Non solo volo e hotel: a Londra potrebbe aggiungersi una nuova spesa per i turisti

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

Una nuova tassa sui pernottamenti potrà essere introdotta nelle destinazioni inglesi. Non sarà però un’imposta nazionale uguale per tutti. Ecco cosa sapere. 

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Hotel, Dormire
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Pernottare in hotel, B&B o in un’altra struttura ricettiva in Inghilterra potrebbe diventare più costoso. Il governo britannico ha confermato il 10 settembre 2026 la volontà di attribuire a sindaci e autorità locali nuovi poteri per introdurre l’Overnight Visitor Levy, una tassa sui pernottamenti pensata per raccogliere risorse da reinvestire nelle destinazioni maggiormente interessate dai flussi turistici.

La novità riguarda l’Inghilterra e non equivale, almeno per il momento, all’introduzione immediata di una tassa di soggiorno nazionale. Saranno le autorità locali abilitate a decidere se adottarla nel proprio territorio, dopo il confronto con residenti e imprese. Questo significa che chi organizza un viaggio a Londra o in un’altra città inglese dovrà in futuro verificare se nella destinazione scelta è stata introdotta la nuova imposta e quale aliquota viene applicata.

Nuova tassa di soggiorno in Inghilterra: come funzionerà

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Uno degli aspetti più importanti riguarda il calcolo dell’importo. Il governo ha stabilito che l’Overnight Visitor Levy dovrà essere applicata come percentuale del costo dell’alloggio, anziché attraverso una cifra fissa per notte. Non è stato stabilito un tetto nazionale alla nuova tassa di soggiorno: saranno le autorità locali a stabilire l’aliquota. Nella pratica, però, il prelievo dovrebbe rimanere entro il 5%: i dieci sindaci metropolitani laburisti si sono già impegnati a non superare questa soglia nei rispettivi territori. A Londra, ad esempio, l’aliquota non è stata ancora definita, ma l’amministrazione guidata da Sadiq Khan ha indicato che non dovrebbe andare oltre il 5% del costo del soggiorno.

Questa scelta punta a rendere il prelievo proporzionato alla spesa: chi soggiorna in una sistemazione economica dovrebbe quindi pagare meno rispetto a chi sceglie una struttura più costosa. L’imposta potrà interessare le diverse forme di soggiorno a pagamento previste dal nuovo sistema e il gettito resterà legato alle esigenze del territorio. Il contributo sarà applicato a tutti i visitatori, indipendentemente dalla nazionalità e dalle ragioni del soggiorno.

Per i viaggiatori, al momento, è ancora tutto da vedere. La decisione del governo ha aperto la strada all’introduzione della Overnight Visitor Levy, ma non trasforma l’Inghilterra in una destinazione con una tassa di soggiorno unica e immediatamente applicabile. Prima di prenotare un hotel sarà quindi importante controllare le condizioni previste nella città scelta, soprattutto per soggiorni di più notti, nei quali anche una piccola percentuale aggiuntiva può incidere sul costo complessivo del viaggio.

Londra e le altre città: dove si paga già una tassa di soggiorno nel Regno Unito

Edimburgo
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Per chi sta organizzando un viaggio a Londra c’è una precisazione importante: al momento la capitale britannica non applica ancora la nuova Overnight Visitor Levy. La possibilità di introdurla è stata aperta dal governo inglese e Londra è tra le destinazioni che potrebbero adottarla, ma aliquota e modalità dovranno essere definite prima che il contributo possa essere richiesto ai visitatori.

In altre destinazioni del Regno Unito, invece, tasse legate ai pernottamenti sono già una realtà. Edimburgo ha introdotto dal 24 luglio 2026 una Visitor Levy del 5% sul costo dell’alloggio, calcolato al netto dell’IVA e senza includere servizi extra come pasti, bevande, parcheggio o trasporti. La tassa viene applicata soltanto alle prime cinque notti consecutive e riguarda hotel, B&B, ostelli, appartamenti, case vacanza e altre forme di pernottamento a pagamento.

Un sistema diverso esiste già a Manchester, dove dal 2023 viene applicata una City Visitor Charge di 1 sterlina per camera a notte per le strutture ricettive che rientrano nel distretto interessato dal provvedimento. Anche il Galles si sta muovendo nella stessa direzione, ma attraverso un sistema affidato alle singole amministrazioni locali: Cardiff sarà la prima città gallese ad applicare la Visitor Levy dal 1° aprile 2027.

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