5 “borghi delle castagne” più belli da visitare nel Sud Italia

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Il mare e le spiagge non solo l’unica attrazione del Sud d’Italia perché quando inizia l’autunno, e l’entroterra inizia a tingersi dei caldi colori del rosso, arancione e giallo, una delle attività da fare a contatto con la natura è andare a cercare i frutti degli “alberi del pane”. In questa guida scopriremo quali sono i borghi più belli del Sud Italia dove raccogliere le castagne.

Borghi delle castagne più belli Sud Italia


Migliori “borghi delle castagne” Sud Italia: cosa vedere e cosa fare

Tempo d’autunno, tempo di castagne. E allora zaino in spalla e via per meravigliose escursioni nei boschi dell’entroterra del Sud Italia dove non mancano superbi castagneti e, come nel caso della Campania, vere e proprie coltivazioni che ci donano castagne e marroni che hanno ottenuto il marchio IGP.

Dopo questa rapida introduzione, andiamo adesso a vedere quali sono i borghi più belli e famosi del Sud Italia dove raccogliere le castagne, le loro attrazioni e i luoghi d’interesse naturalistico da non perdere assolutamente.

Borghi delle castagne più belli Sud d Italia

Montella – Campania

A Montella, in provincia di Avellino, si coltiva la pregiata castagna IGP di Montella dal sapore dolce e la consistenza croccante. Qui i castagneti si estendono fino al limitare del paese che appare come un bel borgo medievale, fondato nell’epoca longobarda. Situata nella zona meridionale dell’Irpinia, Montella fa parte del parco regionale Monti Picentini e il suo territorio è montuoso e ricco di sorgenti. Nonostante la sua storia antica, l’aspetto generale del borgo è prettamente Settecentesco poiché Montella fu rimodellata in seguito ai danni al terremoto del 1732.

Sulla piazza principale del paese si affaccia la collegiata di Santa Maria del Piano, realizzata nella seconda metà del Cinquecento. Di notevole valore artistico è il suo portale ligneo di noce scolpita e intagliata. Oltre alle altre chiese e ai palazzi signorili del centro storico, come Palazzo Abiosi e Villa Elena, da vedere i resti del Castello Longobardo con le sue mura. Si tratta di un complesso monumentale sito in posizione panoramica, costituito dal castello del X secolo, dall’insediamento adiacente risalente al VI-VII secolo e dal monastero cinquecentesco.

Borghi delle castagne più belli Sud d Italia Montella castello con castagni IGP

Castellammare di Stabia – Campania

Il castagno è molto diffuso in tutta la fascia tra i 200 e i 900 metri di altitudine della penisola sorrentina e in particolare nei dintorni di Castellammare di Stabia. La sua crescita, infatti, qui è favorita dal fertile terreno di natura vulcanica, terreno che viene sfruttato per fini agricoli da tempi antichissimi, come antichissima deve essere l’origine di Castellammare di Stabia. La cittadina è ricca di chiese, se ne contano circa 50. La principale è la concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello, eretta a partire dal 1587. L’interno è splendidamente decorato e conserva numerose opere d’arte sacra e la statua del patrono della città stabiese, san Catello.

Tra le architetture civili ricordiamo Palazzo Farnese della metà del Cinquecento e la Reggia di Quisisana, di origine medievale, con il suo giardino all’italiana e il Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi. Da vedere piazza dell’Orologio, le terme, e infine il castello di Castellammare di Stabia che si erge in posizione dominante sulle pendici del monte Faito. L’edificio risale almeno al X secolo e fu utilizzato fino al XVIII secolo. Dopo un periodo di abbandono è stato restaurato durante gli anni Trenta del XX secolo e oggi viene utilizzato per eventi.

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Vico del Gargano – Puglia

In Puglia i castagneti stanno scomparendo ma se ne trovano ancora sul Gargano, dove da non perdere, è una visita al borgo di Vico del Gargano. Situato nell’immediato entroterra, tra il mare e il Gargano, questo paese fa parte del club dei Borghi più Belli d’Italia. Il territorio è frequentato da epoca remota come dimostrano i siti paleolitici, neolitici, eneolitici presenti un po’ dappertutto. Questo borgo è ricco di chiese, la più antica delle quali è la Chiesa matrice, fondata accanto al castello, sulla sommità di un’altura le cui pendici sono scenograficamente ricoperte dalle compatte case della Civita e del Casale.

Il castello mostre un succedersi di architetture tipiche del periodo normanno e aragonese. Il suo nucleo più antico si trova a est, chiuso agli angoli da torri quadrate. Nel borgo si trovano ancora i resti della cinta muraria medievale, epoca in cui le mura erano dotate di ben 20 torri. Da segnalare il Palazzo della Bella in forme neo gotiche fiorentine, il Vicolo del Bacio situato nel centro storico, largo solo 50 centimetri e tradizionalmente luogo di incontro degli innamorati, il Museo civico archeologico e il Museo “Trappeto Maratea”, sito di archeologia industriale medievale ipogeo relativo a un frantoio a corridoio dove si produceva lo straordinario olio garganico.

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Sant’Agata d’Esaro – Calabria

In provincia di Cosenza, Sant’Agata d’Esaro è un antico borgo molto pittoresco che sorge su una rupe che si affaccia sul fiume Esaro, circondata da montagne ricoperte da fitti boschi e castagneti. In una terra ricca di acque, sembra che il borgo sia stata fondato da alcuni monaci asceti, arrivati qui in seguito alle persecuzioni che accompagnarono la conquista musulmana della Sicilia. Secondo altre teorie l’insediamento fu fondato da coloni greci nel IV secolo a.C. Nel cuore del borgo si trova la Chiesa della Santissima Annunziata, probabilmente risalente al XIII secolo. Nel Seicento venne rimaneggiata in stile barocco, ma con i restauri del 1959 ha assunto un volto diverso.

La principale attrazione di Sant’Agata d’Esaro è la Grotta della Monaca, una caverna preistorica che si trova sul Monte Cuppone, a 2 km dal paese. Il suo nome deriva da una formazione all’interno che richiama il volto di una monaca. La grotta si estende per mezzo chilometro ed è divisa in tre zone: Pregrotta, Sala dei Pipistrelli e Cunicoli terminali. Il Museo relativo alla grotta si trova in viale Elena. Infine, da non perdere anche il “Tunno“, l’antica porta d’accesso al centro storico, sormontato da un mascherone apotropaico unico nel suo genere, i palazzi nobiliari settecenteschi del paese, le gole e le cascate dell’Esaro con l’insolita Roccia dell’Elefante e la Tavola dei Briganti, un monolite di 2 metri a forma di piramide rovesciata.

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Mezzojuso – Sicilia

Mezzojuso, in provincia di Palermo, sorge sul declivio orientale di Rocca Busambra, appena prima dei rigogliosi castagneti che caratterizzano le pendici del monte. Il compatto borgo fu fondato nel 1444 da milizie albanesi come colonia. Sembra che il curioso nome del paese derivi dalla sua posizione sul declivio ripido, così che una buona metà (mezzo) dei suoi abitanti si trova “in giù” (juso) rispetto alla piazza principale del centro. Mezzojuso è stato un importante centro per la cultura letteraria e linguistica albanese, si celebra ancora il rito bizantino mentre è quasi del tutto scomparso l’uso della lingua arbëresh delle minoranze albanesi in Italia.

Nella piazza principale del paese, piazza Umberto I, sorgono i due edifici di culto principali: la Chiesa di San Nicolò di Mira, di rito bizantino, fondata nel 1516 dagli esuli albanesi, e la Chiesa dell’Annunziata, oggi di rito latino, edificata anch’essa dagli esuli albanesi nel 1572. Mirabile è la decorazione neogotica della facciata e del campanile della chiesa di San Nicolò di Mira. Il castello di Mezzojuso si trova nel centro storico e risale all’epoca della fondazione del borgo. Oggi non si distinguono quasi più le sue fattezze di maniero e ospita la biblioteca comunale e la sede della Pro loco.

Mezzojuso-borgo

“Borghi delle castagne” Sud Italia: immagini e foto