Sembrano navicelle spaziali, ma sono case vere dove si vive da decenni
Sembrano capsule spaziali atterrate per caso in un quartiere residenziale, ma sono vere abitazioni: e c’è chi ci vive da oltre 40 anni. Ecco cosa sono e dove si trovano.

Nel cuore dei Paesi Bassi, dove tutto sembra ordinato e progettato con precisione, esiste un luogo che rompe ogni schema. Tra piste ciclabili perfette e quartieri regolari, all’improvviso compaiono forme insolite, completamente diverse dal paesaggio circostante. È qui che si trovano le Bolwoningen, le celebri “case a sfera” che da decenni incuriosiscono turisti e viaggiatori.
Il complesso si trova nel quartiere Maaspoort, alla periferia di ‘s-Hertogenbosch, città situata a un’ottantina di chilometri a sud di Amsterdam e spesso chiamata anche Den Bosch. Qui 50 strutture bianche emergono dal verde come oggetti fuori dal tempo. A prima vista sembrano sculture o installazioni artistiche, ma in realtà queste sfere sono vere abitazioni e sono ancora oggi abitate.
Le Bolwoningen: le case nate da un’utopia

Per capire l’origine di questo singolare complesso bisogna tornare al secondo Dopoguerra, quando l’Europa cercava nuove soluzioni abitative. In quel periodo, i Paesi Bassi si distinsero per la volontà di sperimentare. Protagonista della nuova stagione architettonica fu Dries Kreijkamp, artista visionario e progettista fuori dagli schemi.
Kreijkamp era convinto che la forma sferica fosse la più efficiente possibile: massimizza lo spazio interno riducendo la superficie esterna, con vantaggi in termini di materiali, energia e rapporto con l’ambiente. Dopo anni di studi e prototipi, il progetto prese forma nei primi anni ’80 quando, nel quartiere Maaspoort, vennero realizzate le Bolwoningen, 50 abitazioni identiche, uniche nel loro genere e mai replicate altrove su larga scala.
Vivere dentro una sfera bianca

Ogni abitazione misura circa 5,5 metri di diametro e offre uno spazio di circa 55 metri quadrati distribuiti su tre livelli. La struttura è realizzata in cemento rinforzato con fibra di vetro, scelta più solida rispetto ai materiali inizialmente previsti. All’esterno, undici finestre circolari ricordano gli oblò di un sommergibile, creando un effetto visivo decisamente insolito.
L’ingresso si trova nella parte bassa e una scala a chiocciola collega i vari livelli: zona notte, bagno e, per ultimi, soggiorno e cucina. Le superfici curve eliminano angoli e pareti tradizionali, costringendo a ripensare completamente l’arredamento che deve essere studiato su misura. Nonostante alcuni problemi di isolamento e manutenzione, il complesso è ancora abitato e oggi le Bolwoningen sono considerate un esempio sperimentale di architettura radicale, al pari di altre opere olandesi famose. Alcune curiosità:
- Il nome Bolwoningen deriva dall’olandese e significa letteralmente “case a sfera”.
- Sono considerate un raro esempio di edilizia sperimentale finanziata dallo Stato nei Paesi Bassi.
- Gran parte delle strutture fu prefabbricata a Rotterdam e assemblata direttamente sul posto.
- Le sfere poggiano su una base cilindrica che contiene impianti e spazi di servizio.
- La forma sferica riduce teoricamente la dispersione energetica rispetto agli edifici tradizionali.
- Ogni abitazione è dotata di 11 oblò che garantiscono luce naturale da diverse angolazioni.
- L’architetto Dries Kreijkamp immaginava anche versioni galleggianti autosufficienti alimentate da energia solare ed eolica.
- Nonostante il successo visivo, il progetto non è mai stato replicato.
- Le case attirano ogni anno studenti di architettura, fotografi e appassionati di design.
- Il quartiere è diventato nel tempo una piccola attrazione turistica alternativa nei Paesi Bassi.