Da quasi 30 anni nessuno può viverlo davvero: ora il castello più sorprendente della Toscana rinasce
Dopo decenni di abbandono, arriva il via libera ai lavori che segneranno la rinascita di uno dei simboli più straordinari dell’architettura italiana. Il Castello di Sammezzano apre una nuova pagina della sua storia.
Guarda il video

Per anni è stato al centro di campagne di sensibilizzazione, visite straordinarie e appelli lanciati da associazioni e cittadini. Oggi, però, il futuro del Castello di Sammezzano appare molto più concreto. La Soprintendenza ha infatti autorizzato l’avvio degli interventi di restauro e, verso la fine di agosto 2026, prenderanno il via i lavori di messa in sicurezza della struttura.
La notizia rappresenta una svolta per un complesso monumentale che, nel luglio 2025, è stato acquistato dalla famiglia Moretti attraverso la società Smz Srl per circa 18 milioni di euro. Il progetto di recupero prevede un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro e punta a restituire al pubblico non soltanto il castello, ma anche l’intera tenuta che lo circonda, nel territorio di Leccio, nel comune di Reggello, alle porte di Firenze.
Il restauro entra finalmente nel vivo

L’autorizzazione ottenuta dalla proprietà consentirà di intervenire innanzitutto sugli elementi più urgenti: facciata, copertura, lucernari e finestre. L’obiettivo è mettere in sicurezza un edificio che ha dovuto fare i conti con quasi trent’anni di incuria e degrado. A confermare l’inizio delle operazioni è stata Ginevra Moretti, amministratrice della società proprietaria della tenuta, che ha spiegato come il lavoro non si sia mai fermato dall’acquisizione del complesso. Nei mesi scorsi è stato elaborato il progetto preliminare, sono state individuate le imprese specializzate e sono state completate le procedure autorizzative necessarie per l’apertura del cantiere.
Il recupero, tuttavia, non riguarderà soltanto l’edificio principale. Una parte fondamentale del progetto interessa il parco storico, considerato uno dei più importanti giardini paesaggistici della Toscana. L’area ospita oltre 440 alberi monumentali, tra cui sequoie, cedri dell’Atlante, lecci e numerose specie vegetali sottoposte a tutela. Secondo quanto dichiarato dalla proprietà, il parco potrebbe essere la prima sezione della tenuta a tornare accessibile, mentre l’obiettivo indicato per la riapertura al pubblico dell’intero complesso resta l’autunno del 2028.
Castello di Sammezzano: il più importante esempio di architettura orientalista in Italia

La storia di Sammezzano affonda le radici in un passato molto più antico rispetto all’edificio attuale. Alcune ricostruzioni storiche fanno risalire le origini della tenuta all’epoca romana. Nel corso dei secoli il complesso è passato nelle mani di importanti famiglie fiorentine, tra cui i Medici.
L’aspetto che conosciamo oggi è il risultato della straordinaria trasformazione voluta da Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona tra il 1853 e il 1889. In quasi quarant’anni il marchese diede vita a quello che è considerato il più importante esempio di architettura orientalista in Italia. Sale decorate con motivi geometrici, stucchi ispirati all’arte moresca e ambienti spettacolari come la Sala dei Pavoni, il Corridoio delle Stalattiti e la Sala da Ballo hanno reso il castello un edificio unico a livello europeo. Dopo essere stato trasformato in albergo e ristorante nel Novecento, il complesso è stato progressivamente abbandonato fino alla recente acquisizione che ne ha cambiato il destino.
La rinascita del castello si aggiunge a un’offerta culturale e turistica già molto ricca per questa parte della Toscana. Chi decide di visitare la zona può infatti scoprire alcuni dei luoghi più interessanti del Valdarno fiorentino:
- Abbazia di Vallombrosa: uno dei complessi monastici più importanti della Toscana, immerso in una celebre foresta che offre sentieri e percorsi naturalistici.
- Pieve di San Pietro a Cascia: edificio religioso legato alla figura di Masaccio e custode di importanti testimonianze artistiche del territorio.
- Balze del Valdarno: spettacolari formazioni geologiche caratterizzate da pareti di sabbia, argilla e ghiaia che possono raggiungere anche i 100 metri di altezza. Questi rilievi, che hanno ispirato anche Leonardo da Vinci, rappresentano uno dei paesaggi naturali più suggestivi della Toscana.
- Centro storico di Figline Valdarno: un borgo caratterizzato da piazze porticate, edifici storici e numerose attività enogastronomiche tipiche della tradizione toscana.