Il Castello di Rocca Sinibalda: un castello misterioso alle porte di Roma
Il castello di Rocca Sinibalda, alle porte di Roma, è un castello la cui storia è avvolta in un manto di mistero. Passato di mano tra varie famiglie, alcuni secoli rimangono ad oggi fumosi per i pochi dettagli documentali in nostro possesso. Attualmente è possibile visitarlo e addirittura pernottarci!
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A circa un’ora da Roma e precisamente a Rocca Sinibalda, c’è uno dei castelli italiani più affascinanti e misteriosi.
Dichiarato monumento nazionale dal 1928, il suo nucleo originario risale al 1085; passato di mano tra varie famiglie nei secoli, negli anni cinquanta fu acquistato per una manciata da dollari dalla scrittrice americana Caresse Crosby, che lo utilizzò come luogo d’incontro per artisti.
L’ultimo restauro risale al 2014 quando fu anche decisa la sua apertura al pubblico.
La storia

Poche sono le notizie certe a cui si è potuto risalire tra i vuoti di secoli, le proprietà che spesso non coincidono col possesso reale e nomi di famiglie che si intrecciano.
Di certo si sa che il castello nasce come rocca militare nel 1085 e che deve il suo nome a Sinibaldo, conte della Sabina tra il 1058 e il 1065. I secoli successivi sono solo punti interrogativi.
Probabilmente appartenne anche ai monaci benedettini di Farfa, poi tra il XIII e il XV secolo entrò nei feudi di due famiglie, i Buzzi e i Brancaleone; è in questi secoli che si stabilizza l’impianto medievale del castello come fortezza.
Solo dal 1500 le notizie iniziano ad essere appena più precise, con la proprietà che è in mano ai conti Mareri, ma che perderanno a inizio secolo a causa di una contesa con la famiglia de’Medici. È a questo punto che il castello passa ai Cesarini che lo trasformeranno in un ibrido tra una possente struttura fortificata e un palazzo rinascimentale rivolgendosi a Baldassarre Peruzzi, architetto della Fabbrica di San Pietro nel 1530.
Fu così possibile unire funzione militare e piacevolezza del vivere nello stesso edificio. A conferma della direzione che aveva preso l’uso del castello ci sono gli affreschi, risalenti al Cinquecento e commissionati dai Cesarini; questi erano il segno forte della vocazione signorile e non solo guerriera del castello, perché avevano il compito di rappresentare l’identità, la storia, il mito e pseudo-memorie di famiglia.
Visitare il castello
Il castello è stato riaperto dopo un lungo restauro e ora può essere visitato in tutta la sua interezza e bellezza: sale, corti, sotterranei e giardini sono a disposizione dei visitatori tutto l’anno.
Le visite guidate vi porteranno in giro per la Corte Grande, alcune delle Sale del Piano Nobile, e altri luoghi meravigliosi. Mentre i panorami esterni vi lasceranno senza parole perché il castello si erge su un altipiano che cade a picco sulla Valle del Turano, bellissima valle in provincia di Rieti.
Nel castello è possibile fare, oltre le visite, tante altre attività: dagli aperitivi del territorio che è possibile fare al suo interno, alle attività speciali, performance e laboratori che trasformeranno le visite in esperienze culturalmente ricche e costruite su misura per ogni gruppo.
Tra le attività proposte ci sono il trekking, una passeggiata a cavallo, biking, e tanto altro.
Ma non è finita qui.
Infatti nel Castello di rocca Sinibalda è possibile addirittura soggiornare! L’accomodation è composta da poche suite ma di centinaia di metri quadri, nelle quali è possibile muoversi liberamente tra collezioni e opere d’arte.