Nuovi siti UNESCO 2024: tra le nuove entrate anche l’Appia
Ecco la lista completa di tutti i nuovi siti UNESCO 2024, che entrano a far parte ufficialmente del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e che d’ora in poi saranno tutelati e valorizzati come solo l’UNESCO sa fare. Tra loro, c’è anche la via Appia, che ha garantito all’Italia il primato mondiale per numero di siti.

L’UNESCO è l’agenzia delle Nazioni Unite che contribuisce alla costruzione della pace attraverso la cooperazione internazionale in materia di istruzione, scienza e cultura. Ogni anno questa organizzazione prende in esame le candidature provenienti da tutto il mondo, con cui i siti più belli e importanti della Terra chiedono di essere annoverati nella sua lista di siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Attualmente nel mondo ci sono 1.223 siti UNESCO, di cui 60 solo in Italia.
Di questo numero fanno parte anche tutte le new entry del 2024, che hanno passato la selezione ed entrando a far parte a tutti gli effetti nel patrimonio mondiale da valorizzare. In particolare, l’UNESCO tutela 952 siti culturali, 231 siti naturali e 40 siti misti, in 168 Paesi del mondo. Tra le nuove entrate del 2024, figura anche la Via Appia, che ha fatto guadagnare all’Italia il primato mondiale per numero di siti.
Nuovi siti UNESCO 2024

Ogni anno il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO si riunisce in una sessione volta proprio a valutare le nuove candidature e quelli che saranno i nuovi siti da inserire nella sua lista. Quest’anno la sessione, arrivata alla 46esima edizione, si è tenuta a Nuova Delhi dal 21 al 31 luglio, e oltre ad esaminare lo stato di conservazione dei siti già presenti nella Lista, ha passato al vaglio 28 candidature. Di questi luoghi, ben 24 sono diventati ufficialmente Siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO:
- 19 siti culturali (tra cui l’Asse Centrale di Pechino, le miniere d’oro dell’isola di Sado, la città storica e il sito archeologico di Gedi in Kenya, le Frontiere dell’Impero Romano in Romania e il parco storico di Phu Phrabase in Thailandia);
- 4 siti naturali (il deserto di Badain Jaran, il rifugio degli uccelli migratori lungo la costa del Mar Giallo e del Golfo di Bohai, entrambi in Cina, la Grotta di Vjetrenica in Bosnia-Erzegovina e il Parco nazionale di Lencois Maranhenses in Brasile);
- 1 sito misto (il sito archeologico e paleontologico di Melka Kunture e Balchit, in Etiopia).
L’orgoglio italiano

Come anticipato, la Commissione ha anche valutato lo stato dei siti già parte della Lista, e ha inserito il Monastero di Sant’Ilarione/Tell Umm Amer, in Palestina, nella Lista del Patrimonio Mondiale in pericolo. Questa è una particolare lista che include tutti i siti più a rischio, e che necessitano di una protezione maggiore. Ad uscire da questa lista invece, in quanto non più in pericolo, è stato il Parco Nazionale di Niokolo-Koba, in Senegal.
Parlando infine di orgoglio italiano, merita una menzione a parte la Via Appia, costruita alla fine del IV secolo a.C. e strada di collegamento tra Roma e Brindisi. La via Appia infatti, è entrata a far parte dei Siti UNESCO nel 2024, consegnando all’Italia il primato mondiale per numero di siti. Tra gli altri, anche la cucina italiana fa parte del Patrimonio UNESCO, a conferma del fatto che le nostre ricette hanno davvero un valore inestimabile a livello mondiale!