Gibellina capitale d’arte contemporanea 2026: suo il primo titolo della prima edizione
Lanciato dal Ministero della Cultura per la prima volta quest’anno, Gibellina si aggiudica il titolo per il 2026 risorta dall’estro e dal lavorio di Burri.

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Italia Grand Tour
Parlando del nostro meraviglioso stivale, l’Italia è davvero arduo rinvenire a mete e destinazioni che lascino l’amaro in bocca e negli occhi dei visitatori.
Anzi! Il nostro Belpaese domina al vertice della classifica UNESCO per il suo patrimonio sempre più grande.
A ciò si affianca anche il largo riconoscimento Touring Club, in particolare con il premiare con la Bandiera Arancione alcuni dei siti e dei borghi più ricercati dai viaggiatori di tutto il globo.
Un moto così complesso e articolato che per riscoprirlo e rivisitarlo in tutto tondo, necessiterebbe di 100 giornate FAI!
Ma non basta, perché arriva anche il Ministero della Cultura con il titolo di Capitale d’arte contemporanea d’Italia per Gibellina.
Gibellina meta d’arte contemporanea

Una meta che è riuscita a scavalcare alcune località e siti entrati nel cuore dell’arte contemporanea. Nata dopo la distruzione che aveva colpito Belice nel 68′, dal secondo Novecento il borgo siculo di Gibellina è riuscito a catalizzare l’attenzione di uno dei più grandi artisti dell’ arte informale come Alberto Burri.
E ad oggi Gibellina può finalmente fregiarsi della corona di capitale del contemporaneo.
Un riconoscimento che cesella la forma sorta alla fine del cataclisma della natura e continuata dall’ assemblaggio dell’ operazione ad artem.
La sicula Gibellina ha vinto contro Carrara, Pescara, Todi e Gallarate, imponendosi potendo così conseguire il finanziamento di 1 milione di euro, atto alla realizzazione di progetti da ultimare entro la fine dell’ anno 2025.
Cretto di Burri

Gibellina si è imposta per l’opera del Grande Cretto, emblema a cielo aperto di disperanza, sorta dopo il disastroso terremoto. Realizzato durante gli anni 70′, Burri ripercorre e riforma il perimetro urbano dilaniato dal terremoto. Il cretto si mostra come complesso enorme che lo spettatore di fronte al trauma e lo svolgimento di uomo e natura. Per trarre questo effetto, l’artista ricorre al caolino e alle resine disposte con colla vinavil.
Queste, sfruttate dal Burri, rifrange nell’opera ambientale il lavoro e il moto della luce, che viene assorbita fino a spaccarsi.
Effetto che sarà visibile in modo rapido ai visitatori e che pare interminabile, come la stessa opera. Vasta per la superficie su cui si dipana che ne fanno un cantiere a cielo aperto.
Info utili
Gibellina e il Cretto di Burri sono raggiungibili in auto da Palermo e da Trapani, tramite A29 direzione Mazara del Vallo, proseguendo sulla SS119.
L’area dispone di ampio parcheggio auto, interamente gratuito.
Non perdete l’occasione di fare un salto anche nelle altre bellezze nascoste della Trinacria! La Sicilia è una regione che, grazie al suo clima tipicamente mediterraneo, può essere visitata in ogni stagione dell’anno. Approfittatene!