Previsioni meteo: avvicinandosi ad un torrido weekend, il sollievo a metà mese?

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Il grande caldo continua a interessare la penisola, con punte elevate al Centro-Sud e nuovi temporali al Nord. Solo dalla seconda metà di luglio potrebbero arrivare segnali più concreti di cambiamento.

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Il caldo africano è tornato a farsi sentire sull’Italia e, almeno per ora, non sembra intenzionato a mollare la presa. Dopo aver portato temperature fino a 38-39°C in alcune zone del Nord, l’ondata di calore sta cambiando distribuzione geografica: un primo calo interesserà le regioni settentrionali già da oggi, giovedì 9 luglio, mentre nel resto del Paese i valori resteranno alti o tenderanno persino a salire. Una situazione che conferma, ancora una volta, quanto l’estate sia entrata nel vivo con tutta la sua intensità.

Le previsioni dei prossimi giorni parlano chiaro: il caldo si sposterà progressivamente verso Centro e Sud, dove il disagio climatico sarà ancora più marcato. E non si tratta solo di numeri alti sulla carta. Quando l’aria diventa opprimente, le notti si fanno più difficili e le città accumulano calore, anche una differenza di uno o due gradi può cambiare molto la percezione della giornata.

Centro Italia e Sud sotto la morsa del caldo

San, Francesco
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Secondo gli esperti, tra venerdì e sabato l’afa raggiungerà livelli significativi in diverse aree del Centro. In Umbria e Lazio i termometri potranno arrivare a 34-36°C, mentre nelle aree interne della Toscana si potrà toccare quota 36-38°C. Anche nelle Marche sono previsti picchi tra 35 e 37°C, con un lieve ridimensionamento nel corso del fine settimana. Si tratta, è vero, di valori localizzati in specifiche zone, ma sufficienti a rendere il clima particolarmente pesante.

La situazione non migliorerà spostandosi più a sud, anzi. Il caldo tenderà a intensificarsi soprattutto tra sabato e domenica. In Sardegna sono attese punte tra 38 e 40°C, mentre in Campania e Puglia, in particolare in alcune aree come il Tavoliere, si prevedono valori compresi tra 36 e 38°C. Domenica toccherà poi alle zone interne di Calabria e Sicilia, dove le temperature potrebbero stabilizzarsi tra 34 e 36°C.

In sostanza, la canicola non farà sconti. Anche dove i valori non appariranno estremi in senso assoluto, l’insieme di sole, umidità e ventilazione debole renderà la percezione del caldo ancora più intensa. Ecco perché, in molte località, la sensazione sarà quella di un’estate già pienamente matura, senza margini di tregua immediata.

Temporali in arrivo al Nord, ma il sollievo sarà breve

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Un piccolo cambiamento potrebbe arrivare tra sabato e domenica, quando alcuni temporali faranno la loro comparsa al Nord e in parte del Centro, soprattutto lungo l’Appennino centro-settentrionale. Si tratta di fenomeni che potranno offrire un po’ di sollievo, ma non abbastanza da spezzare davvero la fase calda in corso. Le temperature, infatti, resteranno comunque su livelli elevati, spesso intorno ai 35 gradi.

È un quadro tipico delle fasi più instabili dell’estate italiana: dopo qualche disturbo temporalesco, l’anticiclone tende a riprendere rapidamente spazio. Ed è proprio questo che sembra accadere anche stavolta. Il meteorologo del Cnr Giulio Betti ha spiegato che da lunedì 13 luglio è “probabile un nuovo rialzo delle temperature su tutta Italia su valori anomali”. Un’indicazione che lascia intendere come la tregua, se ci sarà, sarà davvero breve.

In altre parole, le piogge e i temporali non basteranno a cambiare in modo duraturo il quadro meteorologico. Possono attenuare il caldo per qualche ora o per un giorno, ma non cancellano il contesto generale, che resta dominato da temperature sopra la media e da un’atmosfera sempre più pesante. Chi spera in un cambio netto dovrà probabilmente attendere ancora.

Quando finirà davvero il caldo? Le ipotesi per la seconda metà di luglio

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I primi segnali più concreti di una variazione del tempo si intravedono solo a partire dal 20 luglio. È da lì in avanti che potrebbe aprirsi uno scenario più dinamico, capace di spezzare la lunga fase rovente che sta interessando la penisola. Ma, almeno per ora, si parla di tendenze e non di certezze. I modelli a lungo termine offrono indicazioni interessanti, ma hanno bisogno di conferme nei prossimi aggiornamenti.

L’ipotesi più incoraggiante riguarda l’ultima decade di luglio, che potrebbe risultare meno pesante rispetto alle settimane precedenti. Non sarebbe un ritorno all’instabilità piena, ma piuttosto una riduzione dell’intensità del caldo, con giornate meno estreme e forse più vivibili. Tuttavia, come spesso accade nelle previsioni oltre i dieci giorni, la prudenza resta d’obbligo.

Nel frattempo, arriva anche un segnale allarmante dal fronte climatico globale. Il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, Copernicus Climate Change Service, ha certificato che giugno è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, almeno da quando esistono misurazioni attendibili. Samantha Burgess, Strategic lead for Climate presso l’Ecmwf, ha commentato il dato sottolineando che il mese appena trascorso ci ha mostrato “quanto profondamente stia cambiando il clima. L’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo mai registrato e ha continuato a mantenere un calore record nell’oceano globale”. E ancora: “Insieme, questi documenti riflettono un sistema climatico che continua ad accumulare calore. Il risultato sono ondate di caldo sempre più intense, un oceano costantemente caldo e rischi crescenti per persone, ecosistemi e infrastrutture in tutta Europa e oltre”.

Un quadro che va oltre la semplice cronaca meteorologica e che impone una riflessione più ampia. L’onda di calore di questi giorni, infatti, non è un episodio isolato, ma si inserisce in una tendenza sempre più evidente. E se il presente appare già complicato, il futuro potrebbe esserlo ancora di più.