Un ponte avvolto da leggende oscure domina questa città da secoli

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Il Ponte di Cecco, o Ponte del Diavolo, è il monumento storico, simbolo della città di Ascoli Piceno, avvolto da misteri e leggende ma con una grande storia da raccontare!

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Il Ponte di Cecco, non è solo un monumento storico: è uno dei simboli di Ascoli Piceno, punto di riferimento per chi è alla scoperta della città. Ed è un elemento chiave nei percorsi culturali e paesaggistici del centro storico e dintorni.

Il Ponte, ancora ai giorni nostri, collega due aree fondamentali: Porta Maggiore, tra i più antichi quartieri e Forte Malatesta, uno dei monumenti più visitati della città. E’ attraversabile a piedi, uno dei ponti più antichi che ancora lo è, rendendo ancora più suggestiva la scoperta di questi luoghi!

La Storia

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Il Ponte di Cecco è un’opera romana, costruito nel I a.C., durante l’epoca tardo-repubblicana. E’ interamente costruito in marmo travertino, con una lunghezza di 43 m ed un’altezza di 25 m.

L’imperiosità delle sue dimensioni, oltre alla difficile struttura, all’epoca in cui venne costruito, gli costarono la nomea di Ponte del Diavolo! E’ formato da due arcate centrali, asimmetriche, con al centro la casetta del dazio.

Quest’ultima rappresenta una caratteristica rarissima, ma che rende ancora più di prestigio e valore questo ponte. La casetta del dazio, infatti, aveva il preciso scopo di:

  • Controllare il traffico delle merci;
  • Riscuotere i tributi sul passaggio;
  • Monitorare i flussi commerciali.

Questo indica in modo inequivocabile, che il Ponte di Cecco, era per i romani un vero e proprio punto doganale, e non un semplice punto di collegamento.

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Inoltre, un’altra cosa interessante che ha caratterizzato la storia di questo ponte, è il fatto che non è sempre stato considerato un ponte di epoca romana. Inizialmente, la sua costruzione fu ricollegata all’epoca medievale, ma nel XIX secolo l’archeologo Giambattista Carducci, riconobbe l’errore riuscendo a dimostrare le sue origine romane.

Come se ciò non bastasse, durante la seconda guerra mondiale e più precisamente nel 1944, il ponte venne distrutto dai militari tedeschi. Ma negli anno ’60, venne ricostruito, utilizzando i materiali iniziali, recuperati dal torrente Castellano, che scorre sotto di lui.

Insomma, la storia di questo ponte è decisamente ricca di vicende controverse che lo hanno reso ancora più interessante!

Torrente Castellano

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Il torrente Castellano, che scorre sotto il Ponte di Cecco, è considerato uno degli elementi paesaggistici più importanti di Ascoli Piceno. E quindi, assolutamente imperdibile, per chi è desideroso di scoprire la città!

Oltre a delle meravigliose passeggiate e del buon trekking, sulle rive del torrente, visitare la città nel periodo estivo permetterà ai visitatori di poter trovare refrigerio tra le acque del torrente.

Infatti, i suoi 40 km di lunghezza totali, sono costellati di cascate e piscinette naturali, che ne rendono ideale la balneazione. Inoltre, se si optasse per un turismo più ”slow”, il torrente e i boschi che lo circondano diventerebbero il luogo ideale per il birdwatching e per la fotografia naturalista.

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Solo in alcuni punti del fiume, è possibile praticare la pesca sportiva. Altra attività estremamente rilassante, per gli appassionati. Insomma, che vogliate un’esperienza più lenta o qualcosa di estremamente emozionante, la Valle del Castellano è decisamente la zona che farà al caso vostro!

Ponte di Cecco: immagini e foto