Barcellona cambia il trasporto urbano con autobus alimentati in modo sorprendente
A Barcellona si sta sperimentando un modo completamente nuovo di muoversi in città: autobus alimentati con energia ricavata dalle acque reflue. Un progetto che unisce sostenibilità, tecnologia e gestione intelligente delle risorse urbane.
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Negli ultimi mesi sulla linea V3, che collega il porto al Parc del Castell de l’Oreneta di Barcellona, è entrato in servizio un autobus speciale. Non utilizza carburante tradizionale ma biometano prodotto a partire da una materia prima particolare che proviene dagli scarichi cittadini. I risultati si fanno sentire: le emissioni di anidride carbonica sono ridotte fino all’80% rispetto ai mezzi alimentati a metano fossile.
Questo progetto è stato inaugurato dopo due anni di test e rientra in una strategia più ampia che mira a rendere i trasporti pubblici ancora più sostenibili. In generale, infatti, gli autobus cittadini hanno già di per sé un impatto ambientale inferiore rispetto alle auto private, ma progetti come questo cercano di ridurre ulteriormente le emissioni.
Come funziona il sistema che trasforma le acque reflue in carburante sperimentato a Barcellona

Il progetto si chiama Nimbus ed è sviluppato da Veolia insieme all’azienda dei trasporti TMB e all’Università Autonoma di Barcellona. L’iniziativa è sostenuta anche dal programma europeo LIFE Programme. Il cuore del sistema è l’impianto di depurazione di Baix Llobregat, che tratta ogni giorno circa 400mila metri cubi di acque reflue, recuperandone oltre il 95%. Durante il processo di depurazione si genera biogas che viene poi trasformato in biometano. Grazie a una tecnologia avanzata, viene recuperata anche la componente di anidride carbonica, aumentando l’efficienza energetica.
Questo passaggio è fondamentale per comprendere l’importanza di tali modelli di alimentazione dei veicoli: rispetto ai metodi tradizionali, il sistema consente di sfruttare una maggiore quantità di energia contenuta negli scarti. Il biometano prodotto è inodore e viene utilizzato come carburante per alimentare i mezzi pubblici, senza differenze percepibili per l’esperienza di viaggio dei passeggeri.
Un modello replicabile per il futuro dei trasporti urbani

Il progetto Nimbus è nato circa cinque anni fa con l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale energetico delle acque reflue e oggi è considerato un esempio di economia circolare applicata alla mobilità urbana. Dopo il successo iniziale è già in programma una seconda fase per estendere l’utilizzo del biometano agli altri autobus della città.
A Barcellona circa 300 mezzi su oltre 1.100 utilizzano ancora metano tradizionale, mentre gli altri sono elettrici. Il biometano rappresenta una soluzione utile per ridurre le emissioni senza la spesa di sostituire immediatamente tutti i veicoli esistenti. Inoltre, gli autobus di questo tipo sono particolarmente adatti alle tratte più lunghe e alle zone periferiche, dove ancora non possono arrivare i mezzi elettrici.
Il caso di Barcellona non è isolato, poiché anche altre città europee stanno sperimentando progetti di questo tipo:
- Stoccolma è considerata una pioniera in questo ambito, oltre un terzo degli autobus urbani funziona già con biogas ottenuto anche dal trattamento delle acque reflue.
- Madrid sta puntando su elettrificazione, automazione e soluzioni ecologiche per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento acustico.
- Londra sta portando avanti una riconversione radicale del proprio sistema di trasporto pubblico su gomma, con l’obiettivo di eliminare progressivamente le emissioni. La città sta investendo in autobus elettrici e alimentati a idrogeno.
- A Bologna l’azienda Tper sta progressivamente convertendo i propri mezzi, integrando il biometano tra le soluzioni chiave per la decarbonizzazione del trasporto pubblico locale.