La grotta di Polifemo raccontata nell’Odissea esiste davvero: si trova proprio in Italia

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

Tra i luoghi più affascinanti legati all’Odissea c’è una grotta che, da quasi duemila anni, richiama il racconto di Ulisse e del ciclope Polifemo. Si trova a Sperlonga, all’interno della spettacolare Villa di Tiberio.

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La domanda affascina storici, archeologi e appassionati di mitologia da decenni: la grotta di Polifemo raccontata nell’Odissea esiste davvero? Una risposta definitiva non esiste, perché Omero non indica un luogo preciso e il poema resta un’opera letteraria. Eppure c’è un sito italiano che, più di ogni altro, è diventato il simbolo di quell’episodio: la Grotta di Tiberio, a Sperlonga, in provincia di Latina.

Non si tratta di una semplice suggestione turistica. La grande cavità naturale fu trasformata nel I secolo d.C. in uno degli ambienti più scenografici della residenza dell’imperatore Tiberio e venne decorata con un articolato programma scultoreo dedicato proprio alle avventure di Ulisse. Tra i gruppi marmorei più celebri spicca quello dell’accecamento di Polifemo, oggi conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga dopo il ritrovamento dei frammenti durante gli scavi del 1957.

Perché la grotta di Sperlonga è legata al mito di Polifemo

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La grotta non è considerata dagli studiosi la “vera” dimora del ciclope descritta nell’Odissea. Piuttosto rappresenta uno straordinario omaggio di epoca romana al poema di Omero. Tiberio volle trasformare questo ambiente naturale in uno spazio destinato ai banchetti, circondandolo da scenografie, vasche d’acqua marina e monumentali gruppi scultorei che raccontavano alcuni degli episodi più celebri del viaggio di Ulisse.

Tra queste opere spiccava il gruppo dedicato a Ulisse e Polifemo, collocato in una nicchia della grotta. La scena raffigura il momento in cui l’eroe e i suoi compagni stanno per conficcare il palo nell’unico occhio del gigante. Gli studiosi ritengono che il complesso facesse parte di un preciso percorso narrativo insieme alle sculture di Scilla, del Palladio e del trasporto del corpo di Achille, trasformando la grotta in una sorta di racconto scolpito dell’Odissea. Un’iscrizione ha inoltre collegato alcune delle statue agli scultori rodii Agesandro, Atenodoro e Polidoro, gli stessi nomi associati anche al celebre gruppo del Laocoonte.

La Villa di Tiberio, uno dei complessi archeologici più spettacolari d’Italia

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La Villa di Tiberio è un’imponente residenza marittima di epoca romana realizzata in età repubblicana e ampliata dall’imperatore Tiberio (14-37 d.C.) lungo la costa di Sperlonga. Il complesso comprendeva ambienti residenziali, terrazze, portici, ninfei, e la celebre grotta naturale trasformata in sala per banchetti e rappresentanza. L’antro era collegato a una grande peschiera rettangolare alimentata dall’acqua del mare, al centro della quale sorgeva un’isola artificiale destinata ai banchetti estivi dell’imperatore.

La villa è visitabile all’interno del Parco archeologico e Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga dove sono conservati i gruppi scultorei originali rinvenuti durante gli scavi del 1957. Ma vale la pena dedicare del tempo anche ai dintorni, ricchi di storia e panorami sul mare.

  • Centro storico di Sperlonga: un borgo bianco affacciato sul Tirreno, con vicoli, scalinate e terrazze panoramiche che conservano l’impianto medievale.
  • Parco Regionale Riviera di Ulisse: protegge uno dei tratti costieri più suggestivi del Lazio, tra sentieri panoramici, macchia mediterranea e falesie sul mare.
  • Torre Truglia: costruita nel XVI secolo sul promontorio che domina Sperlonga, offre uno dei punti di osservazione più spettacolari sulla costa.
  • Gaeta: celebre per il centro storico affacciato sul mare, il Castello Angioino-Aragonese, il Santuario della Montagna Spaccata e la spettacolare Grotta del Turco, tra i luoghi più famosi della Riviera di Ulisse.
  • Itri: borgo medievale dominato dal castello, con un centro storico ricco di vicoli in pietra e antiche chiese, ideale per una visita nell’entroterra.

La grotta di Polifemo raccontata nell’Odissea esiste davvero: foto e immagini