È arrivato quasi intatto dal Medioevo: questo minuscolo borgo italiano è una sorpresa

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

Un pugno di case in pietra, vicoli silenziosi e torri che quasi si confondono con le abitazioni: sull’Appennino bolognese sopravvive un minuscolo borgo medievale arrivato fino a noi pressoché intatto.

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Photo by Carlo Pelagalli – Wikimedia Commons

La Scola è una piccola frazione di Vimignano, nel comune di Grizzana Morandi, totalmente immersa nel paesaggio dell’Appennino bolognese. Il borgo ha dimensioni davvero contenute e si percorre a piedi seguendo viuzze e passaggi stretti tra edifici in pietra che sembrano formare un unico blocco. Gran parte delle costruzioni risale al XV e XVI secolo, ma le testimonianze architettoniche più antiche arrivano fino al Duecento.

La sensazione, entrando nel paese, è quella di trovarsi in un luogo rimasto fermo nel tempo. La Scola è infatti giunta pressoché intatta fino ai nostri giorni e conserva case, sottopassi, finestre, archi e strutture fortificate che raccontano ancora il suo passato medievale. Una caratteristica che le permette di occupare un posto particolare tra i borghi più belli dell’Emilia-Romagna.

La Scola: qui le antiche torri si nascondono tra le case

Photo by starmaro / Shutterstock

Le origini di La Scola sono legate alla posizione strategica di questo tratto dell’Appennino. La sua storia viene fatta risalire al VI secolo d.C. quando la zona si trovava lungo il confine tra i territori longobardi e quelli dell’Esarcato di Ravenna. Anche il nome potrebbe custodire la memoria di quel periodo in quanto associato a un posto di guardia o di vedetta. Nei secoli successivi il piccolo insediamento mantenne la sua vocazione difensiva.

La testimonianza più evidente di quel passato sono le dieci torri disseminate nel borgo. Non bisogna aspettarsi, però, alte torri isolate come quelle di una città medievale: molte furono trasformate nel corso dei secoli e oggi sono incorporate nelle abitazioni o addossate agli altri edifici. É proprio questo a renderle particolari. Camminando per La Scola si passa accanto ad antiche strutture difensive senza quasi accorgersene, tra muri massicci, passaggi coperti e case che nei secoli hanno inglobato ciò che restava delle fortificazioni.

Tra gli edifici spicca Casa Parisi, appartenuta alla famiglia più importante del borgo e riconoscibile per elementi architettonici in stile toscano. Poco distante si incontra l’Oratorio di San Pietro, costruito nel 1616, piccolo edificio religioso che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità. Vale la pena soffermarsi anche sull’arco d’ingresso, uno degli scorci più riconoscibili del borgo: superarlo significa entrare quasi immediatamente nel cuore del nucleo medievale.

Un cipresso di circa 700 anni veglia sui tetti di La Scola

Photo by Bonux – Shutterstock

A dominare il borgo non è però una torre, ma un enorme cipresso monumentale che svetta sopra i tetti in pietra. La sua età viene stimata intorno ai 700 anni, anche se non è possibile stabilirla con assoluta certezza. L’albero cresce all’interno di una proprietà privata ma è visibile dal borgo ed è oggi tutelato come Albero Monumentale d’Italia. Il tronco parzialmente cavo e le dimensioni raggiunte nel corso dei secoli ne hanno fatto uno dei simboli più riconoscibili del paese.

Nonostante le sue dimensioni contenute, La Scola custodisce molte curiosità e particolarità legate alla sua storia e alla sua antica funzione difensiva:

  • Un fulmine colpì il cipresso: secondo una tradizione orale, nel 1905 un fulmine avrebbe strappato una parte consistente della chioma dell’albero. Il legno recuperato sarebbe stato successivamente utilizzato per realizzare le porte della vicina chiesa di San Lorenzo di Vimignano.
  • Il borgo era diviso in sette “insulae”: gli edifici non erano disposti casualmente, ma formavano sette aggregati che componevano il piccolo insediamento fortificato.
  • Esistevano collegamenti sospesi tra gli edifici: tre di questi nuclei erano uniti ai piani superiori attraverso corridoi pensili, che consentivano di spostarsi da una struttura all’altra senza necessariamente scendere nelle vie sottostanti, una soluzione particolarmente utile in caso di pericolo.
  • Le tracce dei Maestri Comacini: passeggiando per La Scola si incontrano decorazioni e simboli lasciati dai Maestri Comacini, abili costruttori che lavorarono in diverse zone d’Italia.

È arrivato quasi intatto dal Medioevo – questo minuscolo borgo italiano è una sorpresa: foto e immagini