Prix Versailles svela i ristoranti che lasciano senza fiato ancora prima del primo piatto
Prix Versailles ha svelato quali sono i 16 ristoranti più belli del mondo 2026 dal punto di vista architettonico e del design. In questi luoghi mangiare è molto più che semplice gusto, ma diventa un’esperienza a tutto tondo che incanta lo sguardo e lascia letteralmente a bocca aperta.
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Come ogni anno, Prix Versailles ha selezionato i 16 ristoranti più belli del mondo, quelli più scenografici e spettacolari, dove mangiare assume una dimensione più profonda e regala un’esperienza immersiva e coinvolgente. Si tratta di locali che da soli costituiscono il motivo stesso del viaggio per gli amanti della scena culinaria di alto livello e delle architetture più stravaganti e lussuose del mondo. A fare da ciliegina sulla torta, ovviamente, la cucina d’autore.
Ristoranti più belli del mondo 2026: l’Asia è la regina della tavola

Tra i ristoranti più belli del mondo si leggono moltissime insegne asiatiche. L’Asia, infatti, è uno dei continenti più ricorrenti tra i premi di quest’anno, grazie ai ristoranti:
- Peridot – Hong Kong, Cina;
- Akira Back – Hong Kong, Cina;
- Hana no Kumo – Hong Kong, Cina;
- Monsieur Dior by Anne-Sophie Pic – Pechino, Cina;
- Rosso – Hinganigada, India.
Dalle 20.000 luci e superfici specchiate del Peridot, con il suo vegan menù d’eccezione, alla cucina fusion dell’Akira Back, che offre un’esperienza multisensoriale sospesa sulla città, passando per le ambientazioni delicate e romantiche dell’Hana no Kumo, con soli 24 posti a sedere, Hong Kong è protagonista assoluta della lista di eccellenze di Prix Versailles. Pechino rilancia con il progetto della nuova Maison Dior, che unisce alta moda e cucina, e l’India schiera sul tavolo di gioco Rosso, un incontro tra Italia e India.
Europa
Stesso numero di ristoranti vanta anche l’Europa. Qui si trovano il Le Fou di Vienna, cocktail bar che ricrea l’atmosfera parigina notturna attraverso stanze intime e teatrali, velluti e luci soffuse; e il Monti di Gstaad, che invece riporta negli ambienti montani eleganti ed essenziali della Svizzera, fondendo cucina italiana e convivialità con una spettacolare visuale sulle Alpi. Ancora, ad Helsinki si trova il Finlandia Bistrot, affacciato sulla baia di Toolonlahti, mentre nel cuore di Mayfair (Londra) è possibile mangiare da Carbone, un locale che riporta in vita gli anni ‘50 delle supper club americane e che ha come elemento centrale una grande scalinata dipinta, circondata da opere d’arte contemporanea. Il Marlow di Monaco, invece, è un club contemporaneo che richiama la presenza inglese in Riviera con salotti e stanze tematiche, e che porta il lifestyle culinario britannico anche nel menù.
Il resto del mondo

Un altro ristorante premiato da Prix Versailles è il Nobu One Za’abeel di Dubai, famosissimo per essere sospeso a 100 metri d’altezza e lungo un’imponente passerella a sbalzo e per unire la tradizione culinaria giapponese alle influenze sudamericane. Rimanendo più o meno nella stessa area, il deserto egiziano è la location dove trovare l’Esca Playa, un ristorante che sembra scolpito dal vento e dal sole, proprio come le dune del deserto. L’Africa chiude la sua partita con l’Amura by Angel Leon, a Cape Town, un locale che trasforma la cucina marina in un’esperienza immersiva nella biodiversità della costa locale.
Infine, gli States seguono la Cina per numero di insegne vincitrici: Lucia (Los Angeles), Monsieur Dior by Dominique Crenn (Beverly Hills) e Mottai (Coral Gables). Atmosfere afro-caraibiche nel primo, ispirazioni provenzali nel secondo e minimalismo giapponese nel terzo: le influenze internazionali negli USA costituiscono sempre un’assicurazione quando si parla di eccellenza e alta cucina.