A Roma sta per arrivare una mostra che parla a tutti, anche a chi non ama l’arte
Keith Haring a Roma: sta per aprire le sue porte una delle mostre più attese dell’anno, che porta nella Capitale un artista che ha cambiato il modo di fare arte, e il cui stile è immediatamente riconoscibile anche dagli occhi meno esperti. Ecco cosa prevede l’esposizione e tutte le info utili per visitarla.
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Ci sono artisti che si riconoscono prima ancora di vedere la firma sulle loro opere, grazie a tratti riconoscibili e uno stile inconfondibile, che definire iconico è decisamente riduttivo. Keith Haring è uno di questi, protagonista assoluto dell’arte contemporanea e della street art della fine del secolo scorso, e finalmente arriva a Roma una mostra interamente dedicata alla sua arte.
Dai celebri Subway Drawings alle opere più recenti, l’esposizione è una delle più attese dell’anno: ecco tutte le info utili per visitarla, e cosa aspettarsi dall’allestimento e dal percorso.
Keith Haring a Roma

New York, anni ‘80, un giovane di talento trasforma la metropolitana in un vero e proprio museo di libero accesso: così inizia la fama di Keith Haring, uno degli artisti più famosi e riconoscibili del ‘900, con il suo stile iconico e i suoi simboli che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea e della street art. Dalla metropolitana, Keith Haring si è mosso in diverse realtà e parti del mondo, portando ovunque la sua arte e il suo messaggio. Con i suoi omini colorati, infatti, Haring ha voluto portare l’arte a disposizione di tutti, anche di coloro che solitamente non frequentano i musei, disegnando su pannelli pubblicitari in disuso. Con il tempo, quei simboli sono diventati una vera e propria icona, una rappresentazione universale dell’arte di strada, e nella mostra che si terrà a Roma dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 si potrà ripercorrere tutta la storia dell’artista.
Il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita oltre 140 opere della Nakamura Keith Haring Collection, la principale dedicata all’artista, e include:
- dipinti,
- disegni,
- sculture,
- documenti.
Il percorso espositivo esplora l’evoluzione del suo linguaggio e come i suoi simboli sono diventati un linguaggio universale che supera le barriere culturali. Dai suoi celebri Subway Drawings, che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, alle opere più recenti, la mostra ripercorre il viaggio creativo dell’artista in un’esposizione incredibile, che sta già facendo parlare di sé.
Il legame con l’Italia

Una parte importante della mostra è dedicata al legame che Keith Haring ha avuto con l’Italia: nel suo percorso Roma, Pisa, Napoli e Milano sono state tappe celebri, che hanno regalato al mondo intero murales come Tuttomondo (Pisa) e Motorcycle (Roma), e gli interventi del 1984 lungo il Ponte Pietro Nenni, che hanno trasformato le pareti della metropolitana in un’installazione urbana. Per Haring ogni superficie era una potenziale tela, dove disegnare simboli che dietro i colori vivaci e le forme iconiche racchiudono riflessioni sulla vita e sulla morte, ma non solo. Nelle sue opere, infatti, Haring ha inserito tematiche come il razzismo, l’AIDS, il disarmo nucleare, l’apartheid, la violenza e i diritti civili.
Il percorso si conclude, infine, con opere che raccontano l’artista da un punto di vista più intimo e personale, rivelando una dimensione più spirituale e inedita. Si tratta, quindi, di una mostra che va ben oltre la semplice esposizione di immagini iconiche, ma che racconta un viaggio che parte dalla New York degli anni ‘80 e arriva fino ai giorni nostri gridando al mondo che l’arte è per tutti. Questa collezione si aggiunge alle altre mostre attesissime nella Capitale e alla lista già lunghissima delle cose da fare e vedere a Roma in autunno: non resta che acquistare il proprio biglietto.