Vivere qui costa decisamente di più: la nuova classifica delle città italiane più care
Dal caffè al supermercato, passando per parrucchiere, cinema e dentista: nel 2026 il luogo in cui si vive può cambiare parecchio il conto finale. La nuova indagine Codacons fotografa un’Italia con differenze di prezzo molto marcate tra Nord e Sud.
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Il caro vita non pesa allo stesso modo in tutte le città italiane. A mostrarlo è l’indagine pubblicata dal Codacons il 5 settembre 2026, elaborata sui dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati a giugno. Il confronto riguarda un paniere di 33 voci: 20 prodotti alimentari e 13 servizi, tra cui bar, pizzerie, parrucchieri, cinema, dentisti e veterinari.
Una precisazione è fondamentale: questa graduatoria non misura il costo complessivo della vita. Nel paniere non rientrano infatti spese decisive come affitti, mutui e bollette. Offre però un’indicazione chiara delle differenze che residenti e viaggiatori possono incontrare nelle spese quotidiane. Il divario più evidente è tra Milano e Napoli: per lo stesso insieme di beni e servizi servono 692,71 euro nel capoluogo lombardo e 401,91 euro in quello campano, con una differenza del 42%.
Quali sono le città più care d’Italia 2026: il podio

Milano conquista il primo posto, con un conto complessivo di 692,71 euro. A incidere sono soprattutto i servizi: le 13 prestazioni considerate dall’indagine raggiungono complessivamente un totale di 490,85 euro. Anche avere un animale domestico può costare parecchio: una vaccinazione dal veterinario arriva mediamente a 63,04 euro, il valore più alto rilevato. Invece per acquistare frutta, verdura, carne, pesce, e altri generi alimentari inseriti nel paniere la spesa supera i 200 euro.
Al secondo posto c’è Bolzano, con 652,34 euro totali per il paniere preso in considerazione. Qui spiccano alcuni prezzi particolarmente elevati: il pane fresco raggiunge in media 7,16 euro al chilo, mentre per un lavaggio dell’auto servono 21,32 euro. Anche mangiare fuori non è economico: un pasto in pizzeria preso come riferimento dall’indagine costa mediamente 14,93 euro. Per gli altri servizi presi in esame invece servono 452 euro.
Il terzo gradino del podio spetta a Bologna, con 642,92 euro. Il capoluogo emiliano si distingue anche per il cinema: il biglietto considerato dal monitoraggio arriva mediamente a 11,49 euro, contro i 7,27 euro rilevati a Bari. Bologna rientra inoltre tra le sei città dove la componente alimentare del paniere supera leggermente i 200 euro.
Da Aosta in giù: la geografia dei prezzi cambia notevolmente

Il confronto del Codacons mette in evidenza quanto possa cambiare la spesa quotidiana a seconda della città. Il divario più ampio è quello tra Milano e Napoli: nel capoluogo lombardo il paniere di beni e servizi sfiora i 693 euro, mentre nel capoluogo campano si ferma a circa 402 euro, con una differenza del 42%. Anche considerando soltanto gli alimentari emergono distanze significative: in sei città si superano di poco i 200 euro, mentre a Napoli bastano circa 140 euro.
- Milano: quasi 693 euro per il paniere complessivo. La componente alimentare supera leggermente i 200 euro.
- Bolzano: circa 652 euro complessivi. Anche qui gli alimentari oltrepassano di poco i 200 euro.
- Aosta e Bologna: poco più di 640 euro per il paniere complessivo. A Bologna la sola spesa alimentare supera leggermente i 200 euro.
- Trieste, Genova e Firenze: rientrano, insieme a Milano, Bolzano e Bologna, tra le sei città dove il paniere alimentare supera di poco i 200 euro.
- Bari: circa 170 euro per i prodotti alimentari.
- Palermo: circa 464 euro per il paniere complessivo e 170 euro per la parte alimentare.
- Pescara: circa 154 euro per la spesa alimentare.
- Catanzaro: circa 474 euro complessivi, di cui 149 euro per gli alimentari.
- Napoli: circa 402 euro per l’intero paniere e appena 140 euro per gli alimentari, risultando la città più economica tra quelle monitorate.