Altroconsumo lancia l’allarme per il caro spiagge in Italia in vista del nuovo incremento dei prezzi per l’estate
Altroconsumo lancia l’allarme per il caro spiagge in Italia con il nuovo incremento dei prezzi per l’estate e numerosi viaggiatori in difficoltà con un budget sempre più alto e spese sempre più ingenti anche per un lasso di tempo ridotto.

Estate è spesso sinonimo di mare e relax, con tantissimi viaggiatori italiani che scelgono le mete più ambite del Bel Paese per staccare la spina e allontanarsi almeno per un po’ dal tran tran della vita quotidiana. Se alcuni vacanzieri preferiscono cambiare ogni anno destinazione delle proprie vacanze, altri sono fedelissimi e, come una dolce consuetudine, scelgono di ritornare nello stabilimento balneare che l’anno precedente ha rappresentato quasi un nido accogliente, riproponendo la stessa piacevole fuga. Ma la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo: il caro spiagge in Italia è sempre più allarmante, così come attenzionato da Altroconsumo in vista degli incombenti mesi di overtourism.
L’allarme di Altroconsumo per il caro spiagge in Italia
Altroconsumo è un’associazione dalla parte dei consumatori che si impegna di controllare il giusto svolgimento di tutti i caratteri legati alla vita quotidiana e alle scelte dei fruitori. Tra questi figura anche il comparto vacanze, in ogni sua sfaccettatura. Dagli stabilimenti balneari fino ai ristoranti passando per le strutture ricettive e i mezzi di trasporto, tutto viene attenzionato per assicurare le stesse possibilità per ogni viaggiatore. In questo caso infatti, a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione sono proprio le vacanze, a partire dagli stabilimenti balneari, preoccupando non poco per il caro spiagge in vista in questo 2024.

Grandi rincari per gli stabilimenti balneari più noti
L’indagine di Altroconsumo, evidenzia un fortissimo caro spiagge per l’estate 2024, con una media del 4% in più rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno. Le più colpite sono le mete maggiormente ambite dai turisti, con la domanda sempre in aumento a prescindere dall’offerta turistica a disposizione. Tra queste la splendida Gallipoli in Puglia con le sue bellezze e divertimenti, analizzata insieme ad altre 9 mete di lusso in Italia quali Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Alghero, Taormina e Giardini Naxos e Anzio. Per una prima fila in media si spenderà 230 euro a settimana, in seconda fila il costo scende a 210 euro circa. Per alcune destinazioni i costi sono rimasti uguali a quelli dello scorso anno, come nel caso di Lignano, Taormina e Giardini Naxos, che hanno deciso di confermare la policy già adottata nel 2023. Altre mete invece, hanno deciso di cambiare e i dati sono davvero incredibili.

Le mete con gli aumenti più alti in Italia
Come dicevamo, i rincari abbracciano ben 7 mete delle 10 analizzate e i nomi sono davvero molto altisonanti. Nelle mete di Alghero e Gallipoli si è registrato un piccolo rincaro del 2% mentre ad Alassio, Anzio e Palinuro del 3%. La bella Rimini ha aumentato i costi per spiagge e servizi del 4% mentre Viareggio del 5%. Più elevato ma comunque in linea con l’inflazione figura Senigallia con un +8% rispetto ai costi nello stesso periodo del 2023. Il dato particolare è che, nonostante il rincaro, resta ugualmente la meta meno cara delle 10 analizzate, diminuendo così la forbice di dislivello che c’era in precedenza. La spiaggia più cara è quella di Alassio in Liguria: comprende una media di circa 392 euro a settimana, mentre la più economica è Lignano Sabbiadoro con una media di 160 euro a settimana, così come Rimini in Emilia Romagna e la splendida Palinuro in Campania.