Il “Deserto” più sorprendente d’Italia non ha sabbia: è un luogo che lascia senza fiato

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Il nome potrebbe far pensare a paesaggi aridi e sconfinati, ma la realtà è ben diversa. Tra i boschi della Val Bormida, in provincia di Savona, sorge uno dei luoghi di culto più suggestivi della Liguria, circondato da castagneti, sorgenti e sentieri.

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Photo by Desertodimillesimo – Wikimedia Commons

Il Santuario di Nostra Signora del Deserto si trova nella località Madonna del Deserto, nel territorio comunale di Millesimo, a circa 616 metri di altitudine. Sorge in una radura attraversata dalla strada provinciale che collega la Val Bormida a Murialdo e Calizzano, nel cuore di un’area caratterizzata da estesi boschi di faggi, castagni e querce e rappresenta da secoli uno dei principali luoghi di pellegrinaggio della zona.

Il termine “Deserto” non ha nulla a che vedere con la sabbia o con il clima. In passato questa parola indicava luoghi appartati e isolati, scelti per la preghiera e la meditazione. Ancora oggi il santuario conserva questa atmosfera raccolta: lontano dai grandi centri abitati, immerso nel silenzio dei boschi e circondato da numerose sorgenti d’acqua, offre un paesaggio che invita a rallentare e a scoprire una Liguria diversa da quella delle spiagge.

Il Santuario del Deserto: una storia che attraversa i secoli

Photo by Davide Papalini – Wikimedia Commons

Le origini del Santuario del Deserto risalgono al 1618, quando un sacerdote fece realizzare su un essiccatoio per castagne un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino. L’immagine, conosciuta inizialmente come “Madonna del Garbazzo”, divenne ben presto meta della devozione popolare. Secondo la tradizione locale, nel 1726 una donna in viaggio da Finale verso Ceva avrebbe ottenuto la guarigione del figlio nato cieco dopo aver pregato davanti all’affresco. Da quel momento iniziarono i racconti di altri presunti miracoli che portarono alla costruzione del primo santuario, completato nel 1727 grazie al lavoro degli abitanti della valle.

Nel corso dei secoli l’edificio è stato ampliato più volte per accogliere il crescente numero di pellegrini. L’attuale aspetto risale principalmente alla seconda metà dell’Ottocento, mentre la grande cupola, alta oltre 50 metri, fu decorata tra il 1946 e il 1952 dal pittore Adalberto Migliorati e dai suoi allievi con scene dedicate alla vita della Vergine. All’interno sono conservati anche un prezioso organo Agati del 1855, ancora utilizzato, e il dipinto originale della Madonna.

Oggi il Santuario del Deserto è anche un punto di ritrovo per escursionisti, pellegrini e visitatori che desiderano trascorrere una giornata nella natura. Dall’estate 2026 è stato riaperto lo storico ristorante del santuario, rimasto chiuso dal 2018, grazie all’impegno di un gruppo di volontari.

Cosa vedere in Val Bormida e nei dintorni

Photo by maudanros – Shutterstock

Una visita al Santuario del Deserto può diventare l’occasione per scoprire alcuni deiluoghi più interessanti della Val Bormida e della provincia di Savona, un territorio ricco di borghi medievali, castelli, boschi e sentieri ancora poco conosciuti dal turismo di massa.

  • Millesimo: è uno dei Borghi più belli d’Italia, con il centro storico medievale, i portici e il castello dei Del Carretto.
  • Parco naturale regionale di Bric Tana: area protetta famosa per grotte, fenomeni carsici e percorsi escursionistici.
  • Calizzano: circondato da vaste faggete e castagneti, è una meta ideale per passeggiate e raccolta dei funghi in stagione.
  • Murialdo: piccolo borgo dell’entroterra con antiche chiese, mulini e sentieri immersi nel verde.
  • Carcare: punto di riferimento della valle, conserva il centro storico e lo scenografico Castello di Quassolo.
  • Fortezza di Cosseria: luogo simbolo delle campagne napoleoniche del 1796, con un magnifico panorama sulla valle.
  • Cairo Montenotte: da visitare per il centro storico e il castello dei Del Carretto.
  • Riserva naturale dell’Adelasia: oltre 3.000 ettari di boschi, prati e torrenti, perfetti per trekking e mountain bike.
  • Altare: celebre per il Museo dell’Arte Vetraria, che racconta una tradizione artigianale secolare.
  • Bardineto: il celebre villaggio dei Puffi è immerso tra faggete dove crescono i rinomati funghi porcini.

Il “Deserto” più sorprendente d’Italia: foto e immagini