Il Guardian resta senza parole davanti a questo angolo di Sicilia: è un paradiso naturale
La Sicilia conquista il Guardian, che racconta ai suoi lettori la meravigliosa riserva naturale di Vendicari, un’oasi umida situata a sud della città di Siracusa. Non è la prima volta che il quotidiano britannico loda l’Italia, ma stavolta lo fa con un’attenzione particolare all’ambiente e alla biodiversità.
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L’Italia incanta da sempre i visitatori stranieri che la esplorano, e negli ultimi anni a rappresentare un appeal particolarmente interessante sono i luoghi più sconosciuti, nascosti e autentici. A raccontare al mondo intero questo aspetto del Bel Paese è spesso il Guardian, celebre quotidiano britannico che elogia non solo i grandi monumenti e le bellezze più famose, ma soprattutto le piccole chicche ancora inedite, per promuovere un turismo più sostenibile e diffondere la cultura della scoperta.
L’ultimo articolo dedicato allo Stivale, riguarda la riserva naturale di Vendicari, un’oasi umida che si trova a sud della città di Siracusa, e che ha incantato il reporter del quotidiano. Ecco cosa scrive il giornalista, conquistato dall’atmosfera poetica e suggestiva della riserva e dalla sua storia di salvaguardia ambientale e tutela della biodiversità.
La riserva naturale di Vendicari

La storia della riserva naturale di Vendicari ha inizio negli anni ‘70 del secolo scorso, quando un’azienda petrolifera pianificava di costruire una grande raffineria di petrolio. Un ambientalista però, riuscì a bloccare il progetto attraverso la mobilitazione dell’opinione pubblica e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali nella protesta. La zona, infatti, rappresenta un luogo di importanza globale per le rotte migratorie degli uccelli che si spostano tra Africa ed Europa, e distruggerla per una raffineria sarebbe stata una perdita inquantificabile in termini ambientali. Dopo anni di lotte, nel 1984 la riserva viene istituita ufficialmente e rappresenta ancora oggi un ecosistema unico, fatto di:
- laghi salmastri affollati da centinaia di fenicotteri rosa,
- sentieri naturali,
- resti di antiche civiltà risalenti al VII secolo a.C.,
- una tonnara dismessa.
Si tratta di un luogo incantevole, dove natura e storia si mescolano e offrono riparo a moltissime specie diverse di piante e animali, e dove la cementificazione non è riuscita ad arrivare e ad ingrigire il verde rigoglioso e i colori intensi della natura. Qui terra, mare e agricoltura tradizionale si intrecciano a creare un ecosistema unico nel suo genere, ed estremamente prezioso.
La Sicilia conquista il Guardian

Nell’articolo del Guardian, il giornalista descrive la splendida spiaggia di Calamosche, una caletta dalla sabbia dorata e dalle acque cristalline circondata da cespugli di ginepro, iris selvatici e cactus, e non solo. Parla anche dell’emozione indescrivibile di alloggiare in un antico baglio, una fattoria fortificata tipica della Sicilia, immerso in un panorama naturale incredibile e ricco di piante e alberi diversissimi tra loro, che spaziano dalla calendula al finocchietto selvatico, fino ad arrivare ai limoni.
In questo racconto emerge non solo la bellezza del luogo e il suo valore ambientale, ma anche la possibilità di vivere un’esperienza immersiva senza arrecare danno all’ecosistema. Dai frutti biologici, coltivati secondo norme che permettono di mangiare persino le bucce, è possibile realizzare piatti squisiti, che caratterizzano la zona e rappresentano l’attrattiva di punta della riserva. Proprio come quando ha parlato dei luoghi segreti di Roma, il Guardian mette in evidenza la bellezza del visitare luoghi sconosciuti, ancora inesplorati e, soprattutto, lontani anni luce dai disagi del turismo di massa, che sta rovinando destinazioni meravigliose e sta distruggendo ecosistemi urbani ed equilibri sociali.