Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino riapre ai visitatori dopo 10 anni tra grandi novità e installazioni multimediali
Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino riapre ai visitatori dopo un incendio che lo ha distrutto e ben 10 anni di lavori tra novità e numerose installazioni interattive.
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Quando si visita una grande città si dà importanza non solo ai monumenti, alla suggestione delle strade e del panorama ma anche alle attrazioni e a tutto ciò che regala momenti di storia e cultura. In particolar modo in Italia, ogni luogo vanta profonde radici e legami con il passato, occasione perfetta per un tour dei musei più belli.
Lo scorso 13 gennaio ha riaperto il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, dopo esser stato distrutto in un incendio che ha obbligato a un restyling di più di 10 anni. Oltre ad accogliere migliaia di visitatori, ha in serbo numerose sorprese e novità.
Il Museo di Scienze Naturali di Torino riapre con grandi novità
La storia del Museo Regionale di Scienze Naturali è molto particolare. Nato nel 1978 per volere della Regione Piemonte, convogliava al suo interno numerose collezioni dell’Università ma anche reperti archeologici importanti, risalenti persino a 3 milioni di anni or sono con la comparsa dei rinoceronti in tutto il territorio piemontese. I campi scientifici trattati variano dalla zoologia alla entomologia passando per minerali, botanica, geologia e paleontologia.
Nel 2003 un vasto incendio lo distrusse quasi interamente, necessitando poco più di 10 anni di lavori. Finalmente lo scorso 13 gennaio ha riaperto i battenti al pubblico, ufficializzando tutte le novità e grandi sorprese.

I lavori di recupero dopo l’incendio del 2003
Non è stato facile recuperare le strutture e gli interni del noto Museo regionale: il Piemonte ha dovuto dar vita a un maxi finanziamento di 8,3 milioni di euro non solo per ripristinare le vecchie aree ma anche per crearne delle nuove e mettersi al passo con i tempi, regalando un’offerta culturale e turistica sempre più competitiva. Al suo interno infatti, presenta delle collezioni di grande valore che risalgono all’800, ampliate con un percorso interattivo multimediale e un’ampia zona dedicata alla zoologia e scheletri animali naturalizzati.
Una seconda sala invece comprende l’Arca delle Esplorazioni andando indietro nel tempo e la terza rappresenta la Sala delle Meraviglie con tutte le collezioni. Attualmente sono fruibili i primi 2000 metri quadrati sui 9000 disponibili, con un po’ di ritardi accumulati tra burocrazia e la grande meticolosità nel rendere tutto perfetto.

Le novità del Museo e come raggiungerlo
Tra le perle del Museo figura l’elefante Friz, donato dai vicerè d’Egitto ai Savoia nel 1827, per anni allevato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Era molto legato al suo guardiano, fino a quando morì di vecchiaia. Addolorato dalla perdita, aggredì il nuovo custode e venne condannato a morte nel 1852, donandolo poi al Museo nella sua pelle e nello scheletro. Tra le novità figura un percorso in videomapping e un totem dotato di Intelligenza Artificiale, per un percorso adatto sia agli adulti che ai più piccoli. Il Museo si trova a due passi dal cuore di Torino e dalle sue bellezze, aperto dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18, tranne per il martedì, giorno di chiusura.