Quest’isola è il luogo più inquietante e affascinante del Golfo di Napoli
Nel Golfo di Napoli esiste un luogo dove natura e archeologia si uniscono a storie e leggende inquietanti: l’isola la Gaiola, uno dei posti più affascinanti della Campania.
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A rendere unica la Gaiola è prima di tutto il paesaggio naturale. Due piccoli isolotti collegati da un ponte in pietra emergono davanti alla costa di Posillipo, con il profilo del Vesuvio sullo sfondo e acque che cambiano colore dal turchese al verde intenso. Qui si trova il Parco Sommerso della Gaiola, un’area marina protetta che custodisce uno dei patrimoni archeologici subacquei più interessanti del Mediterraneo.
Sotto il mare si trovano infatti i resti di un’antica villa romana appartenuta a Publio Vedio Pollione, ricco aristocratico della cerchia dell’imperatore Augusto e successivamente legato alla corte di Tiberio. Resti di colonne, pavimentazioni a mosaico, moli e basamenti sono oggi sommersi e ricoperti da alghe e organismi marini. Fare snorkeling in queste acque significa letteralmente immergersi nella storia della Napoli romana.
La Gaiola: il parco archeologico sommerso

Non a caso l’isola la Gaiola è diventata negli anni una meta molto amata dagli appassionati di snorkeling e delle immersioni subacquee. Chi possiede un brevetto può partecipare a percorsi guidati per esplorare i fondali caratterizzati da un grande patrimonio naturalistico e archeologico. Tra gli itinerari più noti c’è la Secca della Gaiola, dove si possono ammirare murene, saraghi e piante marine che vivono tra le rovine della villa romana di Publio Vedio Pollione a pochi metri di profondità.
Anche chi non vuole immergersi può osservare i fondali grazie all’Aquavision, una piccola imbarcazione elettrica con fondo trasparente che permette di ammirare le strutture sommerse senza entrare in acqua. Per chi vuole invece trascorrere una giornata in spiaggia, c’è un piccolo litorale in ciottoli sulla terraferma, raggiungibile attraverso la suggestiva Discesa Gaiola. Per proteggere l’ecosistema marino, l’accesso è regolamentato e nei periodi più affollati è richiesta la prenotazione online tramite il sito del Parco Sommerso di Gaiola.
Gaiola, l’isola “maledetta” secondo la leggenda

Oltre alla bellezza paesaggistica, la Gaiola è famosa anche per le sue storie inquietanti. Ma facciamo un passo indietro. Nell’Ottocento, sull’isola fu costruita una villa, passata nel tempo tra diversi proprietari spesso colpiti da eventi tragici o misteriosi. Tra i casi più celebri viene spesso ricordato quello dello svizzero Hans Braun, trovato morto avvolto in un tappeto nella villa, mentre poco tempo dopo la moglie annegò nelle acque della Gaiola in circostanze mai chiarite. Nel corso degli anni la cosiddetta “maledizione della Gaiola” è stata collegata anche a fallimenti economici, suicidi, malattie improvvise e persino al rapimento di persone vicine al magnate Jean Paul Getty. Oggi la villa è disabitata, ma le leggende continuano a far parte del fascino del luogo.
La Gaiola può diventare una tappa perfetta all’interno di un itinerario nel Golfo di Napoli. Grazie alla sua posizione di fronte a Posillipo, è facilmente inseribile in un percorso che unisce il centro storico di Napoli alle bellezze naturali della costa campana.
- Visitare Castel dell’Ovo e il borgo marinaro di Santa Lucia prima di raggiungere Posillipo e la Discesa Gaiola.
- Fermarsi al Parco Virgiliano per ammirare il panorama sul Golfo di Napoli.
- Proseguire verso Marechiaro, uno degli angoli più suggestivi di Posillipo.
- Scoprire i Campi Flegrei tra vulcani, laghi e siti archeologici romani.
- Concludere l’itinerario con una gita in traghetto verso Capri, Ischia o Procida.