Visitare Camerino: cosa vedere e cosa fare nell’antica città universitaria “Bandiera Arancione”

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Famosa per la sua Università fondata in epoca medievale, questa cittadina delle Marche cattura subito la vista per il mix equilibrato di colori, dove la pietra si unisce al cotto, all’intonaco rosato, ocra, arancio. In questa guida scopriremo cosa fare e cosa vedere a Camerino, in provincia di Macerata.

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Camerino: guida turistica

Situata tra le valli del Chienti e del Potenza, abbarbicata su un colle circondato dai Monti Sibillini, Camerino è una deliziosa cittadina immersa in un paesaggio naturale di campi coltivati e piccoli boschi. Sul colle compare, con i suoi compositi colori, il centro storico, così ricco di arte e cultura da essersi guadagnato l’ambito riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Terra di monaci eremiti prima e di signorie medievali poi, Camerino ha saputo conservare l’aspetto nobile e fiero che le deriva da una storia importante e da una profonda spiritualità francescana che qui si diffuse molto presto.

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Camerino: la storia

La cittadina ebbe origine in seguito allo stanziamento della tribù umbra dei Camerti. Durante l’impero romano Camerino assunse importanza perché i Camerti si rivelarono formidabili guerrieri mercenari. La città divenne sede vescovile già nel 465 e dopo essere stata capoluogo di ducati e contee, sviluppò precocemente forme di organizzazione comunale.

Verso la metà del Duecento i da Varano diventano duchi e il loro potere durerà fino al 1539. Sono questi i secoli d’oro del borgo, un periodo di importanza e floridezza economica in cui Camerino assunse le vesti che mostra ancora oggi.

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Camerino luoghi di interesse ed attrazioni

Le bellezze architettoniche del centro storico e quelle paesaggistiche della natura che lo circonda rendono Camerino degno di una gita fuori porta o un weekend di vacanza, anche se alcune attrazioni sono inagibili tuttora a causa del terribile terremoto del 2016. Il centro storico di Camerino è ancora vivo di tradizioni come quelle che vanno in scena durante la “Corsa alla spada e palio”, una rievocazione storica della fine del XV secolo.

Dopo questa rapida introduzione, andiamo ora a scoprire nel dettaglio cosa fare e cosa vedere a Camerino, le attrazioni e i luoghi d’interesse da non perdere per nessun motivo.

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Chiese – Camerino

La chiesa di Santa Maria Annunziata è la cattedrale della città. Ricostruita nel primo Ottocento al posto della cattedrale romanico-gotica distrutta dal terremoto del 1799, ancora oggi la cattedrale è inagibile a causa del sisma del 2016. Da non perdere comunque una visita all’esterno, con piazza Cavour dove troneggia la statua di Sisto V.

La Basilica di San Venanzio è un mirabile esempio di architettura tardo-gotica. Preservata in parte dal terremoto del 1799, la facciata e il campanile furono rimaneggiati nell’Ottocento. Gli elementi scultorei della facciata sono squisiti esempi di gotico fiorito.

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Palazzi e Università – Camerino

Tra gli edifici storici della città spicca il Palazzo Ducale, sede dell’Università degli Studi di Camerino. Si tratta di un edificio rinascimentale, un tempo dimora dei signori e duchi di Camerino, di cui colpisce l’attenzione l ‘elegante cortile quadriportico e il balcone sulle mura con ampio panorama sui monti Sibillini. L’Università degli Studi di Camerino fu fondata nel 1336.

Tra gli altri palazzi ricordiamo il Palazzo Arcivescovile, dalle forme rinascimentali, che ospita il Museo Diocesano, il Palazzo comunale Bongiovanni, sede dei vescovi di Camerino. Infine, il Palazzo delle Esposte, costruito nel 1470 come “ospitale” in sostituzione dei vari piccoli ospizi sparsi nella città.

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Rocca dei Borgia – Camerino

In posizione dominante e panoramica, la rocca dei Borgia fu edificata all’inizio del Cinquecento per volere di Cesare Borgia al fine di controllare la città dal versante sud-ovest. Caratterizzata da torrioni cilindrici e dal possente mastio dalle forme rinascimentali, la fortezza ha subito nel tempo numerosi rifacimenti.

Originariamente la rocca dei Borgia era separata dalla città da uno strapiombo e vi si poteva accedere solo tramite un ponte levatoio. Lo strapiombo fu riempito nel Seicento. All’interno vi si trova ancora parte del convento francescano di San Pietro in Muralto del 1300.

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Orto botanico e Giudecca – Camerino

L’Orto botanico “Carmela Cortini” fa parte dell’Università di Camerino. Si estende per circa 1 ettaro ed è suddiviso in due parti: un’area pianeggiante con arbusti e specie erbacee e un pendio con alberi. Tra le specie arboree, alcuni esemplari secolari risalgono al periodo di fondazione del giardino, ovvero al 1828.

Per Giudecca si intende il ghetto ebraico, tuttora visibile nelle case basse e povere e nei vicoli tortuosi del vecchio tessuto urbano. Contrariamente a quanto accadde in altre città, qui il ghetto ebraico non fui delimitato da mura perché le abitazioni, ancora quasi tutte conservate, erano così compatte da rendere difficile la comunicazione con il resto della città. Per questo motivo, le porte e le finestre delle case si aprivano solo all’interno del quartiere.

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Musei – Camerino

I Musei Civici che comprendono il Museo archeologico, la pinacoteca e il Museo d’arte contemporanea sono chiusi per inagibilità dal 2016. Tuttavia, le collezioni civiche, insieme a quelle diocesane, sono esposte temporaneamente, nell’edificio “Venanzina Pennesi” in via Macario Muzio, 2.

Il Museo Storico Cappuccino, situato all’interno del Convento dei Cappuccini di via S.Gregorio, conserva oggetti d’artigianato e umili opere d’arte realizzate con materiale povero, espressione tipica di “arte minore” opera dei frati Cappuccini dal Cinquecento a oggi. Il Planetario, situato in Piazza dei Costanti, permette di conoscere i moti celesti degli astri principali e di scoprire una simulazione del cielo stellato, studiare traiettorie di comete e asteroidi e riconoscere le costellazioni del cielo.

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Escursioni – Camerino

Il territorio di Camerino è caratterizzato dalla presenza di 7 percorsi segnalati tutti immersi nel verde della sua natura. Il sentiero “Sulle tracce dell’ultimo orso” permette una pedalata in mountain bike. Il percorso hike “Orizzonte di Roccia” porta all’Eremo della Madonna di Val Povera. L’itinerario “La caprareccia dell’acqua e la Montagna di fuoco” è da percorrere in bici.

A piedi si può andare alla scoperta della “Rupe delle acque sorgive” che conduce a Selvazzano dove sgorgano due sorgenti dalle proprietà “terapeutiche”.“La selva dei primi Cappuccini” è un sentiero per trekking che conduce nei boschi di Arcofiato. Infine, si segnala, oltre ad altri due percorsi per mountain bike, il tour “A cavallo tra rocche e castelli”.

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