Visitare Sambuca di Sicilia: le 7 cose da vedere nell’incredibile borgo di origine araba

Cosa vedere a Sambuca di Sicilia, eletto uno dei Borghi più belli d’Italia. Passeggiata nel centro storico: il Quartiere Saraceno, gli edifici civili e religiosi. Visita al Museo Archeologico di Palazzo Panitteri.

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Sambuca di Sicilia Turismo

Geograficamente Sambuca di Sicilia si trova in provincia di Agrigento, tra la Riserva Naturale del Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco a nord e il Lago Arancio a sud.

Quando si parla della storia di Sambuca bisogna tornare indietro nel tempo, alla dominazione araba in Sicilia. Ma le sue origini sono ancora più antiche: ritrovamenti archeologici fatti in zona testimoniano l’esistenza di insediamenti di era preistorica. La cittadina conobbe poi uno sviluppo urbano a partire dal XIII secolo.

Consigliamo un weekend a Sambuca di Sicilia agli amanti dei centri storici e a coloro che apprezzano la quiete e il silenzio lontani dal caos e dalla movida.


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Se quello che cercate è un’esperienza a ritmo lento alla scoperta della storia e delle tradizioni dei piccoli borghi siciliani, questa è la meta che fa per voi.

Le vie del centro storico pullulano di ristoranti e locali dove ordinare le specialità della cucina siciliana. Apprezzerete senz’altro la calorosa accoglienza che gli abitanti del posto riservano ai turisti.

Per quanto riguarda la sistemazione alberghiera, vi consigliamo di prenotare una camera in uno dei b&b ubicati nel cuore del centro storico per viverne appieno l’atmosfera.

In alternativa, spostandovi di pochi chilometri potete alloggiare nel verde delle campagne siciliane poco distanti da Sambuca, in uno degli agriturismi e casali storici all’insegna del relax a contatto con la natura.

Ricordiamo che nel 2016 Sambuca di Sicilia è stato eletto Borgo dei Borghi.

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Sambuca di Sicilia: attrazioni e luoghi d’interesse

Sambuca di Sicilia ospita numerosi luoghi d’interesse legati al suo passato. Affascinante il contesto architettonico: passeggiando per le vie del borgo si scoprono edifici sacri come la Chiesa Madre del XV secolo, la Chiesa del Carmine e architetture civili come il Teatro Comunale del XVIII secolo e il Palazzo Panitteri.

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Il Quartiere Saraceno

Sambuca di Sicilia è caratterizzata dalla presenza di pittoresche strade e viottoli che mostrano ancora oggi l’impianto originario dell’urbanistica araba.

Provate a passeggiare nel suggestivo Quartiere Saraceno, un labirinto di viuzze che si intrecciano nella parte più alta del borgo. Senz’altro da visitare. Vi imbatterete in scorci bellissimi e sui portali noterete targhe in italiano e arabo.

I vicoli ristrutturati ricordano una kasbah araba e sono impreziositi da opere colorate di street art, parte di un progetto di riqualificazione del rione.

Vi sembrerà di fare un tuffo nell’anima millenaria di Sambuca. Sapevate che in passato i suoi cunicoli sotterranei furono adibiti prima a luoghi di prigione e torture e successivamente a luogo di sepoltura durante l’epidemia di colera del 1837?

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Fortezza di Mazzallakkar

La Fortezza di Mazzallakar è riemersa come per magia dalle acque del Lago Arancio verso la metà degli anni ’50 ed è uno dei luoghi di interesse più rappresentativi di Sambuca di Sicilia.

Molto probabilmente questa costruzione risale ad oltre 1000 anni fa ed è stata eretta da una colonia di arabi quando fu fondata la città di Zabut; insomma è qualcosa di veramente straordinario.

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La Chiesa Madre o Matrice

La Chiesa Madre di Sambuca detta anche Chiesa Matrice è di impianto quattrocentesco. Fu edificata nel 1402 sulle fondamenta dell’antico castello arabo di Zabut e ricostruita poi nel 1642.

Siamo nel Quartiere Arabo, nella parte più alta di Sambuca in piazza Baldi Centellis, in prossimità della Terrazza Belvedere.

Questa costruzione è intrisa di storia infatti ha vissuto tre vite: nei primi anni della dominazione araba in Sicilia fungeva da fattoria saracena, nel Medioevo divenne parte di un complesso fortificato, infine è diventata la Chiesa Madre del borgo.

Sulla facciata spicca un campanile che culmina nella guglia piramidale ricoperta da ceramiche policrome.

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Il Terrazzo Belvedere o “Calvario”

Arrivate fino al Terrazzo Belvedere detto anche Calvario. Qui un tempo sorgeva il Castello di Zabut che costituiva l’acropoli fortificata.

Nella seconda metà del 1800 furono demoliti i ruderi della rocca per ricavarne questa grande terrazzo, che termina con una serie colonne dove venivano celebrati i riti del Venerdì Santo, da qui il nome “Calvario”. Dopo la prima guerra mondiale, non svolgendosi più la cerimonia della Crocifissione, il terrazzo fu ribattezzato con il nome di “Belvedere”.

Godetevi la vista: riuscirete a vedere le colline della Valle del Belice, i vigneti delle Strade del Vino da cui si ricava un vino pregiatissimo, il Sambuca di Sicilia DOC, conosciuto a livello internazionale.

Da Terrazzo Belvedere nelle giornate di cielo terso scorgerete anche le località Giuliana, Caltabellotta e Chiusa Sclafani e sullo sfondo i Monti Sicani.

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Chiesa del Carmine e Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Nella parte bassa del borgo su Corso Umberto I troviamo la Chiesa del Carmine. Di impianto cinquecentesco e rimaneggiata nel 1600, conserva la statua marmorea della Madonna dell’Udienza attribuita allo scultore Antonello Gagini, patrona del paese molto venerata dai sambucesi.

Accanto sorge la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, un capolavoro di intarsio marmoreo tipico di molte chiese barocche palermitane e siciliane. In passato era parte di un grande complesso monastico di clausura oggi non più esistente.

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Il Museo Archeologico nel Palazzo Panitteri

Da non perdere una visita al Museo Archeologico di Sambuca di Sicilia ospitato nel Palazzo Panitteri. Trattasi di un’ex dimora patrizia acquistata dal comune di Sambuca, i cui magazzini sono stati riconvertiti in sale espositive e auditorium.

Il Museo Archeologico vi colpirà per la quantità e la bellezza dei reperti di origine punica e greca, tra cui bellissimi vasi risalenti al V secolo provenienti dal vicino insediamento di Adranon. Fiore all’occhiello del museo è la statua “Demetra dalle belle chiome”.

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Sambuca di Sicilia: immagini e foto