Chi arriva in questo luogo delle Dolomiti racconta un’atmosfera davvero surreale

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel cuore delle Dolomiti esiste un luogo che sembra uscito da un antico libro di leggende. Si chiama Parlamento delle Marmotte ed è uno dei paesaggi più sorprendenti del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. 

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Photo by Yreen – Wikimedia Commons

Tra Corvara e San Vigilio di Marebbe il paesaggio cambia improvvisamente. Qui appare il cosiddetto Parlamento delle Marmotte, conosciuto in ladino come “Parlamënt dles Montanioles”: una struttura rocciosa semicircolare composta da gradoni naturali che ricordano la cavea di un antico teatro. Il nome deriva proprio dalle marmotte che popolano questa area e che, soprattutto nelle ore più calde della giornata, si fanno sentire con i loro caratteristici fischi.

Arrivando qui, la sensazione è di trovarsi in un luogo quasi irreale. Le vette delle Dolomiti, il silenzio dell’altopiano e le forme perfettamente modellate della roccia creano uno scenario unico che ha alimentato per secoli miti e racconti popolari. Secondo la tradizione ladina, infatti, questa zona farebbe parte del leggendario Regno dei Fanes, antico popolo montano protagonista di numerose leggende raccolte dallo studioso Karl Felix Wolff.

Parlamento delle Marmotte: cos’è e come si è formato

Photo by Yreen – Wikimedia Commons

Il Parlamento delle Marmotte è una sorta di anfiteatro naturale, il risultato casuale di lunghissimi processi geologici. Le rocce dolomitiche presenti nell’area derivano infatti da antichi sedimenti marini trasformati nel corso di milioni di anni attraverso pressioni tettoniche e processi chimici. Successivamente il sollevamento delle Alpi, l’erosione e l’azione del gelo hanno modellato gradualmente il paesaggio fino a creare questa spettacolare struttura naturale.

Ancora oggi le superfici rocciose mostrano chiaramente la stratificazione della dolomia: alcuni livelli appaiono compatti, altri più fratturati, creando scalinate naturali, gradoni, spaccature e terrazzamenti irregolari. Anche i fenomeni carsici hanno avuto un ruolo importante nella formazione del Parlamento delle Marmotte. L’acqua, infiltrandosi nelle rocce calcaree, ha infatti scavato doline, piccoli avvallamenti e canaloni nascosti che rendono il sottosuolo particolarmente articolato.

Cosa vedere e come arrivare

Photo by Jörg Blobelt – Wikimedia Commons

L’escursione che porta al Parlamento delle Marmotte attraversa alcuni dei paesaggi più belli delle Dolomiti altoatesine, tra l’Alta Badia, la Val Badia e la Valle di Marebbe. Il punto di partenza più classico è il Rifugio Pederü, raggiungibile da San Vigilio di Marebbe anche con navette stagionali. Dal rifugio iniziano i sentieri 7 e 1 dell’Alta Via delle Dolomiti, che conducono verso il Rifugio Lavarella e il Rifugio Fanes. Da qui i sentieri proseguono fino al Passo di Limo e poi all’omonimo lago, a oltre 2.000 metri di quota.

Il percorso presenta dislivelli compresi tra i 500 e i 700 metri, è lungo circa 16 km ed è consigliato a escursionisti con una preparazione media. Nei prati più esposti al sole capita spesso di vedere le marmotte spuntare improvvisamente tra l’erba e le rocce. Ecco ora alcune delle cose da vedere durante l’escursione al Parlamento delle Marmotte:

  • Il Rifugio Lavarella, punto panoramico privilegiato sull’area.
  • Il Rifugio Fanes e la vista verso il Passo di Limo.
  • Il Lago Piciodel e il Lago Verde, dove l’acqua cambia colore durante la giornata e circondati da pascoli d’alta quota.
  • La Malga Munt de Pices Fanes, legata alla tradizione dell’alpeggio.
  • I resti di postazioni della Grande Guerra lungo alcuni sentieri.
  • I panorami sul Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, uno dei territori più spettacolari delle Dolomiti.

Chi arriva in questo luogo delle Dolomiti racconta un’atmosfera davvero surreale: foto e immagini

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