Vacanze a Ksamil: cosa vedere e cosa fare nel “Paradiso dell’Albania”

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Una terra arsa circondata da acque cristalline e spiagge bianche a non finire: siamo a Ksamil, una località balneare dell’estremo sud dell’Albania. Una lingua di terra che si protende sul mare, tra isolotti disabitati e la natura del Parco Nazionale di Butrinto.

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Ksamil: turismo ed informazioni

Ksamil è una frazione del comune di Saranda, sulla costa meridionale dell’Albania, meta balneare per turisti e albanesi che qui trovano alcune delle spiagge più belle del Mar Ionio. Ksamil è infatti considerata una delle località di mare più belle dell’intera Albania ed è stata inserita nella lista delle migliori destinazioni per le vacanze economiche.

Con i suoi isolotti disabitati, raggiungibili in barca o a nuoto, Ksamil richiama ogni estate migliaia di turisti. Tuttavia, si tratta di un paese che solo recentemente ha scoperto il turismo come fonte di reddito. Ksamil è, infatti, un paese giovane, costruito solo nel 1966 quando nella zona si svilupparono le coltivazioni di olio d’oliva, limoni e agrumi. La dittatura comunista per molti anni vietò agli albanesi di recarsi a Ksamil. Nel tentativo d’isolare l’Albania dal resto del mondo, Ksamil fu chiusa a causa della sua estrema vicinanza con Corfù. Nello stesso periodo, la zona divenne un centro agricolo e una riserva di caccia per gli alti funzionari comunisti.

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Ksamil: dove si trova e come arrivare

Ksamil si trova nell’estrema costa meridionale albanese, al confine con la Grecia, a 14 km di distanza da Saranda, a cui fa capo. Situata di fronte all’isola di Corfù, da cui è separata da uno stretto braccio di mare, Ksamil si estende su una penisola arida e brulla, dalla quale si staccano i suoi quattro isolotti, conosciuti come le isole di Ksamil. Nella parte meridionale si trova il canale di Vivari che separa la penisola dall’ultimo lembo di terra albanese, prima del confine con la Grecia. Qui si trova l’antica città UNESCO di Butrinto con il suo Parco Nazionale, istituito per la tutela del paesaggio e della sua biodiversità.

Ksamil come arrivare: ci sono varie opzioni per raggiungere Ksamil. La prima è quella di prendere un aereo per Corfù e proseguire poi in traghetto fino a Saranda. Da Saranda si arriva a Ksamil in taxi, autobus (linea Saranda-Butrinto) o con auto a noleggio. Ci sono aliscafi che partono da Otranto, con scalo a Saranda, per poi proseguire verso Ksamil. Altre opzioni via mare sono i traghetti che partono da Brindisi diretti a Saranda e poi a Ksamil sempre in taxi, auto o autobus.

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Ksamil: attrazioni e luoghi di interesse

Se la vostra vacanza non contempla solo mare e spiagge, numerose sono le attrazioni da vedere a Ksamil e nei dintorni. La zona, infatti, offre una varietà davvero interessante di paesaggi e cose da fare: gite in barca, escursioni in canoa, sport acquatici e trekking, visite ai resti archeologici del Parco Nazionale di Butrinto. Nel centro cittadino di Ksamil non ci sono particolari luoghi d’interesse e tutto ruota attorno alle spiagge. Non aspettatevi di trovare locali, intrattenimenti e movida. Per queste attività conviene spostarsi a Saranda. E attenzione anche alle strade: sono spesso sterrate o dal manto disconnesso. Insomma, a Ksamil si va per il mare, cercando di adattarsi al contesto di un paese che si sta ancora sviluppando nell’offrire servizi turistici più moderni.

Dopo queste brevi notizie, scopriamo ora cosa vedere a Ksamil, le attrazioni e i luoghi d’interesse da non perdere assolutamente.

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Arcipelago delle Isole Ksamil

Le isole Ksamil sono in realtà quattro isolotti rocciosi situati davanti al centro abitato di Ksamil. Disabitati e circondati da magnifiche acque cristalline, le isolette fanno parte del Parco Nazionale di Butrinto. Possono essere raggiunte solo via mare e quelle più esterne, chiamate “le isole gemelle”, sono scenograficamente collegate da una stretta striscia di sabbia bianca. Questi isolotti si sono staccati dalla terraferma nel periodo giurassico, quando hanno assunto la forma che possiamo ammirare oggi.

Le isole di Ksamil sono ricoperte da una folta vegetazione di tipo mediterraneo con lecci, ontani comuni, olmi, allori e mirti. Le acque marine, oltre ad avere un fondale ricoperto dall’importantissima posidonia oceanica, sono ricche di specie diverse di cetacei e non è raro, qui, avvistare delfini e tursiopi mentre affiorano dal mare.

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Strada panoramica – Ksamil

Da non perdere un giro sulla strada panoramica SH 81. La strada può essere presa dal centro abitato di Ksamil, per dirigersi poi verso sud, percorrendo il piccolo promontorio e il perimetro della costa, con vista sul mar Ionio e sul lago di Butrinto nell’entroterra. A Butrinto si passa sull’altra sponda attraversando il canale Vivari su una chiatta tirata da funi. Arrivati a Butrinto si può tornare indietro, oppure si può completare il giro panoramico, tramite la strada statale 98 che, attraversando campi e sperduti paesini, conduce a Saranda dove si può riprendere la SH 81.

Questa strada panoramica porta ad alcune delle spiagge più belle di Ksamil e offre scorci incantevoli sull’entroterra e sul mare, sull’isola Corfù e, in lontananza, sugli isolotti che fanno da contorno alla cittadina. Durante l’estate è particolarmente trafficata per la presenza delle spiagge, ma non mancano piccole aree di sosta dove parcheggiare per ammirare il panorama con più calma. Una curiosità: la strada statale 81 fu realizzata nel 1959 in occasione della visita di Nikita Chruščёv alle rovine di Butrinto.

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Resti archeologici di Butrinto – Ksamil

Seguendo la strada statale 81, da Ksamil si arriva a Butrinto, dove si possono visitare i numerosi resti archeologici e il lago. Antica città greca, poi colonia romana e sede vescovile, oggi Butrinto è Patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è il sito archeologico più importante dell’Albania. Le sue rovine rappresentano ogni periodo dello sviluppo della città. L’area presenta tracce di frequentazione umana fin dalla preistoria ma, dopo lo splendore dell’età ellenistica e una breve occupazione da parte di Venezia, Butrinto fu abbandonata nel Medioevo a causa della formazione di numerose paludi che resero malsano l’ambiente circostante.

I primi scavi furono effettuati dal regime fascista italiano nel 1928, con intenti geopolitici più che scientifici. Comunque, vennero alla luce la parte ellenistica e romana della città, un’area compresa tra la Porta del Leone e le Porte Scee. Il nucleo più antico aveva una fortezza e un santuario. Gli scavi degli anni ’90 hanno permesso di scoprire i resti del palazzo Triconch, la zona capitolina e forense, una torre tardo antica riutilizzata nell’alto Medioevo come abitazione, parti di cinta muraria, un battistero tardo antico, una grande basilica, il ninfeo, le terme, il ben conservato teatro romano, due castelli (tra cui quello di Ali Pasha Tepelena situato su una piccola isola alla foce del canale di Vivari), cimiteri urbani (tra cui quello presso il pozzo di Junia Rufina) e numerose altre strutture.

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Parco Nazionale di Butrinto – Ksamil

La presa di coscienza sulla necessità della conservazione e della valorizzazione dell’area archeologica di Butrinto ha portano, nel 2000, anche alla nascita del Parco Nazionale. Oggi esso si estende su quasi 10 mila ettari e comprende zone collinari con laghi d’ acqua dolce, aree umide e paludose, saline, pianure aperte e isole. L’importanza del parco per la tutela e conservazione della biodiversità si riflette nel gran numero di specie ospitate, oltre 1.200 tra animali e piante. Il parco comprende anche il lago di Butrinto e il canale di Vivari che collega il lago con il mare Ionio.

Le foreste e la macchia mediterranea forniscono rifugio a 39 specie di mammiferi, di cui 14 specie in via di estinzione a livello mondiale. Tra queste si annoverano due specie di tartarughe marine e la lontra, presente nei torrenti e nei laghi, tutelata dalle convenzioni internazionali. Le acque marine costiere tutelate dal parco sono frequentate da delfini come il tursiope, il delfino comune dal muso corto e anche dalla stenella striata. Il parco rappresenta uno degli pochi habitat rimasti per la nidificazione della foca monaca mediterranea, in via di estinzione. Inoltre, tutta l’area è ricchissima di avifauna con oltre 246 specie.

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