Travel Black List 2025: dove non andare il prossimo anno
La Travel Black List 2025 non è una semplice guida alle mete meno indicate in cui viaggiare il prossimo anno, ma un’occasione per riflettere a come il turismo di massa, come lo si è vissuto finora, sta rovinando l’intera esperienza di viaggio. Ecco quali sono le mete dove i turisti sono talmente tanti, da rendere il viaggio invivibile.
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Ogni anno l’editore americano Fodor’s, specializzato in guide turistiche, stila una lista nera delle destinazioni turistiche per l’anno a venire. Anche per il 2025, la lista è aggiornatissima, e contiene tutte quelle mete prese di mira dal turismo di massa, e che quindi sono assolutamente da evitare se si vuole vivere un’esperienza di viaggio soddisfacente sotto diversi punti di vista.
Infatti, visitare una città troppo affollata non piace a nessuno, e il peso del turismo su queste destinazioni è talmente elevato che rischia di schiacciarle totalmente, mercificandole e facendo loro perdere autenticità e valore. Insomma, andare dove vanno tutti non è affatto una buona idea.
Travel Black List 2025

Una delle destinazioni che spiccano maggiormente nella Travel Black List di Fodor’s è il paradiso caraibico delle Isole Vergini britanniche. Qui il turismo crocieristico sta diventando un problema serio: rappresenta il 72% dei visitatori totali, ma ha un impatto negativo enorme, che va da quello ambientale a quello economico sulla popolazione locale.
Altrettanto critica è la situazione a Kerala, in India, dove solo nel 2023 si sono registrati 22 milioni di presenze. Qui ad essere problematico è l’aspetto ambientale, poichè il turismo di massa influisce su frane e disastri ambientali, ma anche su uno sviluppo edilizio incontrollato, che ha distrutto interi habitat naturali.
Anche Tokyo e Kyoto stanno vivendo un momento drammatico, che loro stessi chiamano inquinamento turistico: l’altissimo numero di visitatori spesso non ha rispetto per le tradizioni e le usanze del luogo, invade le strade e fa perdere l’identità dei quartieri storici.
Un’altra destinazione che merita una menzione è la Scozia, con un particolare accento sulla North Coast 500, la spettacolare strada panoramica che ogni anno attira milioni di turisti. Qui il traffico è talmente intenso da creare danni alle infrastrutture e ingorghi, aumentando l’inquinamento oltre che l’erosione del terreno.
Sono molte altre le mete di questa Black List, alcune new entry e altre, purtroppo, ancora presenti:
- Bali, Indonesia;
- Maiorca e le Isole Canarie, Spagna;
- Venezia, Italia;
- Lisbona, Portogallo;
- Koh Samui, Thailandia;
- Monte Everest, Himalaya.
Il caso italiano

Tra le mete da evitare nel 2025 Fodor’s cita anche una città italiana che sta vivendo un momento di crisi idrica molto importante: Agrigento. Agrigento è stata eletta come Capitale Italiana della cultura per il 2025. Purtroppo però, la crisi idrica della Sicilia mette a rischio il turismo, poichè la città potrebbe non essere in grado di ospitare i turisti, ma soprattutto rischierebbe di esaurire le risorse idriche a disposizione. A questo proposito, e nel caso in cui la crisi non rientrasse, ammettendo la grave difficoltà, il sindaco ha affermato:
“Sono pronto a restituire il titolo di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025”.
Quello del turismo di massa è diventato un problema serio, che moltissime città stanno tentando di arginare, ma prima ancora della lotta ad Airbnb e l’introduzione del numero chiuso, quello che servirebbe è una maggiore consapevolezza dei turisti stessi. Scegliere destinazioni alternative a quelle più note può essere un modo di esplorare posti nuovi e ancora immacolati, alleggerendo la pressione sulle mete più visitate. Allo stesso modo, viaggiare in periodi di bassa stagione può essere altrettanto vantaggioso.