Patrimonio immateriale UNESCO: 66 new entry, una è italiana

Autore:
Erika Fameli
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Nel Patrimonio immateriale UNESCO sono state inserite 66 new entry, di cui una è italiana. Si tratta di esperienze autentiche, che identificano una cultura e raccontano tantissimo della sua storia e delle sue tradizioni. Proprio al pari di edifici e monumenti, quindi, vanno protette e preservate, e a farlo ci pensa l’UNESCO.

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Sono in tanti a non conoscere la sezione dell’UNESCO dedicata al Patrimonio Culturale Immateriale, che va di pari passo con edifici, luoghi e monumenti fisici. Infatti, ogni anno l’UNESCO pubblica una lista di attività considerate Patrimonio Culturale Mondiale da preservare e tramandare, valorizzare e tutelare dall’erosione del tempo e dalla dimenticanza della memoria.

Si tratta di diversi tipi di cose, che cambiano da zona a zona, e che possono essere opere d’arte, ricette, prodotti artigianali, canzoni o addirittura interi rituali.

Anche quest’anno, puntuale come sempre, è arrivato l’aggiornamento della lista, cui sono state aggiunte ben 66 attività provenienti da tutto il mondo.

Tra queste, ce n’è anche una italiana: il suono manuale delle campane. Questa tradizione antichissima, radicata nella storia stessa del nostro Paese, ha stili e tecniche che variano da regione a regione, e che si tramandano da campanaro a campanaro. Si tratta quindi di un vero e proprio patrimonio culturale, che il nostro Paese condivide con la Spagna, anch’essa citata per la stessa attività dall’UNESCO.

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Patrimonio immateriale UNESCO

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Facendo uno zoom sull’Europa, sono davvero numerose le tradizioni popolari e i prodotti artigianali (ma non solo) che l’UNESCO ha deciso di inserire nella sua lista di Patrimoni culturali immateriali da proteggere. Ne sono un esempio, tra le altre attività in lista:

  • il lavoro dei restauratori di tetti in zinco di Parigi;
  • la tradizione ucraina delle Pysanka (decorazione delle uova);
  • la ricetta del mulgi puder dell’Estonia.

Ognuna di queste rappresenta un valore enorme da tutelare. Da un lato la maestria del restauro dei tetti in zinco parigini permette all’80% dei tetti della città di mantenere la propria identità e lo stile Haussmann del XIX secolo, nonchè di modellare l’intero paesaggio urbano parigino, iconico in tutto il mondo.

Dall’altro la decorazione delle uova ucraina tramanda simboli e motivi tipici della cultura del luogo, che a causa della guerra con la Russia rischiano di andare perduti per sempre. Infine, le ricette tipiche permettono di conoscere a fondo un Paese e la sua cultura, come il mulgi puder, fatto con patate e orzo.

Il resto del mondo

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Guardando invece al resto del mondo, l’UNESCO ha deciso di inserire nella sua lista di Patrimoni Culturali Immateriali la produzione giapponese di sake con il fungo koji, il formaggio Minas del Brasile, il Qiang New Year Festival della Cina e il Krama, un tessuto tradizionale cambogiano.

Infine, spiccano tra le new entry due tradizioni che sono in declino, e che l’UNESCO vuole assolutamente salvare per la loro importanza storica, culturale e artistica. Si tratta della Reog Ponorogo Performing Art (una danza indonesiana) e il rituale del Wosana (Botswana).

A riprova di quanto le tradizioni siano importanti per la sopravvivenza di una cultura, l’intera cucina italiana fa parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, così come le altre attività appena menzionate. C’è da dire però, che l’UNESCO tiene particolarmente all’Italia, che è il primo Paese al mondo per numero di siti!

Patrimonio immateriale UNESCO: foto e immagini