Una rara occasione per ammirare un’opera normalmente nascosta agli occhi del pubblico
Per gran parte dell’anno rimane nascosto sotto speciali coperture per proteggerlo dall’usura. Ma nel 2026, in occasione dell’Anno di San Francesco, sarà possibile ammirarlo eccezionalmente fino a metà novembre.
Guarda il video

Ci sono opere d’arte che si possono visitare in qualsiasi momento e altre che, proprio per la loro fragilità, si mostrano al pubblico soltanto per un periodo limitato. È il caso del celebre pavimento del Duomo di Siena, considerato uno dei più straordinari cicli figurativi in marmo mai realizzati. Nel 2026, grazie a un’apertura eccezionale legata all’Anno di San Francesco, resterà scoperto per quasi quattro mesi, offrendo ai visitatori un’occasione davvero rara.
Normalmente gran parte del pavimento viene protetta con apposite coperture per preservarne la straordinaria ricchezza artistica. L’estensione del periodo di scopertura permette quindi di osservare da vicino un’opera che, nel corso dei secoli, è diventata uno dei simboli della città di Siena e uno dei tesori più preziosi del patrimonio artistico italiano.
Pavimento del Duomo di Siena: un’opera realizzata in cinque secoli di storia

La decorazione del pavimento del Duomo è il risultato di un lavoro iniziato nella seconda metà del Trecento e proseguito fino all’Ottocento. L’intero percorso comprende oltre sessanta scene realizzate con la tecnica della tarsia e del commesso marmoreo, raffigurando episodi biblici, allegorie, personaggi dell’antichità classica e figure simboliche.
Alla sua realizzazione contribuirono alcuni dei maggiori artisti italiani, tra cui Domenico Beccafumi, Pinturicchio, Francesco di Giorgio Martini, Matteo di Giovanni e Luca Signorelli. Il complesso monumentale del Duomo custodisce inoltre altri capolavori firmati da Nicola e Giovanni Pisano, Donatello, Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini, oltre alla splendida Libreria Piccolomini, celebre per gli affreschi di Pinturicchio.
Visite pavimento del Duomo di Siena: informazioni utili

L’edizione 2026 della scopertura sarà accompagnata da un ricco programma di iniziative intitolato “Il Sommo Bene“. Il titolo richiama una preghiera composta da san Francesco dopo aver ricevuto le stimmate sul Monte della Verna. Il calendario degli eventi comprende concerti, attività dedicate alle scuole, appuntamenti organizzati dal Conservatorio “Rinaldo Franci” e un concorso internazionale di arte contemporanea.
Chi desidera ammirare il celebre pavimento marmoreo potrà farlo fino al 31 luglio e dal 18 agosto al 15 novembre 2026. Dal lunedì al sabato il Duomo è aperto dalle 10:00 alle 19:00, mentre la domenica dalle 9:30 alle 18:00. L’ultimo ingresso è consentito 30 minuti prima della chiusura e gli orari possono subire variazioni in occasione delle celebrazioni religiose. Il biglietto intero costa 10 euro, mentre quello ridotto è di 8 euro per gruppi, scolaresche e gruppi accompagnati da guida. L’ingresso è gratuito per bambini fino a 6 anni, residenti o nati nel Comune di Siena, persone con disabilità e accompagnatore, studenti delle Università di Siena.
Cosa vedere a Siena oltre al Duomo

Visitare il Duomo rappresenta solo l’inizio di un itinerario alla scoperta di Siena. Il centro storico, riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO, conserva un patrimonio artistico e architettonico straordinario, facilmente visitabile a piedi grazie alle sue dimensioni raccolte e all’atmosfera medievale rimasta quasi intatta:
- Piazza del Campo: una delle piazze medievali più celebri al mondo, conosciuta per la caratteristica forma a conchiglia e per ospitare il celebre Palio di Siena.
- Torre del Mangia: con i suoi circa 88 metri di altezza offre uno dei panorami più spettacolari sulla città e sulle colline toscane.
- Palazzo Pubblico: storica sede del governo cittadino, custodisce importanti capolavori della pittura senese.
- Battistero di San Giovanni: sorge ai piedi della Cattedrale e conserva uno degli straordinari fonti battesimali scolpiti dai grandi maestri del Rinascimento italiano.
- Complesso museale di Santa Maria della Scala: antico ospedale medievale trasformato in polo culturale, racconta la storia di Siena attraverso opere d’arte, reperti archeologici e ambienti storici.