Nel cuore dell’Abruzzo esiste un luogo dove la montagna torna davvero selvaggia

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Il Parco Naturale regionale Sirente Velino, nel cuore dell’Abruzzo, sta ridisegnando il modo di visitare la montagna grazie a una rete di ciclovie, sentieri e borghi storici collegati tra loro.

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Abruzzo
Photo by Chikilino – Pixabay

Il Parco Sirente Velino si estende per circa 140 mila ettari nella provincia dell’Aquila e comprende 22 borghi distribuiti tra montagne, altopiani e vallate. All’interno si snoda una rete escursionistica di oltre 460 chilometri di sentieri, di cui circa 300 chilometri dedicati alle ciclovie realizzate recuperando vecchie strade bianche e percorsi montani già esistenti.

Nel 2024 il parco ha ottenuto il riconoscimento di primo “Parco Europeo dei Borghi del Respiro“, un titolo che premia le destinazioni capaci di unire benessere, sostenibilità ambientale e qualità dell’aria. Inoltre, il Parco Sirente Velino aderisce alla Carta Europea del Turismo Sostenibile, progetto che coinvolge direttamente operatori turistici e comunità locali. Oggi sono oltre 23 le realtà certificate che collaborano con l’ente per proporre un’offerta legata al turismo lento.

Le tre aree del Parco Sirente Velino tra borghi, montagne e natura incontaminata

Photo by Nino_Marcanio – Wikimedia Commons

Il territorio del parco si divide in tre grandi aree, ognuna con caratteristiche molto diverse. L’Area Marsicana, nella parte sud-occidentale, custodisce alcuni dei siti storici più importanti dell’entroterra dell’Abruzzo, come le rovine romane di Alba Fucens e il Castello Piccolomini di Celano, entrambi immersi in un paesaggio montano rimasto autentico. Salendo verso l’Altopiano delle Rocche, lo scenario cambia completamente. É la zona del Lago del Sirente, delle faggete d’alta quota e del camoscio appenninico. Proprio qui si sta sviluppando anche un’offerta legata al turismo del benessere e delle foreste, grazie a un microclima considerato particolarmente favorevole.

Nei boschi del Sirente Velino vivono inoltre specie simbolo dell’Appennino come l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico, il cervo e l’aquila reale. Il terzo settore del parco è la Valle Subequana, una delle aree più colpite dal terremoto del 2009. Negli ultimi anni molti borghi hanno trasformato la ricostruzione in un’occasione per rilanciare il territorio. Le Grotte di Stiffe, i centri storici recuperati e le nuove strutture dedicate all’accoglienza sono il simbolo di una valle che ha scelto di reinventarsi senza perdere la propria identità. Questo territorio è ricco di testimonianze storiche, dalle rovine delle civiltà preromane, come il tempio italico di Castel di Ieri, alle chiese medievali.

Cammini storici, ciclovie e i 22 borghi collegati

Photo by Tuljpanj – Wikimedia Commons

Uno dei punti di forza del Parco Sirente Velino è la mobilità lenta. Tre grandi itinerari attraversano l’area protetta: il Cammino di San Francesco, il Cammino di San Tommaso e il Grande Cammino di Celestino, lungo circa 90 chilometri e organizzato in quattro tappe. Per chi preferisce la bicicletta, i 300 chilometri di ciclovie permettono di attraversare il territorio restando sempre immersi nella natura.

I sentieri e le ciclovie del parco collegano tra loro 22 piccoli centri storici che conservano ancora un’identità autentica, tra cui:

  • Celano: uno dei centri più importanti dell’area grazie al Castello Piccolomini, tra le fortezze rinascimentali più belle d’Abruzzo, e al sito archeologico romano di Alba Fucens.
  • Aielli: è diventato famoso come “borgo dei murales“. Il centro storico ospita opere di street art, installazioni artistiche e la Torre delle Stelle dedicata all’astronomia.
  • Ovindoli: è una delle mete montane più frequentate dell’Abruzzo grazie agli impianti sciistici e ai panorami dell’Altopiano delle Rocche.
  • Rocca di Mezzo: borgo apprezzato per il centro storico, le escursioni naturalistiche e la vicinanza ai sentieri del Parco Sirente Velino.
  • San Demetrio ne’ Vestini: punto di partenza ideale per visitare le spettacolari Grotte di Stiffe, tra le cavità naturali più famose dell’Abruzzo.

Nel cuore dell’Abruzzo esiste un luogo dove la montagna torna davvero selvaggia: foto e immagini