Viaggiare in Europa non sarà più come prima: le nuove regole negli aeroporti
Negli aeroporti e ai confini dell’area Schengen è entrato in funzione un nuovo sistema digitale che modifica controlli, registrazioni e procedure di imbarco per i viaggiatori. Ecco cosa sapere nel dettaglio.
Guarda il video

Negli ultimi mesi l’Unione Europea ha avviato una trasformazione importante nella gestione delle frontiere esterne. Dal 2025 è infatti in fase di introduzione il nuovo sistema informatico Entry/Exit System (EES) che registra automaticamente gli ingressi e le uscite dei viaggiatori provenienti da Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea. Lo scopo è rendere i controlli più moderni e migliorare il monitoraggio delle permanenze nello spazio Schengen.
Il sistema Entry/Exit System (EES) sta sostituendo progressivamente una pratica ormai obsoleta: il timbro sui passaporti. Al suo posto arrivano i controlli biometrici e le registrazioni digitali dei movimenti alle frontiere. Dal 10 aprile 2026 l’EES è diventato pienamente operativo in tutti i principali punti di ingresso dell’area Schengen, che comprende quasi 30 Paesi europei.
Entry/Exit System (EES): come cambiano i controlli in aeroporto

Con l’introduzione del sistema EES, i controlli negli aeroporti e alle frontiere esterne dell’Unione Europea diventano in gran parte digitalizzati. Al primo ingresso nell’area Schengen, i viaggiatori provenienti dai Paesi terzi devono ora fornire alcune informazioni di carattere personale: i dati del passaporto, una fotografia del volto e le impronte digitali. Tutti questi dati vengono registrati in un archivio digitale gestito dalle autorità europee.
Dopo questa prima registrazione, i passaggi successivi alle frontiere diventano più rapidi. I controlli prevedono solo una verifica delle informazioni biometriche già presenti nell’archivio elettronico, spesso passando dai chioschi automatici o sistemi di controllo elettronici installati presso gli aeroporti. Questo sistema è stato pensato per ridurre al minimo gli errori e consentire alle autorità di individuare in tempi rapidi e con maggior efficienza chi supera il limite di permanenza consentito.
Come funziona l’Entry/Exit System

L’Entry/Exit System è un sistema centralizzato creato dall’Unione Europea per registrare in modo digitale l’attraversamento delle frontiere esterne da parte dei cittadini di Paesi non membri dell’Unione Europea che entrano per soggiorni brevi, fino a 90 giorni ogni 180 giorni. Il sistema raccoglie le informazioni al momento di ingresso e di uscita, confrontando i dati biometrici del viaggiatore.
Il progetto è nato nell’ambito della strategia europea delle smart borders, cioè delle frontiere intelligenti basate su sistemi digitali e interconnessi al fine di renderle più sicure. La normativa di riferimento è stata approvata con il regolamento europeo del 2017 e la sua introduzione è iniziata gradualmente dalla fine del 2024, eliminando gradualmente i timbri sul passaporto.
- Il sistema riguarda esclusivamente i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea che entrano nello spazio Schengen per soggiorni brevi.
- La raccolta e registrazione dei dati biometrici avviene solo al primo ingresso. Nei successivi ingressi viene effettuata una verifica dell’identità.
- Il sistema consente alle autorità di individuare automaticamente i viaggiatori che superano il periodo massimo di permanenza autorizzato.
- I dati registrati includono passaporto, fotografia del volto, impronte digitali e informazioni sul punto di ingresso o uscita.
- Alcuni Paesi dell’UE, come Irlanda e Cipro, non partecipano ancora al sistema e mantengono procedure tradizionali di controllo.
L’EES rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nella gestione delle frontiere europee. L’obiettivo è rendere i controlli più rapidi ed efficienti ma, per i viaggiatori, non si escludono tempi di attesa più lunghi, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza poiché il sistema di raccolta e registrazione è solo all’inizio.