L’arte delle donne a Villa Torlonia: l’ars rosa di scena a Roma

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La mostra Artiste a Roma tra 1910 e il 1940, sorta dietro l’attiva collaborazione tra l’Università La Sapienza di Roma e Archivi del Novecento sarà visibile nella città capitolina, nel quartiere Nomentano, nel complesso museale di Villa Torlonia-Casino dei Principi, dal prossimo 14 giugno fino al 6 di ottobre del 2024. 

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Arte
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Artiste a Roma si rivela un evento decisivo per la riscoperta dell’arte italiana moderno-contemporaneo

Occasione unica, la mostra capitolina permette allo spettatore di effettuare una catabasi di immagini e colori, all’interno il corpus delle massime artiste novecentesche della modernità figurativa e cromatica del nostro Bel Paese. 

Partendo da una rivisitazione interpretativa delle più fruttuose e feconde esperienze dell’arte italiana ed europea, la mostra permette di declinare tale prospettiva perseguendo un piano alternativo e altro, quello delle donne artefici, in primis, intese come identità creatrici. 

Dallo sconvolgimento dettato dagli impulsi distruttivi futuristi, si rintraccia un variegato e complesso accumulo di esperienze artistiche primo novecentesche femminili. Tali personalità artistiche impazzavano e acquisivano spazio e consapevolezza del proprio prestigio, dietro la spinta distruttiva del futurismo sul piano formale ed estetico, raggiungendo anche il versante sociologico. Ciò ha portato all’avvento di una cerchia artistica disomogenea al femminile che progressivamente riesce ad affermarsi nel circuito capitolino, raggiungendo spazi e luoghi di discussioni privilegiati come le numerose rassegne internazionali.

Il Futurismo e Benedetta Cappa

 Sul versante futurista, e ancor più nell’area romana, nome in auge che potranno  gli spettatori a osservare è certamente quello di Benedetta Cappa alias Beny, coniuge del poeta e promotore Filippo Tommaso Marinetti, le cui iniziative sperimentali contribuirono all’ideazione dell’Aereopittura e del tattilismo.

La donna come artefice della propria arte e non solo musa

Tra Artista e Musa
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La ripresa all’interno dello spazio museale di Villa Torlonia delle eroine novecentesche dell’arte si commuta, quindi, ad occasione per una grande operazione di recupero del ruolo della donna quale attività propulsiva e ubicata al di là del simbiotico significante di musa e di asettico oggetto di ispirazione.

Pertanto dietro l’esempio di Beny, possiamo osservare un vasto catalogo e manufatti entro cui la femminilità è inderogabilmente correlata all’aspetto di artefici impegnate in prima linea nella rappresentazione plastica del clima sociopolitico e culturale italiano tra Grande Guerra e gli Anni Ruggenti. Tale operazione, inoltre, contribuisce alla ripresa e salvaguardia di estri artistici che, benché non sia largamente noto, permette di riflettere in una modalità differente e complementare sul ruolo della donna nell’arte: infatti, se queste artiste sono state sospinte dalle avanguardie, ciononostante, possiamo osservare come l’intraprendenza raggiunse vaste gallerie capitoline, entro cui ancor trovano spazio, fintanto alle grandi e nuove rassegne intraprese dalla Biennale e dalle altre rassegne coeve, come le Sindacali e le Quadriennali.

Si comprende dunque, di come la mostra costituisca il vertice ultimo di un processo di riscoperta e di disvelamento di nomi e opere che in un passato non molto lontano avevano dato lustro all’arte italiana, mantenendo un confronto con i dettami e gli estri artistici internazionali.

L’arte di Villa Torlonia, Artiste a Roma: foto e immagini