Volare non è più come una volta: il fenomeno che preoccupa sempre più passeggeri
Chi ha viaggiato spesso in aereo, specialmente negli ultimi anni, avrà notato una coincidenza che in realtà ha un significato specifico: un aumento di turbolenze. Uno dei momenti più temuti da chi è più ansioso ma anche da chi non lo è. Ma qual è il motivo per cui si verifica questo assiduo fenomeno?
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L’aereo è ancora oggi uno dei mezzi preferiti per gli spostamenti a corto e a lungo raggio. Le rotte (anche quelle più distanti) sono sempre più raggiungibili in un tempo relativamente breve. C’è tuttavia un fenomeno che infastidisce molti passeggeri: le turbolenze.
Una turbolenza è un movimento caotico e fastidioso che può capitare a causa di diverse motivazioni: in presenza di nubi e temporali, sbalzi di pressione e per via delle correnti a getto. Ma l’aumento di questo fenomeno non è una coincidenza, e a supportare questa tesi c’è lo studio dell’Università di Reading.
Perché le turbolenze in aereo sono aumentate negli anni?

Lo studio condotto dall’Università di Reading ha analizzato il comportamento nei cieli per trovare una giustificazione in merito alla presenza più frequente delle turbolenze in aereo, ed effettivamente i ricercatori hanno individuato la causa: dal 1979 ad oggi c’è stato un incremento del 15% di wind shear.
Anche se ci sono rotte di viaggio più complicate di altre, ad innescare le turbolenze non è soltanto il luogo di partenza o di destinazione, ma è soprattutto ciò che succede ad alta quota.
A parte il wind shear (un cambio repentino e inaspettato della direzione del vento), lo studio dell’Ateneo di Reading ha evinto che anche in caso di aria limpida (dal gergo tecnico CAT), nei cieli più trafficati si è verificato un aumento di turbolenze del 55% in più.
Un numero piuttosto elevato che è giustificato dal numero di emergenze in volo (anch’esse in crescita).
Cosa c’entra il cambiamento climatico?

Anche se il cambiamento climatico è un argomento che crea conflitti e contrasti di pensiero, l’ex pilota di linea ovvero Emma Henderson, ha parlato di come queste variazioni climatiche abbiano proprio un effetto negativo sulle turbolenze in volo.
In un’intervista al DailyMail l’ex pilota Henderson ha spiegato che rispetto ad anni fa il clima oggi è diverso ed è sempre più imprevedibile: si verificano più temporali inaspettati, le masse d’aria variano per l’aumento della temperatura dell’atmosfera e le correnti a getto in alcuni tratti sono più intense di altri.
L’insieme di queste cause metereologiche scatenano le cosiddette turbolenze, ed è proprio l’arrivo inaspettato di tali fenomeni che rendono ancora più complesso prevederle tramite i radar metereologici.
Gli studi suggeriscono che le rotte più soggette ai movimenti più turbolenti saranno quelle del Nord America e dell’Atlantico settentrionale, ma con il trascorrere degli anni non è detto che ad esser coinvolto sia tutto il globo (o quasi).
Mentre il mondo cambia l’aviazione si adegua a nuovi studi e comportamenti mirati a limitare i disagi delle turbolenze in volo. Una recente strategia è quella di variare lievemente l’altitudine così da ridurre il rischio del fenomeno.