per la sua architettura, ispirata alle spirali spaziali, alle galassie e agli anelli planetari, e che riproduce gli stessi schemi matematici che si ritrovano sulla Terra in piante, fossili e conchiglie.

AlUla Manara

AlUla
Photo by Vadim N – Shutterstock

Attualmente non c’è ancora una data di apertura per AlUla Manara, e non esistono nemmeno voli diretti dall’Europa che permettono di raggiungere l’aeroporto internazionale cittadino, ma, almeno nei primi tempi, si potrà arrivare qui con collegamenti interni da Gedda e Riad, oppure passando per Doha o Dubai. Si tratta di un progetto che ha già attirato l’attenzione degli appassionati sparsi in tutto il mondo, e che presenta una novità assoluta, come spiega Stuart Wood, executive partner e group leader di Heatherwick Studio:

Gli osservatori spaziali sono spesso luoghi remoti e sterili, avamposti tecnici che appaiono lontani dal pubblico. Abbiamo visto l’opportunità di abbattere queste barriere e creare un luogo in cui i visitatori possano entrare nella meraviglia del cosmo: un ambiente immersivo e ispirante, che affianca la scienza più avanzata del nostro tempo.

Gli ultimi anni sono stati particolarmente positivi per l’astroturismo, sia dal punto di vista della popolarità tra il pubblico, che per il numero e l’eccezionalità degli eventi nella volta celeste. Dal massimo solare, che ha regalato le aurore boreali più intensi dell’ultimo decennio, alla missione Artemis II, che ha riacceso soprattutto nei giovani la passione per lo spazio. Nel mese di agosto di quest’anno è prevista un’eclissi che attraverserà Groenlandia, Islanda e Spagna, mentre il prossimo anno sarà la volta dell’eclissi del secolo. Mentre si attende una data di apertura per AlUla Manara, quindi, si può guardare il cielo dalle mete di astroturismo più vicine, presenti anche in Italia.

Astroturismo nel deserto: in Arabia Saudita una nuova apertura: foto e immagini