La Sistina di Milano, e 3 cose che forse non sai

Autore:
Erika Fameli
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Definita da molti come la Sistina di Milano, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ospita al suo interno una serie di affreschi che rappresentano in maniera magistrale il rinascimento italiano. Si tratta di un luogo che non ha ancora trovato la risonanza che merita, ma che nasconde diverse chicche interessantissime da scoprire.

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Tutti conoscono la Cappella Sistina, la meravigliosa volta che ospita l’opera più celebre di Michelangelo Buonarroti. Realizzato tra il 1508 e il 1512, il Giudizio Universale è uno dei capolavori assoluti e più importanti di tutta l’arte occidentale. Goethe, a riguardo, ha affermato che:

“Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”.

Insomma, la Cappella del Vaticano non ha bisogno né di presentazioni né di spiegazioni, data la sua fama a livello mondiale. Se tutti conoscono questa Cappella Sistina, sono molti di meno a conoscere la cosiddetta Sistina di Milano, un luogo affascinante che racchiude al suo interno una serie di affreschi che sono un esempio splendido di arte rinascimentale italiana. Nasconde, inoltre, diverse chicche sia nella sua storia che al suo interno. Dove si trova? A Milano ovviamente, e per la precisione nella Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore.

La Sistina di Milano

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Ph credits Paolobon140, Wikimedia Commons

Prima ancora che si pensi che venendo a visitare la Sistina di Milano ci si troverà davanti una replica della Cappella del Buonarroti, o che gli affreschi ricalchino quelli del Vaticano, è bene specificare che a far guadagnare il soprannome di Sistina di Milano a questa cappella del capoluogo lombardo è stata la maestria della realizzazione degli affreschi, che rappresentano perfettamente il rinascimento italiano. La prima curiosità riguarda proprio gli affreschi, che furono realizzati nel Cinquecento da alcuni esponenti di massimo rilievo della scuola rinascimentale lombarda, tra cui spicca anche il maestro di Caravaggio. Gli altri sono invece:

  • allievi della bottega di Bernardino Luini;
  • Boltraffio (allievo di Leonardo Da Vinci);
  • Vincenzo Foppa;
  • i fratelli Campi.

La Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, dove si trovano questi affreschi, sorse nel 1503 sui resti di antichi edifici romani. La seconda curiosità riguarda proprio gli architetti che la realizzarono. Furono infatti Dolcebuono e Amadeo, che presero parte anche al cantiere del Duomo di Milano, di Santa Maria delle Grazie, di Santa Maria presso San Celso e della Certosa di Pavia.

Visitare San Maurizio al Monastero Maggiore

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L’ultima particolarità della chiesa riguarda la sua divisione interna. Infatti, anche se costituita da una sola navata, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore è divisa da un tramezzo, che serviva a separare le monache di clausura dal resto dei fedeli. San Maurizio al Monastero Maggiore oggi è interamente visitabile. Degni di nota, oltre ai meravigliosi affreschi che hanno valso alla chiesa il suo nomignolo, sono anche la splendida loggia a serliane e l’organo di Gian Giacomo Antegnati.

Situata vicino al Civico Museo Archeologico e a pochi minuti di distanza dal Castello Sforzesco e dal già citato Duomo di Milano, questa chiesa è uno dei luoghi must quando si viene a visitare Milano. L’ingresso è gratuito, e gli orari di apertura vanno dalle 10.00 alle 17.30 dal martedì alla domenica. L’intero complesso è gestito dai Volontari del Touring Club Italiano, e la visita non prevede alcuna guida.

Sistina di Milano, e 3 cose che forse non sai: foto e immagini