Stop al turismo di massa: in Val Gardena arriva la prenotazione obbligatoria
Tra file interminabili, sentieri affollati e panorami diventati virali sui social, la Val Gardena prova a mettere un freno al turismo di massa. E il simbolo di questo cambiamento è il Seceda.
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Le Dolomiti tornano al centro del dibattito sull’overtourism e questa volta la svolta riguarda uno dei luoghi più fotografati dell’Alto Adige. Il Seceda, vetta celebre per la vista spettacolare sulle Odle e ormai diventato una meta virale su Instagram e TikTok, introdurrà un sistema di prenotazione obbligatoria per accedere agli impianti di risalita. Una decisione che segna un cambiamento importante nella gestione del turismo alpino.
Negli ultimi anni la zona ha registrato un aumento continuo dei visitatori, soprattutto durante l’estate. Le immagini delle creste erbose e dei sentieri panoramici hanno trasformato il Seceda in una delle destinazioni più gettonate delle Dolomiti. Ma, come quasi sempre accade, il successo turistico ha portato con sé anche numerosi problemi: traffico intenso nei paesi della valle, lunghe attese agli impianti e pressione crescente sull’ambiente montano.
Val Gardena e lo stop all’overtourism. Ecco come

A partire dal 22 maggio 2026 chi vorrà raggiungere il Seceda con gli impianti dovrà prenotare online scegliendo una fascia oraria precisa. La misura si è resa necessaria per distribuire meglio gli ingressi durante la giornata e limitare i momenti di maggiore affollamento che, soprattutto nei mesi estivi, hanno messo in difficoltà infrastrutture e servizi della Val Gardena.
Il nuovo sistema sarà accompagnato anche da un forte aumento delle tariffe. Il biglietto andata e ritorno passerà da 52 a 74 euro. Una scelta che ha scatenato polemiche tra amministrazioni locali, operatori turistici e visitatori. Da una parte c’è chi considera il rincaro uno strumento utile per contenere i flussi e migliorare la gestione del territorio. Ma dall’altra emergono critiche sul rischio di rendere la montagna meno accessibile dal punto di vista economico per chi non può permetterselo.
Il Seceda simbolo dell’overtourism in montagna

La decisione arriva dopo la stagione estiva del 2025, particolarmente difficile per la Val Gardena, presa d’assalto da migliaia di turisti giornalieri, con code lunghissime agli impianti e traffico quasi paralizzato nei centri principali come Ortisei. Le immagini diffuse online hanno trasformato il Seceda in uno dei casi più discussi di overtourism in Italia.
Uno degli episodi che più ha fatto discutere è stato quello del tornello a pagamento installato lungo un sentiero panoramico vicino al Seceda. Alcuni proprietari di pascoli avevano deciso di controllare gli accessi come atto per denunciare i danni causati dal passaggio continuo dei visitatori: prati rovinati, rifiuti lungo i percorsi e comportamenti poco rispettosi dell’ambiente. Il tornello è poi stato rimosso dalle autorità perché situato in un’area pubblica appartenente all’Ente Parco. Tuttavia, il caso ha mostrato chiaramente quanto la situazione sia diventata difficile da gestire.
Ricapitolando, la Val Gardena prova a gestire uno dei fenomeni turistici più discussi degli ultimi anni con nuove regole pensate per limitare l’affollamento e ridurre l’impatto sul territorio alpino:
- dal 22 maggio 2026 accesso agli impianti del Seceda solo con prenotazione online;
- introdotte fasce orarie obbligatorie per distribuire i visitatori;
- il prezzo del biglietto andata e ritorno sale da 52 a 74 euro;
- coinvolti nel piano i Comuni di Ortisei e Santa Cristina Valgardena insieme ai gestori degli impianti;
- il Seceda è diventato una delle mete più virali delle Dolomiti a causa dei social network;
- tra i problemi segnalati: traffico, code, sentieri affollati e danni ai prati alpini.