L’ex carcere di Pianosa riapre ai visitatori tra storie, leggende e un colpo d’occhio incredibile

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L’ex maxi carcere di Pianosa riapre ai visitatori tra storie iconiche, leggende e un colpo d’occhio incredibile preso d’assalto dai visitatori dopo l’improvvisa chiusura nel 2011.

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Ph credits Trapingus, Wikimedia Commons

La Toscana è una splendida terra ricca di arte, storia e cultura che vanta al contempo molte isole nel suo territorio. Tra le più conosciute figura l’isola d’Elba, meta prediletta di numerosi turisti e visitatori sia dall’Italia che dal mondo ma non è l’unica. Meno nota è Pianosa, a soli 13 chilometri dalla precedente isola e con una superficie di soli 10 chilometri quadrati ma nonostante ciò molto nota nella storia e nell’attualità per numerosi fatti di cronaca ad essa collegata. Proprio lì è presente il noto maxi carcere di Pianosa, struttura di grande sicurezza dove venivano spediti boss della malavita e persone colluse ai clan mafiosi. Dopo l’improvvisa chiusura nel 2011, ha riaperto i battenti ma questa volta soltanto per turisti e visitatori.

Il maxi carcere di Pianosa riapre i battenti ai turisti e visitatori

Il maxi carcere di Pianosa fu istituito nel 1858, detenendo dal 1931 al 1935 anche il futuro presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, incarcerato negli anni fascisti per motivi politici. Se fino al 1965 vi scontavano la pena i malati di tubercolosi, poco dopo diventò un carcere di  massima sicurezza dedicato ai boss della malavita e colluse ai clan di mafia. Venne diviso dal resto dell’isola con un alto muro, fino al 1996 quando fu chiusa la parte carceraria  evacuando la restante parte di abitanti dell’isola. L’attività era davvero ridotta, ripristinandola prima nel 2009 e cessandola definitivamente poi nel 2011, non andando d’accordo con la nuova inclinazione turistica dell’isola.

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Ph credits Matteo Vinattieri, Wikimedia Commons

Tutte le novità della struttura e dell’area di visita

La prima grande novità della riapertura del maxi carcere di Pianosa è che adesso è visitabile uno dei bracci che hanno accolto per anni i grandi criminali della malavita italiana. Prende il nome di “diramazione Agrippa”, disponibile sin dai primi giorni di maggio, potendosi addentrare con delle guide specializzate tra corridoi, celle e i luoghi che hanno fatto la storia degli ultimi decenni. Nonostante ciò le Istituzioni hanno alzato la voce per un progetto serio di restyling della struttura, ancor di più se l’idea è quella di valorizzarla a turisti e visitatori incuriositi, sfruttando la scia di viaggiatori che scelgono Pianosa e le bellezze della Toscana per le proprie vacanze.

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Ph credits Olivier Brunet, Wikimedia Commons

Gli ingressi contingentati e la natura rigogliosa dell’isola

Al momento l’isola di Pianosa per le sue dimensioni molto ridotte è stata contingentata, vantando un massimo di 250 ingressi di turisti al giorno, offrendo così una experience di viaggio per tutti piacevole e rilassante. Le visite all’ex carcere vengono organizzate a cadenza di poche ore, con la possibilità di pernottare anche all’interno, dove è nato un piccolo albergo di volontari. Ma non solo: da quest’anno è possibile visitare al contempo anche la Casa dell’Agronomo, recentemente restaurata e che rappresenta il museo della biodiversità dell’isola. Stessa sorte anche per il vicino orto botanico, tra le imperdibili meraviglie del luogo.

Il maxi carcere di Pianosa riapre i battenti ai turisti e visitatori: immagini e foto