Fiera di San Martino ed il rito delle corna: si muoveranno anche stavolta?

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

A novembre Santarcangelo di Romagna celebra San Martino con una delle fiere d’autunno più curiose. Tra piadine, vino, cantastorie e bancarelle, sotto l’Arco Ganganelli compaiono due enormi corna. Ecco perché.

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La Fiera di San Martino di Santarcangelo di Romagna torna nel 2026 dal 7 all’11 novembre, con appuntamenti distribuiti tra Piazza Ganganelli e le vie del centro. L’11 novembre, giorno dedicato al santo, chiude cinque giornate nelle quali il borgo riminese recupera la sua antica vocazione di luogo d’incontro tra campagna, commercio e tradizioni popolari.

A renderla diversa dalle tante sagre autunnali è soprattutto il soprannome con cui è conosciuta da tempo: “Fira di Béch“, ovvero Fiera dei Becchi. Nel linguaggio popolare il “becco” è anche il marito tradito e proprio le corna sono diventate il simbolo più irriverente di San Martino a Santarcangelo. Una tradizione che sopravvive ancora oggi attraverso un curioso rito scaramantico e goliardico.

Fiera di San Martino 2026 a Santarcangelo: cosa c’entrano le corna

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Bisogna arrivare in Piazza Ganganelli per incontrare la curiosità più famosa della festa. Sotto l’Arco dedicato a papa Clemente XIV vengono sospese grandi corna di bue riccamente decorate. Chi passa sotto l’arco nei giorni della fiera è invitato a tenere d’occhio le corna: secondo la credenza popolare, se oscillano proprio in quel momento, la persona che si trova al di sotto sarebbe stata tradita dal partner.

La Fiera di San Martino affonda le sue radici nel mondo agricolo romagnolo e nella funzione commerciale di Santarcangelo. Per lungo tempo la fiera rappresentò un importante momento di incontro e di scambio: dalla Valmarecchia arrivavano prodotti dei boschi, carbone, legna, formaggi, mentre la posizione della città favoriva i collegamenti tra l’area appenninica, la pianura e la costa. Quell’anima popolare e commerciale è ancora ben presente nella manifestazione. Le strade e le piazze del centro si riempiono di bancarelle con prodotti stagionali, specialità enogastronomiche e artigianato. Il cibo di strada porta tra i vicoli alcuni dei sapori più riconoscibili della Romagna tra piadina, salsiccia, caldarroste, formaggi, salumi e vino novello.

A completare il programma ci sono il tradizionale luna park e soprattutto la Sagra Nazionale dei Cantastorie, appuntamento storico che richiama artisti impegnati a raccontare fatti, personaggi e storie attraverso musica, versi e narrazione orale. Una tradizione che conserva il legame della fiera con la cultura popolare e che, insieme al grande mercato e agli appuntamenti gastronomici, anima Santarcangelo durante le giornate di San Martino.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna durante la Fiera dei Becchi

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Andare alla Fiera di San Martino permette anche di scoprire una delle cittadine più belle della Romagna. Santarcangelo sorge sul Colle Giove, alle spalle di Rimini, e conserva una parte alta fatta di vicoli ed edifici storici. Sotto le sue strade si sviluppa inoltre una rete di ambienti scavati nell’arenaria, comunemente chiamati grotte tufacee, che rappresentano uno degli aspetti più particolari della città.

La fiera può quindi diventare il punto di partenza per dedicare qualche ora alla Santarcangelo meno conosciuta. Tra le tappe da inserire in un itinerario di visita ci sono:

  • Arco Ganganelli: costruito in onore di papa Clemente XIV, domina la piazza principale ed è proprio qui che durante la Fiera di San Martino vengono appese le celebri corna.
  • Grotte di Santarcangelo: un articolato mondo sotterraneo scavato sotto il Colle Giove formato da cavità, cunicoli e ambienti dalle funzioni non sempre definitivamente chiarite.
  • Rocca Malatestiana: sorge nella parte alta del centro storico ed è una delle principali testimonianze della Santarcangelo medievale.
  • Museo del Bottone: una raccolta dedicata a migliaia di bottoni attraverso i quali vengono raccontati cambiamenti nella moda, nella società e nel costume.
  • MUSAS: il Museo Storico Archeologico conserva testimonianze che permettono di ripercorrere la storia del territorio.
  • Sferisterio: ai piedi delle antiche mura Malatestiane, offre uno scorcio caratteristico sulla Città Vecchia. Un tempo destinato al gioco del bracciale e ancora oggi utilizzato per il tamburello ed eventi.

Fiera di San Martino ed il rito delle corna – si muoveranno anche stavolta?: foto e immagini